B. Prov.
Miscellanea
BIBLIOTECA PROVINCIALE
Num 0 d’ ordine
ESPOSIZIONE
RAGIONATA DI UN METODO
DI LATINITÀ’
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Ne per insolentiam quis exisliunet memct
studium meum laudando exiollere.
SaAUJSHÌ IuCtJRTHi.
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The Knowledge of fa,cts is prior to that of
rules ; and is thè first requisite in thè practice
«f arts , and in thè conduci of àffairs.
Ferguson InslUulet of moral Philosophy
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M ONSIG-NOR
D. GIUSEPPE CAPECE-LATRO
ANTICO ARCIVESCOVO DI TARANTO
PATRIZIO NAPOLETANO
ec. e
Monsignore »
TJn programma non poteva esserle offerto
senza peccar d’ ardimento , che come una pri-
mizia (1). La benignità , colla quale Ella lo
accolse , accrebbe i miei sensi di rispetto v «
mi colmò l’ anima di riconoscenza. Soddisfo ia
parte a questo sentimento offrendole un’ OPU-
SCOLO , le di cui teorie trovatisi già sanzionato
da un pubblico esperimento (a). Col dare alla
(i) Si parta del Programma »ul nuova metodo di Latini
tà dedicato a Monsignore.
(a) L’ esperimento tenuto ai io dello spirante Settembre
fù decisivo, I giovani di tutte le classi eseguirono e
W
x 4 r- * ,
* « . * ..
iute questo lavoro io non fio il ‘ù-'cgno (fi
combatterà coloro elite mi hanno attaccato sen-
za ragione , ma di soddisfare alle premure ,
che me ne hanno fatte alcuni rispettabili ami-
ci ( 1 ) , il di cui giudizio è infinitamente su-
periore a quello de’ pedanti collegati contro il
s
” " * - . , , ' ' ■* '
il metodo sopra i passi di Cicerone , Salustio , e Virgilio «cel-
ti dal Sig. Cav. Guidi , dal Professore di Eloquenza Sig. Gatti,
dal Direttore del mètodo*- Lancastriano Sig. Mastroti , e dal-
l’Ispettore di pubblica Istruzione S ; g. Ferrara, lo me ne ap-
•ppello alla lealtà di questi rispettabili soggetti.
Siami però qui permesso di far l' Apologià de' (oli due gio-
vanetti , che si smarrirono , per essersi loro assegnato un passo
interpolai } , ed alteralo. Il passo fu questo, tratto dall* opu-
scolo de amicitia di Cicerone.
- iocedat bue tuooitat guaedam oportet termonum , atqui
tnorum , haudquaquam mediocre condimentum amicitiae .
Dagli allievi fu scritto cosi -- accettai huc ..... guaedam
Oportet termonum , atque morum , a ut quamquam etc. Enron
questi errori nati dalla dettatura mal’ intesa , o da qualche al-
tra cagione ? Gli alunni nel dar conto del testo ccmiociarono
dal leggerlo , siccome era prescritto nel programma , é non
furono corretti. . . Su questo articolo si souo fatti mille sO-
«petti , ma le mie vedute sono ancora leali. Nel riportare que-
sto accidente intendo di togliere ogni dritto contro il metodo a
•hi pur troppo si è dilettato- di' screditarlo senza conoscerlo.
(l) Perchè non si creda una delle proteste familiari a co-
loro , che hanno la mania della stampa , mi permetto di ripor-
tarne i nomi. 11 Sig. Gatti Professore di Eloquènza , il Sig. D.
Francesco Palomba Giudice della Corte di Appello, L'avvo-
cato D. Michele Andrìsani , c piò di tutti il Sig. Car. Guidi,
ÀI di cui solo usine -gale uà’ elogio.
( 5 ')
Amori metodo. Io però intendo di aver triofi-
fato di essi » e delle loro. oscure detrazioni si-
no a che non dimostreranno cogli argomenti ,
e coi fatti , che il lor metodo sia migliore del
mio. Al giudizio col quale Io hanno onorato
quei Dotti v se aneli’ Ella unirà il suo , Ideali-
sa de’ pedanti è perduta seni’ appello. Intanto
io godo degli sforai che ho farti per invelale
i giovani al lungo flagello (felle scuole y ren-
dendo loro facile , breve , e piacevole il ca-
mino della vera latinità. Dòpo di tatto ciò si*
qualche cosa mi rimane a desiderare non è
che il di Lei gradimento : quando Ella me ne
riputerà .degno , benedirò i miei travagli co-
mechò coronati dal compenso il piò lusin-
ghiero. •
Mi creda intanto pieno di rispetto e d’at-
taccamento. *■
Di V. E.
Napoli a6 Settembre i8ae.
s.
Devotissimo servo vero ,
fazacnseo Evoco.
DISCORSO
Pronunciato dal- signor ' Fuoco nel
PUBBLICO ESPERIMENTO DI LATINITÀ* DATO
DAGLI ALUNNI DEL SUO ISTITUTO IL
giorno io Settembre...
INTRODUZIONE.
D LL’ ottavo al decimo Secolo bnjo irapenfr*
trattile ravvolge le vicende d’Italia, e i tristi
elfttli delle sue ìagmncvoli calamità; Déprà^
vati i costumi , soffogato il genio , e corrcttò
ogni gusto , lahg-uide , e scarne le Lettere di
già aveva a cercato asilo in Oriente , e l’Italia
abbarrtnnata all’ignoranza fu vittima delle vio-
lenze de’ Goti , degli Unni , degli' Alani , degli
§vevi , dei Longobardi , e di altre masnade di
simili depredatori. E fin d’ allora si contrasse
quella rozzezza , e grossolaniià di pensare , e di
esprimersi, che avevano i Barbari coi qunli si
conversava. Quindi la lingua del Lazio, corrotta
dalle inoltiplici precedenti cagioni, sebben ser-
basse ancora qualche vestigio dell’ antica sua
bellezza, pure autlt’ e&?a infine divenne del
m ikgCmà
tutto, barbara , ed -assunse orride fortìie , e
sembianze straBiere. Nè prima del secolo duo-
decimo spuntò 1’ aurora di un giorno sempre
sagro alle muse italiane ,, e foriero della glo-
ria , e del risorgimento della nostra patria let-
teratura.
Tré Genj g§andeggiarono nell’ ammaestra*
l’Italia in'una nuova lingna , lingua nata sotto
gli auspirj delle Gr? zie, e della Bellezza \ lin-
gua cbe nella' Divina Comedia , nel Decame-
rone , e negli Amori di Laura fece cadere in
dimenticanza esser già nel Campidoglio una
volta fioriti gli Emuli di Demostene , di Tu-
cidide , di Omero , di Pindaro, di Anaereorité.
Ma rotnechè nate da impulso creatore assi-
stito da Gusto gentile , e delicato, questo a
fati politici cedendo, l’amOr delle cose anti-
che rinacque , e ki seno della sua stessa leg-
giadria cadde nostra lingua per quasi due se-
coli in un sopore simile a morte. E par cbe
questo strano avvenimento fosse, stato necessa-
rio perchè di nuovo risorgesse come nostro
reltaggio immortale * e ricchezza avidamente
cercata da popoli stranieri. In queir interregno
di nostra nazional grandezza , il latino diven-
ne - la lingua de’ Dotti , ed iu esso si scrisse ,
e si arringò , e le facoltà tutte furon trattate.
Allora in quei chiostri dove gli avi nostri cerj
"''V* — V —
Cavano la tranquillità dell’ animo , e dove là
morte li coglieva in seno della pace , in quei
luoghi di terrestre beatitudine , furati tratti dal
Seno della polve , e dell’ obblio i Godici del
sapere , cbe le Muse lutine spirando ci ave»-
van lasciali.
In ipezzo al piombo ideila gemane latinità
quell’ oro antico , e puro così leggiadramente
fiammeggiò , cbe tutte le menti a se trasse suq
divino- splendore. ,
Avida insaziabile è la ricerca di nnpvi Codici
pnde biblioteclie si formano , e si arricchiscono:
Cattedre x Accademie , Scuole , Licei*, emù*
landosi a vicenda , coltivano la lingua di
Jloma , cbe a nuova vita risorge. Lo spirita
di sistema prende parte ai nuovi sforzi lilolo-t
gici , c le leggi si ricercano onde 4’aeilitarp
V intelbgenza di quei testi , c giungerne aU
V imitazione, i
ORIGINE DELLE OPERfi GRAMATICA»,
Non altrimenti ebbero il di loro nascimento^
le Istituzioni gramaticali,.
Tra tante , e tante pprò la prima cbe avesse
sapere di buon gusto , e aprisse la strada della
buona latinità fu, verso la metà dei secolo XV ,
quella Eleganze del Yalla r 4pve uliU
, (s )
regole , ed opportune riflessioni gramaticali
contengono* per. iscrivere con correzione , pa-
rità , ed ^eleganza, lo mon parlo -di eia che
fu poscia pubblicato da' Giulio Cesare Scali?
geio, da Etuiuanuele Aivarez , da Fi,*nces{0
§anclicz , dallo Sdoppio , e dal Vossio: Que-
sti a dir vero furono i primi maestri della
gramatica ,* poiché quanti sono posteriormente
venuti non hanno fatto , elle attingere ai loro
fonti , e cercarvi sòltanto qualche maggiore
chiarezza , o più melodica facilità.
Non aridi , e secchi precetti , talora anche
falsi , ed erronei - come facevan gli antichi >
ma dotte osservazioni , e giuste regole fon-»
date su i buoni esempj , e sulla ragione, fan-
no il marito di questi grafitatici , de’ quali
forse il Sanche z , e lo Sdoppio peccano tal-
volta per volere stare troppo attaccati' alla ra-
gione in una materia , che in gran parte , più
che dalla ragione, dipende dall’uso, e dall’e-
scfTipio. de’ buoni autori,
Finche quest’ uso , e questo esempio furono
Come le guide principali d’ istruzione , si riu-
scì ad imitare più , o meno gli antichi , e
Scr.Jli latini comparvero , che forse il secolo
d’ Angusto 'non avrebbe sdegnati. Quando, pe-
rò 1’ insegnamento graf&alicale lasciando la
fecondità , e la ricchezza degli esempj ? tutta
si ridusse ad tra sistema di precetti , inaridi
la sorgente dei gusto , là noja prese il luogo
dei zelo con cui cercatasi di coltivare le lette-
jre , e questi non più considerati come con*'
seguenze delFosservazione , ma come guide-,
e prinripj , da esse disiassero le menti , e
lo studio del Ialino divenne sterile, pesante,
lungo, insopportabile (|).
■'■■■■ •
METODO
Delle Gramaiiche le piu rinomate precedenti
al metodo dì Locke.
* 4
Questo è lo spirito del tnelodb del Signor
DesPAUTIER. D’altronde scritto, in latino spiega
1* incognito con un* altro incognito, ebe s’i-
gnora , e che si cerca di apprendere.
Comenio pubblicando iu otto lingue la sua
Opera voluminosa (a), ai difetti del Sig. De-
SFàuTier aggiunge quello di mettere un’immensa
(i) è di aiffatta gTaaaalica , che parlando Bacone disse»
msq-.-t vero est ars , sed artis abusi** , «un» ili*. natura» non
pcrjiaat , sed perverta!.
(3) Janna linguarum.
iproporz'ione tra il metodo , e le ìbrze umane.
Insegnando gran miniera di cose , che nou si
ha bisogno di' apprendere , e usando un la t i-
po moderno , alimenta il gusto con cibo
cattiva , e la mente vien Condotta in una vugh
immensità.^
Due grandi inconvenienti erano comuni a
tutte le gramatichtì' di questo tempo ; il pri-
mo b che le regole vi erauo scritte in lin-
gua sconosciuta , o barbara; il secondo eh’ e-
ran desse i risultatuenti di osservazioni in-
complete , e mal fatte. Riparò ah’ unii * e
all’altro nel i65o la gramajica di Porto-
reale. Essa presentò tutto l’oro del Sanzio
purgato da ogni liga Y e sparse gran lume sulle
cause della buona latinità. Ritenne però un
terzo inconveniente colle graraatiche prece-
denti, cioè riguardò aneli* essa le regole come
mezzi di apprendere. Il suo metodo procede
dalle cause agli effetti ; sarebbe una delle mi-
gliori istituzioni se procedesse dagli effetti
alle cagioni , e se yì si raccagliessero i fatti,
che mancano (i), *
(l) è fuetto il solo utile -metodo nell' inergnamenle dette
•cieuze. Selenita , (lice Bacone , -eadem methodo , si feri pus »
* { C * ' * •
iit , animo alla ini Ht inunuanda , qua pnmitus inventa
, Per juon essersi praticato questo insegna*
mento i metodi si • allontanarono chi più, chi
meno , chi all’ intutto dall’ osservazione , «
dall * 1 imitazione. Quindi 1* acquilo delia lin-
gua divenne difficile, lungo, e penoso, e il
latino che si scrisse è appunto quello , che
va sotto il nome di latino moderno. .Vedre-
dremo altrove come l’introduzione degl’ ila Ua-
jiismi, o di altri stranieri idiotismi gli ab-
biano dato giri , e forme ben diverse da quel-
le che fanno tutto il bello del latino antico.
M E TODI
Di Lockè , di Dumarsais , e di altri'.
i
• . \ .
L 1 insegnamento grpmalicale sino a qu&»
st’epopa, quantupque variamente modificato $
nou aveva però cangiato nè spirito , nè in-
dole, np direzione^. Locke fu il primo a sco-,
prire le cagioni della sua lunga , e penosa
sterilità , e propose il nuovo metodo inteiii->
neare. Però spogliando l’insegnamento di qua-
lunque siasi precetto , e riducendolo alla sola
catena delle osservazioni , parmi che lesse
piegato all’ altro estremo. Proponendo di più
1’ uso di un dizionario interlineare e testi di
•v
f>s 7
lingua 'interlineari apre una Strada di cui Jf
impossibile fissarè il tèrmine. Infine ricórrendo
al Ialino moderno , per aver del latino facile*
corrompe ogni gusto. Intanto ad onta di tutto
ciò 'a lui si devo l’odine fecondo al quale s
tempi nostri si è finalmente arrivato (là.
ProLLW , .il giudilioso RoLLiN -considerò dal«
1 ’ altra parte la spiega de’ Classici litini coinè
un Dizionario vivente - , e propose una gra-
nitica particolare nella quale si apprèndesse
pér esperienza la forza , ed il vero nso delle
parole , c delle regole della sintassi. Piano su-
blime senza esecuzione. (2)'
È chiaro ebe le nuove vedute ideologiche*
già diffuse dal Saggio sull’ Intendimento , ave-
van dato 'allo spirilo umano nuovi impulsi *■
e lo avevan diretto per una strada migliore ;
ma vi si camirtava con incertezza , o almeno
eoo circospezione : parea die si temesse df
attaccare di fronte le vecchie opinioni, 0 piut-
tosto che si amasse di non attirarsi' la perse-
cuzione di coloro , die le professavano: Mei
ryii. Dumarsàis fu il primo, clic proclamò
senza riserva la sterilità delle regole quando
si tratta d’ imparare uua lingua , mentre Lo*
(O Magri ut ab integro seclorum nascìtur orda.
£3) Quaotfvtl Cuoiai luctim y ingunuiiqut reperto*
fejtfc stesso facendo cominciare lo studio del 1*«
tino dalle declinazioni t e conjugazioni , ave-
ta resa enimmatictf , e tenebrosa tutta la sua
dottrina contro le regole anticipate.
D’ altronde Du.MAHSAiS era stato vivamente
colpito dal tempo inutilmente impiegato a cer-
car le parole nel dizionario , della diflìcoltà, che
avevano i principienti di trovarvele , e sopra-
tutto dell* insufficienza del per colo di questo
isti omento sì proprio a riempiere i* immagina*
fcionc di false 'dee , lutto essendovi presentato
astrattamente , e sena’ appoggio»
Egli quindi migliorò , ed estese il nuovo
metodo delle ti diluzioni inieriihouri ; ma trovò
sul suo camino tmt’ i pedanti congiurati , ed
il suo sistema s che non era esente da diletti
fu attaccato colle stesse ragioni , le quali do-
vevano contribuire piò al suo trionfo. Chi lo
crederebbe ? I dotti giornalisti di Trevoux si
sdegnarono , che si volessero rendere facili la
Strade dell’ insegnamento. (l)
Sorprende come Balzee , il sottilissimo Bo-
ZÉE , l’autore degli articoli più interessanti
dell’ Enciclopedìa metodica sulla Graiuatica ,
(0 MmM da secamrs , diceran essi * plus l’ ispri I
luti* , et e tfforee don* la corner* 4t *o****y '•>
t a >
le stille Belle lettere , non avesse travato tiel ffitfi
to,do di Dumarsais nulla di solido , e si fòsse
mera vigliato , che si osasse disputare alle astra**
lioni , o regole la loro priorità » il loro pri-
llato su i fatti» (i) r . , .
Ad onta però di questi attacchi il nuovo
metodo faceva de’ rapidi progressi. CoNdjllac,
e con esso tatti -gU spiriti giusti 1’ onoravano
de’ loro suffragi i. Umiliati , vinti., abbattuti i
nemici del grammatico filosofo,, fecer cono-
scere , che non l’amor ideila sapienza , ma
1* invidia la piu crudele li aveva consigliati, al
contrasto i. non potendo più negare la supe-
riorità del riformato metodo interlineare sul
metodo antico , si sforzarono infine- <Ji provare
che quel metodo nou aveva nulla di nuovo.
Si vide anche 1’ Abate Fremy sostenere , che
Dumarsais si era vestito delle sue piume» .(a)
Io pertanto riconoscendo questa superiorità
non lascio di soggiungere , che il metodo di
Dumarsais ai tré difetti rimproverati al meto-
do di Locke riunisce i due seguenti , il pri-
mo cioè di costruire il latino alla maniera fran-
cese, il secondo di ristabilire nel testo le ve-
(0 Quandotjvt bonui dormitat Somtru^
(a) Infeltx optris tummaj
( *f
fe , é le pretese ellissi. Tuttavia è il »wlo me-
todo di quei tempi , che cohduce più rapida- ,
mente all’ intelligenza de’ Glassici » e aumenti
multo meno la difficoltà d’ imitarli.
Pubblica Pluche nel 17&S la mécatiique de*
tangues , e solennemente si dichiara 1. contro
1’ uso della costruzione- del testo latino ». con-
tro i temi prematuri 3 . contro ogni latino mo-
derno Contro' le regole anticipate. -
- Dopò però di aver professato con tanta pa-
rità questi grandi principi , aHe declinazioni
e coniugazioni voluta». da Locke * Pluche ag-
giunse dieci » dodici regole più generali di
fintassi ; nòn riflettendo ché* più una regola è
generale , pip fatti conosciuti «ssa suppone
e più è inintelligibile senza queste preno*
fcioni. (1) • ..
I metodi di Delautiay , e v antère non oiiroii
Rulla che meriti la vostra considerazione.
RadoKV U iEERS nel 1 7GB diede alla luce la
maniera di apprendere le lingue-. Questo mem-
bro dell’Accademia francese vi professa, i veri
pvincip). Una raccolta di fatti , la traduzione
a fronte; leggere , e rileggere coutinuameute
^
«• • • -**■
<0 dmphor» capii inMuiy arreni* rota cur urani
&itì
( *7 )
questo confronto : ecco lutto il sno sistema.
Rudimenti , sintassi* temi , versioni , lo stesso
Dizionario sono instrumenti inutili per lui.
I rudimenti del P. Lhomond essendo pres-
Soccliè intieramente teorici , sono completamente
inutili a coloro , che cominciano. Gli esempj
d’altronde ch’egli dà per appoggiare le teorie
sono insudicienti * e congegnati in latino mo-
derno tendono più a guastare il gusto * che a
formarlo. Infine egli comincia 1’ istruzione dai
temi , e prende i gallicismi per punti di par-
tenza , in luogo di farJKoscere i latinismi*
e di proporli per oggetti d’imitazione,
Questi difetti sono comuni ai metodi di
RtsTAC , di Tricot* e di altri molti* eterni
ripetitori gli uni degli altri.
Per una strada più semplice * e in mezzo
alla giovialità conduce i suoi allievi il Signor
Ab. Gaultier» Egli non impone , che il peso
necessario. Poche nozioni * e regole gramma-
ticali , liste di parole , quadro sinottico di co-
struzione : ecco il suo metodo. Egli pretende
di far giungere solamente all’ intelligenza dei
Classici , e non si occupa < della loro imita-
zione.
Eccoci al 1810. Maugard annunzia il suo
corso di Jingua francese , e di lingua latina
comparale. Quest’ opera in nove volumi ia
3
C 18)
oliavo non comparisce , che nel i8i5. Qae-ì
sto n’ è il piano. Si considerano le parole in-
dipendentemente dai rapporti , che possono
avere Ira di loro. n. Si stabiliscono le leggi
della sintassi con più di novemila esempj. 3.
Trattasi della costruzione con cinquemila esem-
pj , alcuni di senso completo , ed altri di sen-
so incompleto. l\. Si presentano Cornelio ni-
pote , e Fedro con doppio francese , 1’ uno de
quali interlineare. 5. In 8oo pagine si ripe-
tono , ma isolatamente, e senza traduzione,!
testi latini: cioè gli esempj della sintassi, e
della costruzione , Nipote , e Fedro. Questo
metodo ,’ senza dir altro, sembrami congegna-
to per Spaventare non per istruire la gioventù*
Anche dalle parole comincia il metodo di
GuÉROULT, ma ne comincia con definirle. Ven-
gono esse inseguito poste in rapporto le une
Colle altre « e si osserva quali forme ri-
cevono , e quali variazioni provano nelle loro
terminazioni per comporre delle frasi , e de*
periodi. Pare che fosse stato inutile per que-
sto Autore che Bacone , Locke , Condillac , e
« giorni nostri Garar", Destout-Tracy , Laro-
tmiguière , e molti altri celebri Ideologi abbia-
no osservato , ed analizzato il camino dell’ in-
tendimento Umano.
Per nulla tralasciare nella storia dell’ inse^
t *9 5 '
gnamcnto delle lingue siami permesso di par*
lar di un metodo da piu anni eseguito, e
tuttavia non ancora scritto : questo è il me-
todo del Sig. Pestalo zzi. L’ insegnamento del-
la lingua latina nell’ Istituto d’ Ivcrdtin si &
a vóce* Le declinazioni si studiano in tante
piccole frasi latine , che il maestro soggiunge
alla traduzione in francese, dalla quale comin-
cia ; e in queste frasi si fanno osservare I
rapporti de’ casi indicati dalla diversità delle
desinenze. Un' andamento analogo per li nomi
regolari , per gl* irregolari , per li pronomi *
per gli aggettivi , e pei loro gradi. Lo stesso
si fà per li verbi regolari , e irregolari , e per
le preposizioni , che da ptima Sono impiegate
nelle frasi secondo 1* an'-.’r'gia della lingua ma*
terna , e poscia in •'".re ov’ esse si allontana-
no più , o meno > a quest’analogia. Sieguon
quindi le così dette sfere , cioè le frasi diver*
se , che possono esser dette di uno stesso og-
getlo. (i)
Dopo le sferv vengono le famìglie , cioè le
(i) Così la sfera dell’ Uomo sarebbe Nóm. homo divtt ,
p auper , locuplet . egtnus , doclus , indocilii etc. Genitivo ,
hominis carpai , animai , inge/iium eie. Datiro , homini obet-
>« « prodeue , irassì , minori etc. B così per li rimanesti
V si ->
a
' K *0
Rivèrse unioni , che può subire una stessi
parola. (1)
Gli esercizj sono i temi , e le traduzioni
degli autori. Non si giunge ai temi, che quan-
do si è capace di farli , ed è nello slesso tem-
po clic si fanno le traduzioni , le quali allora
presentano poche difficoltà.
Il rispetto, che ho sempre avuto per que-
sto dotto , c filantropo Istitutore mi chiude
la strada ad ogni osservazione sul suo metodo
latino : però sarà facile di giudicarne e da
quauto ho detto , e da quanto mi rimane a
dire.
Presenta a giorni nostri il famoso Lf.MA-
HE un metodo ingegnoso col quale intende di
condurre gli allievi simultaneamente all’ intel-
ligenza de’ Classici , ed alla loro imitazione.
Le declinazioni , e conjugazioni regolari , ed
irregolari vi sono mostrate in cinquecento fra-
si complete', estratte da Classici latini. Altre
settecento frasi danno lutti i genitivi , i no-
minativi , ed i passati irregolari. Le regole
della sintassi vi sono fondate sopra frasi com-
(t) Sia per esempio la parola agere , si «tiri , agere rei
suas -, agere animum , e cosi di seguito. E ne' suoi derivati
più usuali come actio , actuj , aclor tic. , c ne’ suoi composti
rome abigere pecus a cibo ; adigcre ad utsaniam eie »
- ~-r- « f •
( « )
plele. Nella somma delle frasi trovansi le due-
mila radici latine , e più di quindicimila pa-
role usuali , che debbono servire alla tradu-
zione degli autori. Una tavola estesissima in.
ordine alfabetico facilita la ricerca delle paro-,
le , e delle cose.
Cominciare dal raccogliere , e classificare i
fatti, ricercarne l’ideologia , e finire col de-
durne le generalità, o regole : ecco il camino
costante dell* autore. Col metodo di questo
gran maestro il mio metodo si accorda per
alcuni principi , e per alcuni altri se ne di-
scosta. Ciò si attribuisca a quell’ abito sia
buono , sia cattivo , ebe contrassi dalla prima
mia età filosofica di non furare in verbo, ma-
ghivi.
Non parlo del cosi detto metodo Lancastrjà-
NO. Questo è il metodo che mi si è attribuito
da coloro che non sanno nè il sito , nè le
mura del mio Istituto , e che ignorano come
vi si pensa, e come vi si opera. Mi basti di
accennare che questo metodo in Frauda ha can-
giato natura , indole , andamento : è divenuto
il metodo dell’ insegnamento mutuo ; quel me-
todo di cui tutti parlano , che pochi conosco-
no , e pressoché veruno sa praticare. Io mi
riserbo di trattarne in un discorso particolare iu
altro esperimento. Grandi verità sono destinato
•V V -*
- _•
V
ad attaccare grandi errori : Il prestìgio è fini*
lo : La nozione vuol essere istruita non in-
gannata. (i)
È del tutto inutile parlare del metodo in-
terlineare senza decostruziune, e ristabilimen-
to dell'ellissi , dei Signori Luneau e Bois-
in contradizione e
e coli' ordine delle
JERMA1N (a) : esso è
eoli’ ordine de’ pensieri ,
parole.
(i) Un puro meccanismo si è definito per metodo. La fi*
(osof'a dell’ insegnamento si è tutta ridotta alla sola classifica*
sione degli allievi. 1 principi del vero metodo d’ istruzione ci
sono trasandati , per ncn dire sconosciuti , e ad essi si sono
Costituiti ali uni mezzi arbitrarj. Le conseguenze , e risultamcnli
conosi adottati come istrumenti d’ istruzione . . . qual Caos f
guai labirinto invece di una strada larga , facile , e bieve f
La natura ce l’addita, e i precettori ignoranti o la chiudono,
O 1’ ingombrano di spine , c di prccipiz}.
(a) Per giudicarne basti questo esempio s
MiUitur , et ma^rii Eenolus D omedh ad urbem
Est en. oyé , et du grand Venulus Diomede d la ville*
È inviato , e del gran Venuto Diomede alla Cittì.
Intendami chi pò , che uii intend’ io.
O dirò piuttosto con Cicerone ; aspera , tristi s y har*
ri4a oratiti^
— ir
(* 3 )
Esercizi d’ istruzione secondo il metodo
ANTICO.
Per passar quindi dai metodi , e dalle grana*
{natiche agli esercizj d’ istruzione , onde com-
pletare il sistema dell’ insegnamento della lin-
gua latina , ricorderò la singolare intrapresa,
che formarono d Padre DE la Rue , il Pa-
dre RoDEL , ed altri Gesuiti al finir del se-
colo 17. 0 , e cominciando il 18. 0 Essi rifecero
in latino del loro Ordine tuRÌ i Classici latini.
I libri ad usura delphini ne fanno la testimo-
nianza. Tilire tu patulae recubans sub legni-
ne fagi significa nel latino della compagnia di
Gicsù : o tu Tilir'e qiri opacae jacens sub
umbr acuta fagì.
Cosi 1 * oro fu cangiato in piombo ; cosi l’in-
cognito fu spiegato per un’ altro incognito ;
così , secondo il pensiero di Durnarsais , si
diedero due autori per uno , e si raddoppiò
la difficoltà ; così le parole proprie furono tra-
dotte con parole improprie , perchè se le porole
di cui si servì il Classico sono proprie , bisogna
conchiudere che quelle del suo traslatore non lo
sono. Quei dotti padri noi; sarebbero caduti
\
V
( A )
in uno sconcio , thè rende 1* istruzione pii
difficile , e corrompe ogni gusto di pura lati-
nità , se avesseio riflettuto , che una lingua
non -può tradurre se stessa. Per gl’italiani ©
la lingua italiana , che deve tradurre la la-
tina.
Ebbero lo Stesso scopo di facilitare 1 ’ intel-
ligenza , e 1’ acquisto del latino GIOVANNI
Bond , Gìovf.ncio , e i così delti Varj. Ma
P apporre a Classici latini note latine è lo stes-
so che voler condurre all’ignoto con un altro
ignoto. Questo inconveniente fu colto dal
celebre Yjeland il Patriarca della letteratura
alemanna , quando trudusse l’ epistole di Ora-
zio , e le arricchì di note immortali. E il
giudizioso Daciek nel 1681 , pubblicando le
opere del Poeta laliuo , uon vi aggiunse che
note francesi.
Immortali saranno i travagli di ERASMO ,
di Roberto, e di Errico Stefano , e quelli
meglio concepiti , e n eglio eseguiti del FaC-
CIolati , e del FoRCELLini. Essi però presen-
tano delle Vaste minieie dove possono attin-
gere coloro che sanno , ina queste miniere non
sono aperte a coloro , che s’ istruiscono.
Ha i suoi vantaggi l’ introduzione delle an-
tologie per tendere graduale 1’ acquisto della
latinità ? ma in queste rapsodie pur vi si trar
( *5 )
ta lo stesso sconcio , che offre da se Solo ogni
Classico latino , cioè spesso il più facile acco-
sto del più difficile.
Infine per daj* compimento alla catena de-
gli esercizj delle scuole non voglio trasandare
quell’ insensata sollecitudine , che si prendo-
no i Maestri di obbligare i loro alunni a tra-
durre dall’ italiano in latino , tostocchè si sa-
ranno per poco , e stentatamente addestrati a
tradurre dal latino in italiano ; e talora que-
sto prematuro esercìzio , fatto per dare al gu-
sto un’ ineparabile corruzione , si fa comin-
ciare dopo l’ istruzione sterile di alcuni pre-
cetti grammaticali , e in seguito di un eser-
cizio imperfetto di declinazioni , e eonjuga-
zioni. Pretendere simile traduzione, che vai
quanto una composizione , da un fanciullo non
familiarizzato colla lingua de’ Classici Ialini ,
non arricchito di latinisimi , non abituato a
pensare in quella lingua , è lo stesso che in-
vitare a parlar tedesco colui che altra cono-
scenza non avesse di questa lingua , che quella
ottenuta dall’ aver attraversato in lettiga una
porzione della Germania : o per esprimermi
con più esattezza sarebbe lo stesso che invitare
a sciogliere un' equazione chi altro d’ algebra
non avesse conosciuto che i primi rudimenti
deli’ algori tao* , ......
I
( *6 )
r I soli pedanti , che ignorano queste grandi
verità , possono pretendere di voler raccoglie-
re prima di aver seminato ; di copiare senza
modello - r di sapere senz’ aver imparato. Intra-
presa è questa nella quale irreparabilmente
y ingegno de’ fanciulli viene spossato dalla no-
ia , e del disgusto , e si affatica senza succes-
so. Imitare è naturale all’ uomo , è un piacer
che lo alletta ; ma non si può imitare ciò che
non si conosce. Ciò che non si conosce vo-
gliono i pedanti che sia imitato da loro allie-
vi , e senz’ avvedersene li obbligano ad un’o-
pera impossibile , li condannano al più barba-
ro esercizio.
Questo barbaro esercizio fu il primo che io
proscrissi dal mio Istiluto quando proclamai
l’adozione del nuovo metodo. Chi ama di sa-
pere qual’ esso si sia , mi segua per altro po-
co coti benigna attenzione.
-Esercizi d’ istruzione secondo il » uovo
metodo.
Non da sterili regole io comincio il corso
di latinità , Uon da precetti eh’ esser debbono
inintelligibili a’ fanciulli , benché da eseropj
confermali ? e rischiarati , si» perchè, questi
( *7 )
esempi Sono in lingua , che ancor non cono-
scono , sia perchè non presentando , che uno
dei casi particolari , non si estendono a tutù
questi quanti si sono , la somma de’ quali ha
dato origine alla legge , o precetto . Io comin-
cio , dalla nomenclatura , o dalla conoscenza
delle parole semplici , e composte considerale
nella diversità delle loro specie , e secondo i
principj, che rischiarano la scienza etimologi-
ca , e tratto cosi questa parte fondamentale-,,
che dai primi passi comincia il fanciullo a
vedere la stretta dipendenza che vi ha tra le
parole cd i pensieri , e si accostuma ben
presto da quelle a questi risalire , e da que-
quesli a quelle discendere con facilità , e pre-
cisione. c
E per rendere feconda questa istruzione
vi aggiungo ora le injlessioni de’ nomi , ora
le injlessioni de* verbi. Però io non mar-
cio alia stordita , come nel metodo artico,
ma cominciando da fatti , e dalle osservazioni,
come risultati ne traggo le lesgi d’ inflessio-
ne. (i)
(*) Uri esempi* , dire un grande scrittore , instruit mieti *
lui teul , que cent prfceples. E 1’ immortai Yutoey li capri-
me cosi sù di ciò che delle lingue si dice nel Cratilo : l.cs
Taira n nome nt de Platon de, icrneat bien peu de chote , et
*’ est atti ; fatti que n ous demoni detti under de V instruciten^
I
( .8 )
Nel mio Isìituto la legge della desinenza
dei nomi non è ridotta ad un suono vuoto di
senso, per esempio ad un a, ce, ce, am, a etc. y
che dicesi declinazione semplice ; ina ben to-
sto si cerca di far nascere nella mente del fan-
ciullo l’ idea del valore della legge , o a dir-
lo più chiaramente , di condurlo alla cono-
scenza di quei rapporti , clic i latini designa-
rono con qnella desinenza. Ricorro per que-
6t’ oggetto alla declinazione, che dicesi gram.
mancale , perchè si esegue secondo 1’ ordine
dei diversi rapporti grammaticali , che vengo-
no da quelle desinenze contrasegnate. E que-
sta declinazione , che fa conoscere le sei posi-
zioni dal nome , e che nel breve quadro di
sei frasi presenta tutto il sistema della costru-
zione. Così allo studio delle voci viene asso-
ciato lo studio delle frasi , e dal primo istan-
te , a dir così , non solo 1’ allievo s’ istruisce
del materiale della lingua , ina delle leggi
ancora con cui quel materiale fu da Classici
disposto. Io dico da Classici , perchè mi guar-
derei bene di ricorrere a frasi dal bisogno fat-
te foggiare a capriccio : le frasi d’ inflessione,
che apprendono i miei alunni non sono tratte
che da Virgilio, da Orazio, da Cicerone, e
dagli altri codici di perfetta latinità.
Quello che ho detto delle inflessioni de’nov
X 1
toi applicatelo , o Signori, èlle inflessioni de’
verbi : unico è 1* esercizio , perchè unico , e
invariabile è lo spirito del metodo.
Ed è ben chiaro che le anomalie de’ nomi,
e de’ verbi non in altra guisa abbiano ad es-
ser trattate.
Or assegnando ad un fanciullo la giorna-
liera lezione, di una legge d’inflessione, di
cinquanta radicali , e di dodici frasi corrispon-
denti ai dodici casi del nome , in cento lezioni
avrà imparato i due mila radicali latini , le de-
clinazioni regolari , ed irregolari , e pressocchè
tutte le quindecimila parole usuali , che ser-
vono alla traduzione de’ testi di lingua.
Nel doppio tempo , cioè in altro ducento
lezioni , percorrendo le inflessioni di tutte le
specie de’ verbi, trattate come quelle de’ nomi,
si farà un capitale di quattromila frasi , e si
troverà di aver esaurito tutte il sistema delle
latinità.
Sì avverta , che ad ogni frase latina si met-
te in corrispondenza la traduzione italiana fat-
ta secondo il genio della nostra lingua , e se-
guendo piuttosto il pensiero , che le parole ,
secondo il gran precetto di Orazio. ( 1 )
<0 Nee vtrbum verbo curàbis reddert , fidus
fnterpra.
( So )
' £ non sì lascia l’ utilissimo esercìzio dì pre»
dentare a* fanciulli or 1’ una , or 1’ altra di que-
ste traduzioni , obbligandoli a ripetere i testi
latini , ed altra volta offrendo loro i testi la-
tini obbligandoli a ripetere le traduzioni > Co-*
Si giungono ben presto a famibarizzarsi colla
le«si grafia , colla nomenclatura, e co’ giri, ed
idiotismi classici della lingua , e trovansi in
(grado di far de’ temi col sapore della buona
latinità.
È della sagatità del Precettore, come il fan-
ciullo si avanza in questa seconda parte, d*i-
Struirlo nell’ analisi logica , cioè nella cono-
scenza delle diverse specie di frasi , e di pe-
riodi ; non perdendo mai di vista due cose
interessanti, la prima cioè di cominciar sem-
pre dagli esempj , o dalle osservazioni , e di
finire colla deduzione delle conoscenze di cui
si va in cerca ; la seconda di non iscegliere
questi esempj che da soli Classici»
Tutto il mistero della latinità per me si ri-
duce , i.° all’ acquisto di un materiale puro,
A.® a generare nello spirito la forma propria
della lingua latina , o a dirlo altrimenti , ad
abituare lo spirito a pensare secondo P indole
c l’andamento di essa, 3.® a sfuggire gl» escr-
cizj , e le abitudini , clic potrebbero introdur-
re nella favella latina o della mondiglia 9 o
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f *i 5
tm genere di dire non confacente alla èira ha*
tiira. Tutto ciò si ottiene, non perdendo! maf
di vista quei grand-' esemplari , per li quali
non lascerò di ripetere ciò che Orazio gii
scrisse degli esemplari greci.
Noduma venate marni , versate diumai
Condotto il fanciullo a questo grado d’istru-
lione voi lo vedreste sciogliere con una facilità
senza pari , un problema nuovo in gratnati-
ca , la di cui soluzione per quantp è facile al
giovane istruito col nuovo metodo , per al-
trettanto è difficile a colui, che siegue la trac*»
cc del metodo antico.
Confronto tra il metodo antico *
ED IL NUOVO.
Ecco il Problema. Data la costruzione in-
versa di un testo latino trasformarla in costru-
zione diretta ; o in altri termini più generali,
ma più filosofici : passare dall’ordine delle lin-
gue traspositive all’ ordine delle lingue giusto-
positive. (1)
0) Alla frase di lingue enologie adottata da Bozde ho
“* l .“ ,ra i 9UelU I dÌ lmgue ******** per «hi più naturante
V rr U po„d«u»e alt’ ideologi, dalla gradati,,, *
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f 30
* Per risolvere questo problema il metodo an4
tico non lia che una regola di tasteggiamento,,
o a dir meglio non lia regola veruna.
Primamente il fanciullo delle scuole ordi-
narie intraprende lo studio del latino senza
far precedere quello della propria lingua : igno-
ra quindi le leggi meccaniche del discorso ,
ignora i rapporti , che legan tra loro le parti
che lo compongono , e 1’ ordine giustapositivo
gli è tanto sconosciuto quanto 1* ordine inver-
sivo. Come dunque far passaggio da questo a
quello ?
E simile inconveniente ha pur luogo quan-
do P istruzione della propria lingua , come si
pratica nelle scuole ordinarie , ri du cesi alla
sola conoscenza de’ precetti graowticali. Co-
minciar dalle astrazioni è lo stesso , ci. e con-
culcare l’indicazione deila natura, la quale
non ci mostra , che concrezioni , che indivi-
dui , che composizioui , che modelli. Però non
seguendo le vie facili eh’ essa ci addita ne siam
puniti colla fatica, e col dolore. (i)
Questa sterilità nella lingua materna assi-
milando a se l’istruzione della lingua latina
(,) Ut principe! , dice il Signor Lemare , lortqu il*
toni donni i abitractirentnt , il* desticheiU l’ tiprit , et
patini la pratiqu*. _
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( 35 )
4à origine ad una nuova sterilità, e stabilisce
la compiacenza del .Maestro , e la sodisfa zion«
del discepolo in quelle spedile , ma misere
cantilene , che sono le vere cagioni di quella
insofferenza, che hanno i giovanetti di appro-
fondire le cose , e la sorgente dello spirilo di
superficialità tanto esteso tra coloro , che stu-
diano.
Nè s\ dica , che il fanciullo del metodo an*
tico può ben’ egli passare dall’ordine inversivo
all’ordine giuslaposftivo , ricorrendo alle rego-
le gramaticali ; cioè facendo precedere il no-
minativo i poscia facendo seguire il verbo ,
qu'urdi il regime di esso e^. etc. , poiché qué-
ste regole da un solo problema ne fam nasce-
re mille , menan la mente nel più intrigato
labori nto , e rendono pressoché impossibile la
soluzione del problema proposto. Ed c questa,
fra le tante, una delle ragioni per le quali si
studiano le lingue morte per lo corso di più
lustri, e ad onta de’ lunghi affanni , Vnon si
giunge a costruire un testo , che facendo de-
gli sforzi replicali. 4 e ritornando mille volle
su i proprj passi sempre dubbiosi , e sfian-
cato 1’ ingegno dalla noja del luugo travaglio
sovente inutile , e sempre penoso. E quel che
si fa, si rifletta non esser che l’opera del tem-
po , e 1’ effetto dell’ abitudine : la riuscita^ .
3
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( 34 7
qualunque essa si sia , non devesi affatto al
soccorso delle regole gramaticali , ma piutto-,
sto a quella superficiale intelligenza della lin-
gua acquistata per la forza di quell’uso» che,,
dallo stesso metodo ritardato, forma il più cru-
dele tormento de’ fanciulli.
Non può negarsi , che costoro tanto più fa-
cilmente costruiscono , come si dice nelle scuo-
>
le , un testo di lingua , per quanto diviene
più éstcsa per essi la sua intei ligcuza. Ed ec-
coli dal metodo stesso obbligati a caminare
per lo più insensato de* circoli viziosi. Difatti
a qual’ oggetto il Maestro impone al suo alun-
no di costruire il testo? Per ricondurlo all’or-
dine giustapositivo della propria lingua, onde
farne in questa la versione, E l’oggetto; di
questa versione qual mai sarà? Non altro,,
che l’ iutelligenza del testo stesso. Adunque per
giungere ali’ intelligenza d’ un testo il fanciul-
lo delle scuole ordinarie , se voglia con qual-
che sicurezza spingere innanzi i suoi passi ,
non deve partirsi che dall’ intelligenza stessa.
A chi mel negasse, io soggiungerei, che
non battendo questa strada , il problema diver-
rebbe insolubile per lui , anzi non uno , ma
tanti problemi dovrebbe risolvere quante mai
fossero le parole del testo.
JPi'endeie la costruzione , dice il Maestro ai
Digitlzed by Google
( 31 )
suo allietò* Qual' è mai di grazia il senso 8»
questo problema ? Non altro a creder mio eh#
lo stesso del problema di colui , il quale pre-
tendesse da un fanciullo la scelta di uno , o
o più volumi formami un sol corpo In una
Biblioteca in dissordine.
,Ma scendiamo per poco al suo minuto det-
taglio: troveremo che il 6uo senso sia questo:
scegliete dal testo i.° il nominativo a.° il
Verbo 5.° il Regime del verbo stesso sia di-
retto , - sia iridtretto eie .
• * w *
Come il povero giovanetto potrebbe sceglie-
re il NOMtNATlVO se questo mancasse ?( e ciò
avvienne spesso per la forza dell* ellissi ). E
se desso fosse Un' aggettivo preso sostanti-
vamente » l’imbarazzo nòn diverrebbe eglimag'*
giore ? Non crescerebbe .a dismisura se fossa
l’infinito di un verbo? Non sarebbe impos-
sibile se ne tenesse il luogo una frase intie-
ra ? E come potrebbe mai ravvisarlo in una
frase col verbo infinito * e col soggetto accu-
sativo ? E qual direzione' prendere nei lati*
ràsmi i e nelle irregolarità ?
L’istituzione ordinaria occupandosi del solo
sistema gramaticale * abbandonando al solo
esercizio la conoscenza del materiale della lin-
gua (i), come potrebbe ravvisarsi qual nomina-
ti) Col metodo antico altro materiato *on ti acquiti* , «he
t
i
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\
(*)
tìvo una parola la di cui natura fosse scono-
sciuta ? Inoltre avvezzo H fanciullo a distin-
■j
guere i casi per la sola differenza delle infles-
sioni , e non avendo idea distinta dei diversi
rapporti , che corrispondono alle sei posizioni
del nome , come potrebbe conoscere dalla sola
desinenza che il rapporto fosse quello del
nominativo e non di un’altro caso ad esso si»
ni le per la desinenza stessa ?
Ma giunga pure sagace il giovanetto a di-
stinguere come nome quella parola la di cui
desinenza fosse comune a più- casi , se non si
voglia supporre il circolo vizioso della prein-
telligenza del testo, come potrebbe' assicurar-
si se fosse, piuttosto nominativo , che accusa-
tivo , se singolare , ovver plurale , se i!
soggetto , e non il regime del verbo ? E
quali difficoltà insuperabili non presenta la
lunga catena degli omunumi, e degli omegi a-
quello che rimane in memoria dopo la versione di qualche pez-
zo di un Classico. Di questo poi ne resta quella porzione so-
lamente , "thè spesso si rinnova nelle successive traduzioni; e
il resto se ne fogge. Ed cgui elemento di questa porzione non
è coll' altro collegato, e quindi aneli’ esso di leggiera riten-
zione. lutine la forza etimologica non si acquista ; il significa-
to dì ciascun vocabolo è quello dell* esempio particolare . . ,
Ouauto - è povero questo metodo in Confronto delle nostre lo
aiuti di Itssicolofia , c Utsicojrofia t «■
t Digiti/ogjiy Google
X,’’ 4HVP
C3 7 )
jf ? Infine se il verbo fosse preceduto , e se-
guito da due nomi della stessa doppia , o tri-
pla desinenza» ma l’uno funzionasse da no-
minativo, o da soggetto, e l’altro d’accusa-
tivo, o da regime diretto v quali regole dà il
metodo ordinario per giungere a questo discer-
nimento ?
Non mi si rimproveri di essere disceso sino
a queste picciolezze : non altrimenti poteva io
dimostrare » senza dar luogo a contradizione ,
ebe il p,rimo passo per ricondurre la costru-
zione inversa alla diretta si dà tra l’incertez-
za , ed il lmjo , e sempre come per azzardo.
Ma si distingua pure il nominativo , e si
riconosca nel testò quella parola che chia-
masi verbo ; nelle proposizioni composte av-
viene spesso , che molti verbi delle propo-
sizioni subordinate dello stesso numero , della
stessa persona , precedano quello die a quel
nominativo si rapporta con cui forma la propo-
sizione principale. In simili casi ( esclusa sem-
pre la preintelligenza del testo ) qual guida il
metodo ordinario offrirà per preservare il fan-
ciullo dall’ errore di scegliere , come sembra-
gli più naturale, il verbo più vicino , e non
già il più ri moto , onde non formare de’ cor-
trosensi , e non cadere nella più inestricabile
confusione ?
Digitized by Google
•7f
1
( 58 )
Tutte queste difficoltà , e le altre molte ,
elie tralascio, furono ben trasentite dai mae-
stri delie scuole ordinarie, ed è perciò che
adottarono il sistema d’ iniziare i, fanciulli al-
la costruzione , e traduzione di un testo , fa-
cendole essi da prima, ed onorando il di loro,
provvedimento col titolo specioso di anlequam s
Quel metodo presentar non poteva , che simi-
le infelicissima risorsa. Conducendo i fanciulli
per l’arido sentiero delle regole gramalicali ,
ed obbligandoli a ripetere bene , e a non pen-
sar giammai , conveniva , che trattandosi dell*
applicazione di esse onde passare dall’ordine
inverso all’ordine diretto , seguitassero a noh
pensare , e a non ismentire il carattere di mec-
canici ripetitori, .
Or esaminiamo qual mai esser possa 1* utilità
di questa specie d’ istruzione. I giovanetti di
frale memoria non sapranno ricondursi sii quel
filo , e rimarranno sperduti nel laberinto; e
quei di memoria felice seguiranno in quei ri-
giri il filo di Arianna , sortiranno da quei tor-
tuosi "viali, ma non impareranno a rientrarvi*
e a sortirne di nuovo a lor grado.
Di fattti se voi darete a quel testo medesi-
mo un’altra inversione , il fanciullo ne resterà
così confuso come n’ era da prima. E la con-
fusione sarà sempre la stessa ad ogni nuovo
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( 5 9 )
passaggio , ancorché disfinto dal primo per la
sola forma delle parole , e non per lo giro
dell’ inversione. Nuove parole, e nuova in-
versione non sol' confusione produrrebbero ,
ma sbalordimento , come si osserva negli stessi
allievi istituiti per più anni col metodo antico.
E così avvenir debbo quando non si marcia
•.sempre dal noto all’ignoto , seguendo coll’in-
tendimento non solo il materiale della lingua,
ma le leggi dei correlativi logici , e gFamati-
cali. Ricordiamoci , che pensaire , e parlare
•jiòn sono ,che una sola identica operazione.
Il giovane , che spinge i passi sul camino*
delle scuole ordinarie va^ncoutro a degli osta-
coli , a superare i quali non riceve soccorsa
dal metodo gramatìcale , un metodo essendo
di astrazioni ; e nel lento corso de’ suoi eser-
cizj, non incontrando che oggetti sempre nutf-
vi , a nuovi sforzi egli sarebbe obbligato , e
a nuovi , e fastidiosi travagli. À dirlo in bre-
vi sarebbe condannato a ricondurre il sasso di
Sisifo. Da qui quello scoraggi mento , che s’im-
padronisce delle menti de’ giovani , e quell’o-
dio che concepiscono contro la lingua , contro
il metodo , e .contro 1’ istruzione.
Ecco senza contrasto scoverta una nuova ra-
gione , per la quale sogliono i giovani stu-
ilùwr più lustri il latino , e non giungere ad
»
l
Digitized by Google
ì
<40
Una leggiera conoscenza di esso , die per la
sola forza di un uso lungo , e nojoso , cbe
rapisce un tempo il^più prezioso, quel tempo
che potrebbero impiegare allo studio della sto-
ria , della geografia , delle matematiche , e
delle altre .utili conoscenze.
%
Il camino dell’ istruzione non addiviene ra-
pido , c breve , che solo quando si marcia
per la via segnata dalla natura , cioè passan-
do dal noto all’ ignoto ; e nelle lingue spo-
cialmente non perdendo mai di vista l’osser-
vazione , e facendo dell’ uso un maestro atti-
vo , sollecito , e diligente.
Ma io voglio pur concedere , cbe moltipli-
cando gli sforzi , e rendendo lo Studio inde-
fesso si giunga finalmente ad una discreta co-
noscenza del latino , col metodo ordinario
avrà lo spirito senza dubbio contratto, un vi-
zio , cbe soffoga il gusto della bella latinità.
Onde far la traduzione di un testo il' metodo
r»
prescrive , cbe delibasi ricondurre all* ordine
gìustaposìtivo , e questo abitua la mente non
meno che 1’ orecchio del fanciullo ad una lin-
gua ben diversa dalla lingua del testo , ad
una lingua , cbe spoglia di tutta la forza ,.deH*
eleganza , e delle bellezze , che vengono dall’
inversione , ha cessato di esser latina. Doven-
do «n giorno addestrarsi a scrivere questa liti-
DigMiefU#.
(4i )
£tia , cftthe nua volta fn scritta declassiti ,
ihmi troverà in se le forme delle inversioni ,
ebe danno P origine al bello stile: le sue for-
me essendo italiane, in sitnil caso queste in-'
vincibibnente si riprodurrebbero, e l’orecchio
accostumato a quell’ ^ordine diretto noti offri-
rebbe veruna risorsa. Sarebbe il- suo linguag-
gio simile a quello di un Poeta , che facesse
de’ versi dopo di aver generató nel suo spiri-
to forme ben diverse dalle forme metriche. E
qui rifletterò di nuovo , ,che noi non cono- 1
scendo la ricchezza delle inversioni jatine ,
grave errore sarebbe crederle arbitrarie , ed
esimerci così dol dovere inviolabile -, che ab-
biamo d’imitare i grandi òviginali.
Alcuni maestri ( e ve 'ne sono ancora per
isventura della gioventù di un merito non or-
dinario ) sogliono per P esercizio delle prime
traduzioni comporre un latino fucile , e senza
inversione , e ciò per renderne agevole P in-
telligenza. Ecco un latino bizzarro, sfigurato,
senza forza, sen’ armonia, e piacesse al Cielo
che non fosse ancor barba rq» (1) -*
(t) Pour faciliter t elude de la langue latine aux en-
fant , qui co mencent dei' y applique!' , j ai oté l’ inversian
«n rangeant lei mote latines darti V ordre dei moti de la
lingue fran fatte. Ecco espresso il metodo ili versione dal f.
Lhomond , che senza dubbio è «tato nel ampere de’ migliori
precettori dell» Francia.
Digitized by Google
( 4 * )
Questo metodo eh’ è divenuto il rnetòdb
generale quasi di tutte le scuole di Europa,
laddove appianare le difficoltà , non fà che
aumentarle: poiché l’Istitutore per coltivare
ne’ suoi allievi il gusto della perfetta latinità,
a quel latino , che ini ^ia permesso di chia-
mar provvisorio , dovrebbe in segnilo sostitui-
re il vero latino , l’elegante ; insomma il la-
tino simile a quello de’ Classici : ed eccolo
crearsi un nuovo bisogno ; eccolo costruire per
demolire; ed eccolo infine -partirsi da idee
false per sostituirvi poscia delle idee vere:
Non s’ignora , che nei latino, come in.
tutte le altre lingue , non esiste che una so-
la maniera d’ esprimere un’ idèa e colui ,
che se ne allpntana , si espone o ad enuncia-
re un’ idea del tutto differente , o a dare a
quest’idea un’ estranea modificazione. « Io ri-
so stabilisco in seguito la costruzione latina per
» gradi affinchè il fanciullo vi si accostumi a
» pocò a poco. » (1)
Questa gradazione è senza dubbio lodevo-
lissima , ma l’esecuzione n’ è ben difficile, c
direi anchè al di sopra de’ lumi de’ latinisti
modèrni. Per quanto istruiti questi siano ,
% V r
(i) Jt retatili entuitc la costraclion latine par deerii ,
4 Jin V enfant t‘ y accentuine p eu-a-peu. Lhomond,
( 43 )
bisogna guardarsi dal credere , die abbiano»
alla loro disposizione, tutti gli stili latini y tutti
i giri esatti delle frasi ec. , e che la lingua
romana possa prestarsi sotto le di loro mani
come una pelle si presterebbe sotto quelle di
un artefice. Ristabilire la costruzione per ora*
ài ! E non sarebbe ciò lo stesso , che farsi un
gioco della costruzione latina , e dare ad essa
delle regole arbitrarie , come se ciascuno po-
tesse intendere , e parlare il latino a suo mo-
do? Non è egli evidente » che allora questa
lingua cesserebbe di esistere?
Io son convinto , e mòlli altri lo Saranno
con me » che se le nostre più belle composi-
zioni latine , in prosa , ed in verso potessero»
esser poste sotto gli occhi degli antichi Ro-
mani » esse non mancherebbero di eccitare la
di loro pietà. Io non parlo » come si scorge,
del nostro latino comune , e che noi stessi
chiamiamo latino delle classi basse : questo io
son sicurissimo , che li moverebbe a sdegno.
Nè potrebbe altrimenti avvenire. La ragio-
ne , e l’esperienza ci dimostrano, che per
ben esprimersi in una lingua, si dev’essere
nello stato di pensare in quella lingua ; e
niuno deve pretendere di saperla bene se non
fosse prima giunto a gettare in qualcbè ma-
( 44 )
Jliera il sud pensiero nella forma eli’ è propri*
di questo idioma.
Ciò è Le» difficile sopratutto in una lingua
morta. Poiché eli i può dubbitare , che il lati-
no costruito alla francese, all’ alemanna, alla
polacca , alla spagnuola , all’ italiana non sia-
no de’ veri gerghi ? E che altro farebbe mai
colui che pensando secondo le forme della
lingua italiana esponesse le sue idee colla lin-
gua latina ?
Qnesti gerghi diversi se convengono trq
loro in quanto al materiale delle parole, e
delle inflessioni , differiscono necessariamente
in quanto alla forma caratteristica. Avverrebbe
del latino di quei popoli diversi lo stesso che
avviene della loro monete respettivc. Es§e si
rassomigliano per lo metallo , .ma differiscono
per 1’, impronta.
In quanto a me io deploro questo abuso
generalmente introdotto d’ imbevere lo spirita
de’ fanciqlli di un falso gergo molto prima di
far loro, gustare la vera latinità. Ed è così po-
tente,, e generale, questo pregiudizio -, che più
, volte ho io inteso dolersi i genitori , che co-
minciato lo studio del latino , non fossero i
di loro figli esercitati a fare le concordante ;
* ■* . ’ » * ' jf
a ciò vai lo stessè che tratti non fossero ad
- - .Qiflitized by Google
- _ _ ( 45 ).^ :
«cornar gli uni agli altri i barbarismi , i Só*
lecisimi , e tutte quelle sconcezze , cliè ten-
dono a distruggere financó i germi del gu-
sto. (j)
' , ».
Quindi qual d : ssonanza maggiore contro il
buon senso , e la ragione , e contro i sani
principj della grammatica filosòfica di quello
Scioperate concordanze ? Ed fe questa senza
dubbio un’ altra cagione per la quale i gio-
vanetti dopo lunghi ' studj giungono difficil-
mente a ben comprendere i buoni autori , e
si raramente a giustarne le bellezze.
Anche in questa parte dell’ insegnamento
èra dunque necessaria una rifórma. Quella cha
di recente ho introdotta nel mio Istituto da
una banda tien lontano'da lutti gli’ annovera-
te inconvenienti del metodo ordinario , e con-
duce rapidamente alla intelligenza de' Classici
senza sforzi , senza travagli , e s^nza incertez-
ze , e dall’altra dispone a scrivere il latino
colla maggiore' eleganza.
Io presento al fanciullo un quadro sinottico
(0 Di queste concordanze potrebbe ben ripetersi ciò cbe
altra Tolta fu detto de 1 discorsi , che in giorni solenni prontnr-
«iavausi nella Sorbona. > -
Quel latin / /uste Cicl : le» héros de 1’ empire ‘
£* mordetesi Ics ciàq doigté polir s’ ctnpecber de rire i
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( 4 S >
formato da cinque colonne verticali » alla som*
mità di ciascuna delle quali vi si legge l’in-
dicazione di una delle cinque parti di cui può
esser composta una frase. Sono queste il so-
getto , il verbo , il regime diretto , il regime
indiretto , e il determinante. Oltre del soc-
corso , che viene dalle conoscenze della Les-
sicologia , e della Lessicografia , che forma-
no la base del nuovo metodo^, si ha una re-
>» *■
gola sicura da distinguere in un testo di lin-
gua se una parola sia piuttosto soggetto ,
che verbo , se piuttosto soggetto , che regime
ec. .* quindi con sicurezza , e senza fallo il
fanciullo corre ad allogarla nella colonna di
Sua indicazione.
Inoltre passando da frase a frase si nota
questo passaggio con dei tratti, che fanno po-
scia tradurre le frasi 1’ una dopo l’ altra, sen-
7 a tema di fare un miscuglio delle di loro
parti , o di confondere 1’ una coll’ altra.
Questa meccanica disposizione, (ì) seguita
nell’ ordine orizzontale presenterà il testo fe-
dele , o il passo del Classico colle sue inver-
sioni , e nell’ordine verticale allo stesso sguar-
(i) Non i arbitraria , ma ricavata dalle leggi organiche
Aatta linfa* , % sostenuta dall* filosofia di casa.
> ( 47 )
do simultaneamente si offrirà 1* ordine diretti
0 jCÌo die dicesi nelle scuole ordinarie la co-*
Straziane già fatta.
Tutto ciò che nel testo trovasi soppresso in
forza dell’ ellissi , si rende oltremodo facile a*
supplirsi per' la corrispondenza della casetta
vuota colla piena, dalla quale dev’ esser fatto
il supplemento. ,,
•Questo nuovo metodo di costruzione adun-
que non si rende difficile, oscuro,, incerto tra
la moltitudine delle leggi generali , e dello
loro eccezioni , e dell’ eccezioni di eccezioni # -
mà si attacca^ a due principj , che ne forma-
no b spirito , e la base, e che ne diriggono
1 esecuzione con facillà , e sicurezza. Hi,®
e phe ogni parola nella costruzione , che io ho
indicata col vocabolo giustapositiva , occupa
quel luògo, che le viene assegnato dalla sua
natura. Il ò c h e ogni parola collocata in
una frase diviene un effetto , che forza di ri-
salire alla sua cagione. (i)
Mi sono attenuto a questa semplicità pcrJ
suaso di ' ciò che dice nn gran Critico , cioè
(0 Novi ego hominum more,. Pianto. Novi i V effetto
e*o . hominum i l’effetto di more, , more, i 1 ’ efftUo di
"T ’ **• 4 1 effelto **"• volontà di Pianto a chi è P i, c i u «o
* «, uccaa , adilàr padare lo vwvhia A*a6»,
die il più g fartele ostacolo ai progressi è la
moltiplicazione Je’ principj. (»)
Intanto questa semplicità è feconda di risulta-
menti. . Con una sola operazione si ottiene
il passaggio dalla costruzione inversa alla di-
retta , a.° il passaggio dalla costruzione ellit-
tica alla pièna 5.° il numero preciso delle fra-
si , che compongono il periodo , 4*° 1* classi-
ficarfone di questo frasi, e quindi quella del
periodo , che ne risulta , 5.°- il calcolo esatto
dèi -numero dei membri di ciascuna frase, e
l’ indicazione precisa della natura di ciascuno
di essi , 6.° 1’ indicazione numerica dei gradi
diversione di ogni frase , c di cucile sue
patti, che uscendo dall’ ordine diretto danno
©ri b ine ail’ inversione medesima, y.° la dispo-
sizione diretta delle frasi . e degli elèmeuli *
del periodo , d.’ oude l’analisi de’ pensieri.
, Per non allontanarmi dallo scopo attuale
tralascio di soggiungere, che con quest’analisi
si giunge scoprire l’ origine dèlia forza , dell’
Armonia , c dell’eleganza della dizione lati-
na ; e che coi) questi anelli la gramatica si
inette in instretta lega colla reltorica , e lor-
* 1 l t . ' t '* 1 , ■ 1 1 ~
/ ~
(,) Le piu* grand e bstacle aux progrtt , c’*tt la multi-
pluaiion (fé* principe * ,
' ma
1 •
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t 49 >
*tìat un solo sistema continuato coll’arte <3f
scrivere, e coll’ eloquenza*
Fd il genio , ed il gusto non si trovano in
contradi/.ionc colle prattidie del metodo , poi-
ché eoli’ uso del nostro quadro sinottico la
meute , e l’ orecchio non si abituano ad un
latino barbaro * e snaturato. £ion v’ è pcrico- -
lo di caratterizzare il membro di una frase
Jaer quello che non è. Gli omonomi , e gli
etnografi non presentano dubbiezze o diffi-
coltà insuperabili; che anzi non possono con-
durre ad errore. Tra le frasi stesse si può fa-
cilmente ripristinare l’ ordine naturale sostitui-
to dall’ ordine oratorio , per quindi vedere
tome le idee nascono le une dalle altre. Per-
loccbè mettendoci così sul filo de’ pensieri di
un Classico potremo scoprire come talora si
fosse allontanato dai principi dell’arte di scri-
vere , e da discepoli , e seguaci , divenire cri-
tici , e maestri. Chi Untasse il dettaglio di sif-
fatte cose legga la mia gramatica latina.
.Confronto tra il nuovo metodo , s
. ciascuno de’ metodi antichi.
Eccoci' dunque arrivati alla mèla , ed ecco
esposta la natura de^ nuovo metodo un tutti
Fa sua luce; i .
. 4
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Essa và dagli effetti alle cagioni, dalle Of 2
servazioni alle leggi , e dalle leggi ritorna
etile osservazioni ; quindi di sua natura è fe-
condo , ed è ben distiuto dal metodo sterilir
del Porto-Reale ,. e di tutti gli altri metodi
precedenti. , ''
Marciando però dagli effetti alle cagioni non
conduce nel campo indefinito della versione
interlineare , o del metodo, di Locke , e di
Dumarsnis. In questo metodo i fatti souo spar-
si in tutta la latinità , e per riunire solamen-
te gli elementi di una sola coniugazione, o
gli esernpj che possono fondare tale , >o tale
regola di sintassi , bisognerebbe aver percorsi
molti volumi. Al contrario nel nuovo metodo
il cerchio è limitato ^ le analogie, diverse vi
sono rinchiuse , i fatti simili sono ravvicinati»
e i mezzi di comparazione resi facili. Insom-
ma l’uso è rapido, ed insieme .fecondo di co-
noscenze ; e d’ altronde non è cieco , ma so-
t ' 4
stenuto da teorie tratte da. compiute osserva-
zioni. Astrazioni , e concrezioni ; pratica , o
teoria si avanzano con uq camino armonico ,
e paralello.
Quindi giudicate voi , o signori, se io sia
riuscito a compiere in questa parte il voto, del.
celebre Volney. (ì)
(i) Dopo dì aver fitto l'elogio dell* ultimo «scolo f casati
t*i y
li Signor LemARé d’altronde ha per fsco-
po d i condurre 1’ allievo simultaneamente alla
intelligenza de’ testi latini , ed alla loro imi-
tazione. Urta quindi nello scoglio di voler
imparare lutto ad una volta ; il senso delle
parole , le loro forme , il senso della frase
latina , ' la sua versione , l’arte di comporr»
i temi. Io distinguendo la gramatica per ln-
tendere dalla gran ellila por iscrive/ e ho cre-
duto di rendere più facile l’acquisto della
latinità , poiché il gran segreto per imparar
molto , e prontamente è di dividere le dif-
ficoltà.
E perchè questa distinzione non si creda
arbitraria, ed inutile, ricordo che gli' antichi
per testimonianza di Quintiliano (j) , divide-
vano la gramati'ca in metodica , e storica. La
prima insegnava il metodo , e prescriveva le
leggi di Scrivere bene', e di ben parlàre , •
però dicevasi parimente, tecnica ; l’altra occu-
pavasi della spiegazione degli autori , e chia-
•eoolo filosofico delle lingue , soggiunge questo filosofo : il ri-
tte eneore beaucoup d f, aire po'ur en construire un edipee
r^g ulier , qui nous présente la theorie , et la pratique , t’ap-
puyant , et t' erplicant rjciproqutment.
(i) I»st. Lb. » cap. IX.
( 5 »)
inevasi esegetica , cioè espositiva , o ipomne «
malica , e corumentaliva.
7 l
L’utilità poi di questa distinzione non solo
é uniforme all’ ordinario camino della natura,
che ci conduce ali’ intelligenza dèlia linguai
natia molto tempo prima di esser capaci di
scriverla con eleganza ; ma dividendo le dif-
ficoltà ne rende l’acquisto più facile, e meno
laborioso. (1)
L’ arte invero di scrivere , o dì parlare una
lingua straniera ( è pressoché tal’ è pure una
lingua morta (a) ) esige tante conoscenze, un
grand’uso nella scelta delle parole, e della lor
lega , una grande abitudine di giri, e d’idio-
tismi ; subilochè per comprenderla basta quasi
là sola nomenclatura. Intanto evvi il costume
nelle scuole, che coudanna la gioventù dal
primo momento ai temi. Si comincia dunque
dal fine, si comincia da tutto ciò che vi è di
più difficile ; dicasi pure, dall’ impossibile.
(i) È sorprendente , che le stesso Signor Lemare dopo di
aver tutto abbracciato ad una volta li esprima cosi.; Le bui
qu on se propese darti l' elude dts langues mortes est d’ en
tnteèdre les uuteurs. On petit en avotr un second ; c' est ce-
lai de les imilcr.
(2) Se vi è differenza , questa consiste nella risorsa che
presenta una lingua vivente di ricorrere alla voce , ed agli am-
m.ic»Uiuu«nU di coloro , che la fiuWo.
ewHSy GMgleà
■as~- r -
( 53 .)
Il camino per lo quale io conduco i fan-*
ciulli a questo scopo ù una catena di frasi ,
c di espressioni tratte dagli astori della più
pura latinità ; senza veruna addizione arbitra-
ria , o trasposizione , ma presentate in un’or-
dine graduale , c proprio a condurre gl» allie-
vi dall’espressione la più semplice , e la più
breve , sino ai periodi i più estesi , e i piq
complicati. Cosi scanso di dare ai miei alunni
delle false idee sulla lingua che voglio ad es-
si insegnare , e non travaglio a svisare iì
di loro, gusto. Colla istruzione graduale di
quelle frasi io giungo a scolpire nella loro me-
moria le prime impressioni giuste delle bel-
lezze latine , che servono di base solida alle
altre conoscenze posteriori. '
Cosi cominciando dalle frasi semplici diret,t»
io progredisco alle frasi inverse, e con anda-
mento analogo ai diversi gradi d’ inversione^
Passo alle frasi complesse ellittiche nel sogget-^
to , o nel verbo , o in una modificazione sia
del soggetto , sia del verbo. Vado infine alle
frasi composte o da una principale , e da una
subordinata relativa , o da una principale , «
da una subordinata determinante.
Un andamento simile tengo nella progres-
sione de’ periodi , non pèrdendo mai di vista
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( 54 )
la gradazione dal più semplice al più compli-
cato , dal più facile al più diificile.
Così dalla mia stuoia è proscritto nel corso
dell’ insegnamento primordiale 1’ uso di quei
Vjrgilii , di quei Ciceróni ; di quelli Cesari vo-
luminosi , che servono solamente a Stancare i
ianci.uili , che li portano, e a sbalordire gli uo-
mini volgari die li veggono. Questi libri deb-
bono formar la delizia de’Giovanetti , non
quando sono iniziati nella latinità , ma quan-
do questa non formerà più un mistero , ed
essi saranno giunti nel grado di gustarne là
forza-, e la bellezza.
I libri ad usum delphini , i libri arricchiti,
o dirò meglio ammiseriti con delle note latine
sono interdetti a’ miei allievi. Io voglio con-
durli direttamente alla conoscenza del. perfetto
latino , e voglio preservare il loro gusto dalla
depravazione , che nasCé sempre da quel lati-
no moderno , e lo loro menti dagli errori , che
si contraggono indispensabilmente dalla sosti-
tuzione di quell’ espressioni dichiarative. Sif-
fatti libri appena stanno bene tra le mani dì
coloro il di cui giudizio è già fondalo , ed il
gusto rassodato. Qual latino scriverà il gio-
vane dopo questi esemplari raddoppiali , quello
ir “ . . *
Diqitized bv Gu<jg le
\
( W )
«lei testo , o del suo commentatore ? (i)
Dal campo delle frasi , e de* periodi io
passo a quello di una buona Antologia , e
negli squarci, che vi sono raccolti serbo sem-
pre uu’ ordine rigorosamente progressivo. Do-
ve si trovassero in continuazione periodi alla
portala degli allievi , e periodi che ancor non
lo fossero per mancanza d' istruzione ( ciò
eli’ è raro ad accadere ) , io li obbligherei a
de’ salti , che sarebbero tanto più utili per
quanto più sicuro diventerebbe il lor camino,
più facile , e per conseguenza più pacevole.
Alimentalo cosi il lor gusto con questi pezzi
prescelti giungeranno ben preslo a rendersi
grata , e interessante la familiarità coi Cassici,
e con essi poscia conversando si metteranno
in grado d’ imitarne relegante , la leggiadra
favella.
** vJ r ■ , . . JV.
* Y’-tf " . . ; /•
V * . 4 *
» - • •
i ru • ■ ■ • *•■:«**
- T " ■ ■■■
(i) Intanto , come dice Dun.ariai» , le latin . que le di-
tciplt compone ne dell dire <jue 1‘ iiuilalion tlu iMin >yu‘ W a
tu aupurutanl. , »
($ 6 )
<Kv
RIEPILOGO.
, * ‘
Da tutto quello , che fin qui si è detto si
raccoglie , che in ogni tempo il metodo di
latinità fu colmo di mille inconvenienti. Ora
perchè scritto in latino barbaro, o moderno;
ora perchè limitato ad un complesso sterile di
regole tratte da incomplete osservazioni ; ora
perché procedente dalle cagioni agli elfelti , e
non dagli effetti alle cagioni ; ora perchè se-
guendo quest’ ultime procedimento, piega allo,
forme della lingua di versione .per un campo
indefinito , per lo quale non si può giungerò
alla mèta qhe dopo lunghi , ed immensi tra-»
■vagli ; ora perchè nell’ arida strada defle^ re-
gole non ricorre che al latino moderno ; ora
perchè unisce all’indefinito significata de’ ra-
dicali l’aridità delle inflessioni semplici , c
limitandosi alla sola intelligenza de* testi si
ferma a mezzo camino ; ora perché moltiplica
a» ribocco le regole , e colle ripetizioni dell»
Stesse cose rende il torso della latinità nojoso
e. sterminato; ora perchè tutto riducesi ad una
pratica dì latino foggiato dal precettore; ora
perchè conduce dall’ignoto all'ignoto , trascuran-
do le qwoscenze primordiali della lingua natia,.
_ Jtaitized bv Ggpgle
\
( 5 7 ?
e d’altronde abbracciando motti oggetti ad unsi
volta ; ora perchè ricorre all’ uso o di libri
sfigurati dal latino moderno, o de’ Classici »
che nella loro rigorosa successione offrono spes-
so V insieme del più facile col più difficile ;
ora infine perchè confonde, e isterilisce l’in-
telletto colle astrazioni , e corrompe il gusto
con pratiche stravaganti , e con esercizj in-
sensati.
Tutti quest’ inconvenienti , che pej Sventu-
ra della gioventù ancor sussistono nella scuo-
le, tutti scompariscono coll’ uso del nuovo
metodo.
Di fatti esso prescrìve che l’ insegnamento
si esegua nella lingua padria ; che si vada
dalle osservazioni alle regole , ma con cami-
no rapido , e con quella simult&neètà di eser-
cizi , che rende 1’ istruzione breve; che prima,
si conduca 1’ allievo all’ intelligenza della lin-
gua , e a gustarne i Classici , quindi si oc-
cupi ad imitarli , o a scrivere com’ essi han-,
no scritto ; che i mezzi di apprendere siano,
semplici , c pochi , ma bastevoli a superare
tutte le difficoltà della lingua ; che Pana-,
lisi gramaticale sia simultanea coll’ analisi
logica senza di cui il passaggio dall’ordine in-
verso al diretto è impossibile', e quindi la
vprsione ineseguibile ; che questo passavia ri-
( SS )
guardi non solo le parti di ciascuna frase ,*
ma tutte le frasi-, die compongono il perio-
do ; e infine che l’órdine delle parole sia re-
golato dall’ordine de’ pensieri , o che l’Ideo-
logia s’ abbia- come guida , e compagna della
gramatica.
Quindi è che dalla parte del metodo antico
non regna che dissordine , oscurità , incertez-
za , lenta , e stentata progressione , risultati
meschini ; e dalla parte del metodo nuovo
ordine , chiarezza, sicurezza , rapidità, facile
progressione , risultati fecondi.
C ON C H I U S I O 2V E.
Or non v’ ha chi non vegga me formato
alla scuola della dominante Ideologia. Terlo-
chè non ho nulla di comune con coloro , che
ardiscono di chiamare Locke un empirico fan-
ciullesco , Condillac un metafisico da dozzina,
e Tracy un filosofo visionario. Procul , dirò
a costoro , procul o procul este profani. '
A chi volesse rimproverarmi di novità , o
di plagio freddamente risponderei : Che im-
porta , o amico , che questo metodo sia mio,
sia d’ altrui , sia vecchio , sia nuovo : queste
indagini servono ad alimentare solamente l’in-
vidia passione sempre bassa e nelle sue cause.
Digilized.by G onf ie
( 59 )
e ne* suoi effetti , e non sono <fi alcuna utili-
tà. Se desso è buono , se rende fàcile 1’ acqui-
sto della vera latinità , se abbrevia il camino
dell’Istruzione, ha tutti i titoli di essere adot-
tato con rispetto. Che se intanto a te piaccia
di seguire il metodo delle scuole ordinarie già
lungamente screditato, compiangerò segreta-
mente lé sventure de’fanciulli obbligati a se-
guirlo, ma non declamerò, nè mi sdegnerò
giammai contro di te — Segua ognuno il suo
stri , io sieguo il mio. (i)
Ho finito. Agli amanti delle mode, a co-
loro , che non sanno gustare una cosa lettera-
ria , se non venga dr là de’ mari , di là de*
monti , e che trattano le opere dell’ingegno
come le chinchiglierJe , e le stoffe , mi sia
permesso di ricordare , che questa terra e già
da «più secoli sacra ai Fontani , ai Sanoazzari
V) Da latinista del nostro paese scrivendo ad un insigno
letterato mio amico si espresse cosi. — U Signor Fuoco ha in-
-ventato un nuovo metodo di latinitì , io però sieguo il mio —
Mi sia permesso di soggiungere che il mio metodo è sta’o con-
gegnato per gli apprendenti , noa per li Maestri. Costoro se-
guendo il lor metodo ueli' insegnamento ( te questo è il metodo
ordinario ) pagano il (io della ostinatezza colla quale tono at-
taccati alle veceliie abitudiui delle scuole , impiegando sforzi
atraordinarj travagli penosissimi ; e dopo lungo tempo non
raccogliendo che una meschinissima sue* se.
Digitized by Google
< 6 ° )
e «gli altri mille ; che il mezzogiorno ha i
Buoi pensatori come il Nord , e che infine
il Sebeto con animo tranquillo , e senza sor-,
presa guarderà le onde riboccanti della Volga,
del Reno , della Senna , e del Tamigi , ma
sarà sempre contento della scarsezza de' suoi
cristalli , come lo è sempre stato della ricchez-
za della sua gloria.
F I N fi.
V
G78754
5 b*>
r
* ~
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^ *
AVVERTIMÉNTO*
L’Autore di questa esposizione ai propone di pubblicare td
•pere seguenti.
Grr.maticu delle gramatiche , ossia introduzione allo stndiè
deila gramatica di qualsiasi lingua. - »,
Cromatica per intendere i Classici Italiani -s. Quest' opera
i uscita alla luce. »
Cromatica per iscrivere con ordine gramaticale la lingua
. Italiana.
J.rte di scrivere , o principi di scrivere coll’ eleganza e pu-»
rità dei Classici.
Gramatica per intendere la lingua latina. Quest’ opera 4
uscita alla luce.
Raccolta di frasi , e di periodi estratti dai Classici Latina
per esercizio delle prime costruzioni , e versioni.
Traduzioni italiane di frasi e periodi latini per conoscerò
la corrispondenza delle due lingue.
Metodo di costruzione applicato alla lingua latina.
Metodo di analizzare i pensieri di un Classico applicato allo
lingue Italiana e latina.
Gramatioa per iscrivere con correzione , ed eleganza la lino
gua latina.
Saggio sulla pronuncia della lingua francese.
Cromatica per iscrivere correttamente , e per intendere Ut
lingua francese. •
Cromatica per formare con purità ed eleganza i temi francesi*
N- B. Saggio di pronuncia , gramatica per intenderà , gra-
nitica per iscrivere , raccolta di frasi , e di periodi saranno 1*
opere elementari anche per la lingua inglese, e greca.
'Aritmetica , o principi dementataci della scienza del calcolo.
•fieoattU in pratico-teorica^ Quest’opera servirà d’jptrod»q
«ione alla seleni* geometrie* da ani parte , e 4' {«trazione di-
r etta dall' altra a coloro che ti applicano alle arti meccaniche.
Elementi di Geografia. Tutto il sistema geografico tri c trat-
tato eon metodo intieramente nuovo.
Il materiale di tutto queste opere è preparato * L' autore si
affretterà a disporlo secoudo lo spirito del nuovo metodo.
Esse si troveranno vendibili in casa dell' Autore , al vico
Campanile nel fondo delle Chianche della Carità n.° 22 ; alla
libreria a.° 6 strada Trinità Maggiore , e a quella de’ Signori
Waspandoch , e Marotta compagni succcssoi i di Piatti , largo
6. Domenico Maggiore.
Xe copie del Discorso accademico sul vero metodo d' istrm
•ione sono esaurite.
Come pure le copie della Geogrofia matematica.
r
1
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w*.
•4'*
i ,
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\ .
, . ^
ERRORI.
' ** . ■. V.
• • . •* •
abbantonata pag. 6
nate 7
odine i3
• • A»* '
CORREZIONI,
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abbandonata
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ordine
• I *
4
odine i3 ordine
amphora coepitec. 16 amphora coepit
Imi, lui ,c. ‘ K . "
instrumente 17 islrumenti . *;■ ìf '
dal nome , a8 del nome . ' r.
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