Grice e Sancasciani
DIFESA DELLA
FILOSOFIA
ITALIANA
DELL'OSSERVAZI
ONE E...
Clemente Sancasciani
M iMrtleDluI doUflM ID rbo per
Btoogni mr ■riaMMU, e randeril
>UM If H*n Alt IWIm
It TSTD ifil IUM.
fi*f.. _Ciifi.w* .
9aD0 ornai trascorsi maUiuimi secoli da che nel regno della Filo-
■oBa III udila una Toce, la quale aoimuiiava, cbu la natura aveva aperta
•gli uomini una sola strada per wudurli Bll'aaiuislo delle cc^izioni; la
«rada dcirasscrrazione e dell' etperienra. La qiwl tocq rivelatrice della pili
grande, della più ulilo verità, dm venisse mài discoperta dalTumaiw Ìd-
Icllcllo. Iraeva unirà riienlc la nu origlile (Ull'etseni alenai pensatori accorti
dei pi>riiicioai rcsullaiiicnU, cfae si ritraevano dalle ìnvcstiiaifoni, allordiè
con ardile ipclesi , con remolissiino aslrarioni sì avcve intendimento di
ottenere la ronOM'enza dei rcnonicni naturali, c dei vanlafli^i considere-
voli . die si olleiieiano nllarclui, abbandonalo il ìalso metodo di argomentare
con priocipj slabilili a priori, si cercava di analizzare accuralamcntc i Talli
0 di pervenire a quelle deduzioni, clic essi polciano sooimioisirare; allor-
ché, in una parola, si studiava la naiura, sulla natura e coi precetti, che
ella somniioislra per condurci aU'acqDiilo e all' ordinamento di stabili ed
olili cogniKinni. Ha qnealo iioportaoiissimo vero, che doveia per sempre
disperdere le tenebre da^ umani intelletti , e illumiaare tulio il mondo
interiore coi raggi di una luce perenne e imniorlalc, non venne ricono-
sciuto dal maggior numero dei Filosofi, pcrcliè gli organi del ru^iona-
menlo pervertili da Talsi metodi , da cattive consuetudini , e inaix'anli di
regole goniminislralc da una Ittica severa e polente non potevano riii>-
noscere e iiereiirrerc quella strada, che conduce all'acquisto delle cogni-
zioni ; e mollo più pcrcliÒ quei medesimi, che avevano eOclIuata quRjln
SL-opcrla non avevano potuto dare alla medesima una piena dimostraxiune,
prr non cuore conosclale alUiia le leggi dell' umaiio peiisiiro, U modo
OKI cui si gonenno lo cammenie, il campo nel quale dchhouo agire le
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nw fbcolU e i limiti, cbe non dobhono oliropassnre. Por la qnal cosa, lali
Filosofi Don potendo MUerarsi dallu slaiu (oiutl'Lu àv\iv tose jwr la maii-
caioa di quel precelli logici, cIil- |iusm>[ii> l oiiiliirri' l' inriano pi'n<{iera ai
gniuli pnncipj, che serronu a dar viia cri urcliiiu alle roiioscenzc parti-
colari, ài poteudo scemire da vrruri le vcrilà , che anilaiaiio arquUlaudo,
faccTano perdere mollo di pregio alla scoperta, che aieiaDO falla, e dima-
slraTano CUI! ì non buoai rcsullali, che oUenevano, ette la strada, la qnalo
«TevaDO indicala era bea lontana dal condurli a quel fine, che tenini
da essi ardcDlcmenle dGsiderato. E scblnnc sorgessero dì quando in quando
dei prorondissimi inicsIÌKalorÌ delle cose naturali (fra i quali Sacrate me-
rita una menzione speciale] clic, ritenendo per guida la sola esperienza, fos-
sero capaci di atterrare per mezzo di una logica stabile la falsa dialcttict
delle scuole , dì condurre le scienze alle quali si rìivlgevano a meravi-
glioso ataniameulo, e di ottenere 1 più considcr«>ali vantaggi pratici, non
nteruuo per altro giungere a tanto da produrre una intiera rirornia nel-
Jmano pensare, da malzare su t'ermisEimi fondamenti il re^no della
vera Filosofia e da porre un ardine poteiitissitno alle vane arfiemcnla-
2ioni a priori , agli antlctii deliranicnlì . l'erù si vedevano coiilìnua-
menle soigere sistemi, i quali allerrarang con prodigiosa celerità ì pas-
sali, e con eguale celerità rimanevauo distratti dal onovi; si rloveDivano
disiwnli le opinioDi del pensatori ; numeroaissiim ed intermioabiU le di-
spule, le quali raramente couducevano al discopriinenlo delle ^udiTe-
lità; le coguiiiani, die sembravano avvalorale aa Ita maggiore certezza a
rivestile delta più grande evidenza, sebbene po' hissinie a p»ra^oiic ilc^'li
mori con 1 quali erano misrhi.-ile , Tllrova>^iiii> hioUìxmiiì [i)i|>i»it(iri , c
cadevano por gli sforti degli Scettici o in dispri'(:iis i> in •liMn'.urMUj; im^
bisa dialettica ai èva usurpato il posto dorutu .iJ un' Éir^onii'iii^iiKnio nni-
dudcote e severa; tutto, in una parola, te Scicriic iioif^iaiimo .siiiirii iurcr-
(inimi fondanientl, ed originavano nell'animo dì luulli la terribili: opinio-
ne che lo scibile uniatio non [lossedi'sse una base sicura ed immutabile,
11 quale miserevole slato dì coso sembrava invocare il soccorso dì un Ho-
dìo di prim' ordine, il quale guidato da una logica onnipotente facesse co-
noscere la cagione degli errori dei pensalori, alterruse le false dottrine dei
tenipì, indicasse la vera stradai die conduce a rcltamonle QhMofare.cb*
hiiioducesse nclb medegima e vi mosesse passi cesi grandi da pone nella
irfù aperta evidenza che questa medesima strada era qudia sola, die la
natura ha Ossala immulabilinentc per condurci alta conoscenza dei me-
nivif|liusì fenomeni con i quali a noi si presenta. La quale ìiiipresa scin-
siiperiurc alle forzo dell' imitili" inli'llcllo. l'iir^ iiiu'^Id tii'iiio, ilio iloii'ia
gloria irilàlìa, lii un Imltiiiio, il cran ti;il'ileo.'i;;iN, i'iiJiitli f aiciidi) per
inez70 dello sliidio delle Malenialklie. e di quello di una siina Kilosolia,
abiluali) a nrolonde meri itati unì i! suo grande intelletlu. si accinse alla
prai isiiuia impresa di far cuiiosccri' la fahilà delta Dottrina l'eri patetica, elio
più (l'ogli'attia mantcneiasi in vita, c die era tanto salila noli' ammira-
zione e nella Alinia itegli uomini, e di .iltbalterla Un dai fondamenti: diiKle
bando alle Ipotest, alle con gel Iure: rigeli 6 pienamente quel falso motorio
(li argomentazione tenuto allora in ^randissitno pregio, di giudicare dei l'e-
iiomeni naturali per mezzo di falsi principj speculatiti e dì ardite astra-
zioni; si pose a riturniare le Scienze, cominciaudo dai fatti particolari: ri-
tenne sempre per unica guidu delle sue inicstIgBzioaì 1' osservazione e
rcspcTieiiza, e sedendo costantemente l'andaracolo e i provolli della Natura
oirlcdd le Sciemo Gsiobc di gnandl e numerose acopoctc, le libert da già-
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Hnuinì mon. le fissò lopro slabiii foim.imrnii e (limn=lro cvidcnlcmonfc
che la FilosoBa dei fotti. 6 la Fllosolln ]n i ,,-.tI(. n:(,, .jinnia sola, che pu6
condurre gli nmaiii inlellctii a nniim-i i ki ^/riiiunv/ji r \r mprm iglip,
diH mplcndono m Inlte le opere ili'ii" •mi/iunr. yiirsEo sommo insc-
eno pemnne alla scopurla del ldc^ci<iiio. lo iiiiialio :il Cielo, ffce per
il medesfnio Uh scoperle da cambiari' lullo 1 aspfUu ali Aslriinoiiii.i , e
rete COtì capace l'occhio morlale di esaminare, per rnsl dire, dappnsm
l'ottere piii belle dell' Artefice della Natura, lo quali aievano pnmp ec-
cÉlnla la nieravlfttla dcRh uumini, c clip spiiihr.iiano per icinpre
riuu:iliil,'. W liTiiiiiiMii ili i:L.|.r'rilÌli'Mlll:i llliibilllà liplla Tprr,1. C COl lOT'
r„rir, ri.i^ .1 i< III f r.u i"i :i II N'Liip applicafc dIId scienzc Gsl-
rl<p. ri'i'" iii):i pii'r>i'..ifii:i iliiiio\ir.i'i[jiii' :iii ima iprila. rbe aveva contro
l'opiriiiiiic piilPtiiiwi 111.1 (il una Aiuola salila nella più grande rslima-
lione e il consenlimenLo ili tiitlo il genere umano. iM^orlato sempre
dall' osservazione e dall' capcrienia diede nUi alia mi-ci .ihilìi , snilii-
pose a legni 'a caduta del gravi, arriccili l luroslnlica di uLili scnperle
'ti molle maertimp. che nelle niani degli stranieri Turon capaci di
condurre le hcienie nalurali ad nn punto soprcnio di pcrfeiione. Allora
r.i rhP i l iAi .-nmini'inmnn a narrare la gloria di Dio. e li Firmaoienla
r allora molte Aecademle, «gi)i(aWn|il
mciiulo (Pillilo (la quelito luimmo interprete della Nitnra. paYettonAiìk
l'atquKlo d imporlanlis-sintp eluizioni, imcdilrono la Osica di grandi
scoix'rd- e cuiiiiiii'in rolli, n dinundcrc quella Iure, che dovca poi dis-
-i{Kirp lp (l'iH'Iire iIpl-Iì iiimiii inlellelli: allora il celebre Bacone, che
li lalla L-ioiciilù aiPi.n iiin-iirala Tivisslma soUccitudina di nlroTare la
.^rada f'Iie imidiicp a lilasorarP rellamenlc sulle COSO naturali. serTcndosi
[lc|;li :iii>maislr.imeiili ili tialiliH) e delle sue scoperte. Compose quell'Opera
iiiiiiiorlale iiililulala n 11 iiiioio limano iletlc .'-cipnie n che seni a dare
un granile, e slafailo moumPiilo alla ingii a umana; allora dassendi fedele
seguace di liolileo. soccorso dai di lui consigli, appliiaiidu il iiictudo spe-
rimentale alle isciciize fisiiclie e mclalìsii lic si lece il prerurMirc di un
^l<wl^>ll c di un Luk" e in qualrlie modo apri loro la strada, che dovra
rondurli al [empio 'lell' iinnKirtalit.'i: allora Newton calcando l omie del
meiiesiiiio dahleo. lece Tare pmui^iiosi aiaiizamcnti alle Malemalfqhc 0
alla risicai allora la Itlcdii'ln.i. la liulaaica. la Chimica, la Storta Ha ltt>
rale fiirnnn litH^ralc da graitssimi errori, fìsoale su slabdi rondamonti. ar-
riccliilc di utili ro{:ni7iimi ed elevate allo splendarc e alla dij-nila di Scienze:
allora. ii> uNimii. I» .\] ila fisica, le dollriiie della Murale i^ del nirillo Irallale
con questo mefinlo si soltopospro n fprmi pnm ipj p pcrvenpcrn a non -ppratl
dio il Brande lutcllctto'^di un solo Italiano fece fare a tutta la naturalo
FìlosoQa,
— Fradanlo. dopai grandissimi e ina!i|ii>llali avanzamenti a rui pcrreo-
nero totic le umane Uollrme colla scoria dpl metodo speri menlnle, dopo
che furono conosciute le lepgi dell umano |H'iisiero, i tuiiili dello sue fn-
collà. clii crrderoliLc die esso non fosse sempre imi ™iiu-nuli> per I unicii
— 6 —
Mibne Dmano per le grandi scoperic d'Ingtvni sublimi, dovesse^) ater
nnon vila i vani aisleini, e ricain|iarìrv le aollrìnc éefi'ì Euipirid, degli
Scellid, dogli EcclcIJiri c dei Razinnaliili? Cerio nessuno, doFe qucalOQ m
Teoisse dimoslralo da ctidenli'^iimi Talli.
— Per la qual t osa avendo io sealilo sempre f^randissimo desiderio, cIh
il regnu della vera Filosofia tosse slabiltlo sopra rermi^isimi niiiilamenli,
die all'umano pensiero fossero sempre chiuse quelle slraile, lo quali ìa
Immersero per tanti secoli in );ravissiini errori, mi posi con ogni soileci-
ludine a ricercare le ragioni di iiUMti avvenimenti , e vidi cbe lulle po-
tevano ristringersi in una sola ; al venire . cio6, dateli umani inlellelti ab-
bandonata la guida dell' osservai lune e dell' esperienza |ier non essere
alalo ancora dimostralo Ini'on truicrlibil mente , che uno è ti metodo, cbe
conduce a ragionar con rettitudine sulle cose apprensibili. Conol>bì poi che
fra le mollissime cagioni, die hanno cooperalo ad impedire che qnoiio me-
lodo veoiue applicato a diversi rami dello sciUte, doeti ebbero una pin
grande iiilluutiia. In primo luogo, l' essera siala questa rima Filonfii
maediiala di alcune ac^se , le qanli banno follo a che ella »a caduta
mollissimo da quella venerailoue, nella quale era debliimeuto salila. Se-
condariamenlo, l'inconlrare grandissime dilllcdli ad essere applicata a
qualche Dottrina. Lo quali dilTIcollì non putendo esser superate die per
mczio di lunghi procedimenti analitici, per roczio di profonde, sciere e
ripeluiG roedilarioni hanno operalo di maniera, che alcuni pensatori per
isMigglrc una rallca tanto penosa hanno amalo meglio di spanare nel
regìio delle Tacili ipulesi, delle gradite astrazioni, piuttoslocliè studiare nel
gran libro della Natura. —
In una operetia recentemente pubblicala cercai di dimostrare che uno
è II metodo, che conduce alia scoperai del vero, ed indicai da che ripete
questa sua uniti; cosi erodo di aver posto riparo alla prima «ordente de-
ni errori. Cercherò in questo aerino di pur^re la Filosofia sperimentale
at alcune nticcbie, die cercano di ofTuscarne lo splendore e dì minorarne
la dignità , e mi riterberò ad altra occasiwie il dimostrare [lienamente
die CSM non é slata applicala a molle dollriiic per le graiidlvimo dilS-
collit che nelle medesime dovca superare. E per non alUrji.nrr di soier-
rliio i coiirini di questa disse riaziono , cuminclGrò immediata niente ad
esporre te principali accuse, clic sono stale date alla medcsimn. —
Primìoramciile, C stalo giudicato da alcuni, die esu, cercando co-
stantemente di tener Termo l'umano pensiero neil' investigazione doi ratti,
a violando al medesimo il trascendere in nulla i conDni dai me.lesimi se-
gnati, circoscrìve in un campo troppo risirella l'energia dell' umano pensie-
ro e minora grandemente la di lui digollt, Impedéndogli di porreniro a
quelle sublimi speculazioni, a quelle aslratiEssluw conoscenze, le quali Ut
innalzano ad un altezza veramente meravigliosa. Pocbe ragioni serviranno
a T;ir conoscere la vanità di simile pensamento. E nel vero, questa Filo-,
sutìa, die l'omaiida di non Irasccnilerc i ralli, cbe Tiliene questi come in-
concusso ruoiiamonlii delle cugiiizioiii, toglie Ibrsa aH'nmann ìnldletlo 11
poteri! di elevarci gradalameiile dalle conoscerne sensibli, dalloslalo coa-
creto delle cose, d'inulirarsi nel campo sublime della ragione astraila,
di pmurrcrlo in cran parie , ondo pervenire a quei priucipj universali,
che servono ad abbracdare un'lnliera serie di Tenomoiil e a randurlo a
' quel punto supremo di altezza , che lo rende suscettibile di dominare con
uno sguardo un vastissimo numero di oggetti e di spaziare in un estera
oriHonle! Ben allrimenll Ella anni pmuade «i pensatori di non ar-
reslare le loro ricerche al fallì indctidiiali , ma di andare In intocia di
quello nozioni gcoeridw, di quei principi nnlmMÌi, dw som neoessaij
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— 7 —
per dare nn Ittico ordì n amen in alle uoporlc vprilà, R che sono efHcari*-
■hni a supplirò alla somma liniiimiDnc ilrll.' (mU'iizc t-imosdliio, dk-hia-
rando loro che da questo diVopriniL'ui'i i ii"'|[imi unii aiii.inlp le Sc:ienzB
la loro vila e la loro slabilici. h-riiliiEir nui> snissim.i inlendimeulo che
queste conoscenze pfù sublimi sieno dHulIc dui falli , osua dai rapporli
mli caisiraili f^aqaesli fklli medesimi; dio non aicno l' ulIimoTeuiltaoKailo
di nn lungo sorìlo. o ehe non npparletmano sd una UelaQsIca troppo,
eierala. la anale di HHverrliio sì Oiscosli dallo sialo cnnrreio delie COK. ma
Che si rnmT>mii>iinii di niiplli ns^ìnmi nifili. che PlalCHic. Bacone e Roma-
0!i|ilizBd by GooglE
— 8 —
ben B fendamolo delle dbeiplfae mlMMli tJiUui ùueUtcui niri fuerit Mo
•lAbtn JMM>. Ora miri dica h qunlo calebre MetaBtiro Ili coudoUa da
Tiae HiniioDi a riconoBcm it càrdi oe fbu da meo tale di (ulto lo idbile \'
BnuiDO, ea porre cori un poteaUniDia rreoo alle visioni plalooiche, oniv-
Tero ìb Ibna di htti , consalUndo seTeraiMnle i delUmi delT OHfrra-
lione c dell' espcrìcnia 7 Esaminino allcnUmnole la «Ma , e redraiuid cbi
la (|a<»(a seconda strada, la quale condusse il luo grande inld Iella al di-
scuoprimcnto di qucslo imporlanlissimo vero. Il medesIitM Aristotile ricO"
nobbe nelle operazioni mciilali il sillogismo, e disvelò per lai modo it più
grati metto erte ronduce alla sr/ipcrla c <nl coltc),>amcnlo dciln cognizioni.
E a ciò partmenlc non fu condotto da chiincriclic Icario, ai da quvi prin-
cipj slabilili a priori, per i quali egli mostrava grandissima predilezione,
ma Mvtero per mezzo di un severo procedimento analitico, cui quale polC
l^gere nelle complicatissime operazioni dell' unno intcriore, ed arricciiire
le Scieoio Morali di due grandi vcriU, dalle quali, a mio arviw, la sua
Dottrina ripolò in fx^n parte la sua stabililA e la sua lunga durata.
Giù basti per dimostrare pienamente la falsità di simile concepimento.
Altri pensatori hanno aOermalo die la Filosofìa spcrìracniale rìetendo
all'umano intollelto dì pervenire a principi universali prima di avere esa-
minata colla maggior diligcnia e severità un'ampia scric di rcnomeni In-
dividuali, spende nei medesimi quelle sublimi iaspiraiioni per le quali, quasi
eccitali pradii(iosa mente dalla comparsa di un ndo avvenimento, poùoao
pervenire a discuupriro le pili grandi teorìe e le più universali leggi della
Natura. Questo pensamento non è nientemeno insussistente dctl' altre or
Dm annuncintu , col quale ha grandissima relazione. Inralli , questa dot-
trina min vieta all'in vestigalore delle cose naturali, che dal discnoprimenlo
di qualche fenomeno, o di qualclic proprietà in alcun soggetto sia iiHlollo
a sospettare che questa Istessa proprietà possa eziandio appartenere a tutti
o a molli dei fenomeni dell'Universo, clic anzi applauilixc e seconda que-
sti sublimi presentimenli per i quali li genio i tomluliii iiii>tte volle al
rilFuiamcnln delle pili sublimi veiilò; ma lii'la \\ciis\ sovi^nuiieiile clie quc-.
sto puro sospetto, quMta pura ìtispin/ioiie, se cikì uij^ln dii^iiuarsi, aia
convertita in una cosa assolutamente reale prima di a>crc eITctIuatc lo
analisi le più severe, le più profunde inicsligaiiuni. Il gran (ìalileo, clic
plit d'ogni altro connhhc il metiHio, che conduce a leggere l'eterne
pagine del gran libro ilella ?<.itura, e die mai non si parli dall'os-
serraiione e dall' esperienza . dalla semplice oscillaiionc di una lampada
non sospettò forse ette il moto del pciiilolo potesse servire di misura al
lempoT e ]icr neizo di ct^rìmcnli e di accorate rirerdie non converti
questo sospelto In assoluta certezza, e presentò cosi agli uomini una ve-
rìlì, che doveva esser feconda dei più ronsidcreioli vantaggi pratici? —
Nervino dalla percossa rirevula da un pomo non fu condotto a sospettare
die anche nei corpi colesti esistesse la proprietà di tendere ad un ecutru,
e dopo aallissimc OMcrvazioni non converti questo mero pre-^en li mento in
una legge Immutabile di Nalnrn e non discoperse cosi la grautà uniier-
aate? — Questa FilosoOa adunque non condanna il mezzo, con il quale i
sommi iotellelli pervengano air acquisto delle grandi cognizioni, ma vieta
soliamo che si converlano In coso reali i meri soipelli , le semplici ipotesi ,
primacM i bili non abbiano recalo a queste una pienissima dimostrazione.
È stalo allreil opinato da alcuni che l' osservazlono e l' esperienia ,
ritenendo costi nlenwnle Ibrnm l'umano IntdleUo sull'esame dei fallì o
loro rebiiionì, o volendo cbo l' isicssa Mclafoica prenda il suo roDdamenlu
su i Ibuomeni dell'universo fisico e morale, abbiano recato grandissima
iwiimenio alla poicnu immaginaliva, restringendu la sua energia in trup-
Digilizetì Dy Google
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po Bn^li confmi, impedcndulD di spanare con piCDissimn libi^rlA nnt in-
slrasjino campo delle ablraxioiu e delle conficllurc, e reitctcuiioia in lullii
servii e dipmdeaiG della ragione. — A cnsloro è necessario primiera nicn lo
Tare aMcrlilo, che il mcliìao speri menta le non cerca di mmuram. ma
bensì di accrescere l'cnurgia dell imma Bina none, ritenendo il suo potere
In quei limiti nei quali debile essere rislrello: cliu non la rende schiaia
di licsìuna facolla. ma cerca bensì di porla nella magfjiore arinuiiia con
tulle In altre; o la fa dipendente dalie ti^i della rniiionc allineile non
pervenga id erigersi signora nsiolut.i nel re^no iiilcllelluale. e rlcoaduca
111 umane menti m quei riinC'>li««inii emiri nei quali si trovarono Immerse
per un Damerò infinito di secoli. .*>e cixliiro. clic nlengonn si falla oni-
Diono SI raceasero ad csaniinure seieramenlc Ja storia dello scibile fil-
iera, Tcdrebbero di ICRpieri rhc 1 iiiiitiÈijitiiamnc, ove é pervottula ad
acquistare sulle altre raciillii i|iiell ini|i<'ni il^ lei tanlo aniliilo. I umnnu
pensiero e sialo sempre in jurd.i a i.ini deiiiami'iiti: lodrciihiTO ilie per
clcillo a riconoscer proprj di qiiesle iiu'<1i'miiii: diii[iiL:i i ]iiii T.il'i . i pili
assurdi altnbuli, e chiamarle a parte ik'^h uiiiiuii prruri e di'uli iimual
deliiin <:liu per es» ID UDB parola, oi.nii piirìe ili m iliilc è stala tiiaccliiata
d.ni più stravagaDli concopimcnli.
Inoltre è sialo pensalo da allri, die qiiesi.-i FilosuGa. dichiarando cho
lultc le umane co^izioni sono dedulle dji latit, ossia die tulle sono ac-
Suisile, abbia cercalo di Ioi;liere al) umano mlcllello alcune idee inaale,
allo quali nceie lume nelle dn rrse 0[>erazinni; e che perciò abbia gran-
demente nnib la l'umana dignità e recaio grandissimo oltraggio all' Arlclicd
della Naluca,:dnumueiidii di pi i't^io ! npi'ni pm suhl'ino ilelr universo. — A
COSUCO Stovefjt rispundere . rhi- ■<•■ matili ili eh|uiiTc smiiiIi peii^iuneiili si
Tussero dBlS' OgDI Wllccitndriii' <li c'.niniiKiri' (]iii>.lri -n::::r iiri inaila .mm |iie-
nem,.lffCeU>en>'al cerio ..hium-hiI,., .I,:- l.i imhhniv |,i-jiilj|i,iIi', si- non
r unica, dke^lia dato oncn-'' ■■ piT l-mln l>'iii|iij iiimiiIi iiiiIii m Illa un (ale
coDCdlo, si è Siala tpidla di imn aiere la iiiatj^'iiir parte de^li iile<ilii;;i tniuto
diDlro con severo proccdimeiiln analitico a lutto le operazioni psicologiche,
die possono esser subiello di rlcenHie, le quali inlerveoBono Tra il pri-
mitivo sentire sensuale e la rormaaiune di quei principj astraili, clie si
icpulano innati: dal non n>er ricercale colla debila arcuralerza le leggi
collo quali I umiino pcii'^iero periienc ni loro slaliilimenlo: dall aicr pa-
rarunali. contro tutti i ]iri'<"lti ili iiii:i ^aii:! lo^'ir.i. i pruni :ini-11i della
catena inlellellualc cogli ullinii ili'lla nii'ili s.iii.i. f i'iiii|[i ilo. per la iliier-
sila, che in essi dovevano nei i'>L>.ai iaiiii'[il im'hiti'. chi' duvesscri) .nere
una genesi assululamcnle diiersa. lo non mi liallcrro più a liin;;n su di
questo argomentu, seliheiie inipiirlaiitissinio . jicrchi' soierctiinini'nle mi
allonlanerei dallo scopo, rlie im sono pnipii'-li). e pcrrin^ «riindi |>en!ia-
lon hanno ora mai data la più nella lllnlo^!^^1iIll ili quesla venia, .Solo
mi limllCTO a Tare aviurlilo . che ilall aver diMoperlo. che tulle le umane
cognizioui sono acquisite non e in nulla scrinalo di premito 1 unni no m-
lelletlu, e non e ^lalo arrcralo il piii pir rolo ullra^';;;o alla l>i>liiilà: ma
al contrario, quello (' pervenuto alla dchila allivia. e ipicla ha Tallo
coDOfiCere con se[;ni più granili la sini illiiiiilala potenza. Inlalli. qiial l'i-
losoft) può non riiunneie preso dalla più grande aaiiiiirar.ione, ote pcrven^
pa<!iuni. le sue lendi'iue e i
a roooscerc il proccdimeDlQ vcraDKDle.
mi quale I
I Dmann fenr.
□IgUizedtiy Google
— iO —
Hcena : rnpporli, passa da dedizioni a dedazioni a conoicenze gmeriche, dalla
coad'ngenia drì fcnunif^ni parlicularì alla immulnbililà delle lepgi uniTnr-
sali; che Kcuu|ira la prudiiiinsa rapidilA colla quale dai Talli porrleiie ai prin-
cipi , di' roiirrpln all'asirBlIo, dal com|ioslo e dai malcrialp ai semplice
e spiriluaic, e itivcrsanimle dalie leggi immuttiblli ai renomeni conlia-
genli, dall' Bslra Ilo ioluliellualc, al concrelo e al maierìale, dai priocipj
alle coQM^uenie? che in ullinio giunga a rilevare come spesso corobinattda
in diverse maniere i principj iiiedi-siini accresce f^ndemenlc la ealena delle
sue conoscente, passa dalle dRdutimil reioole a deduzioni Tcmalissìiiie ,
e illumiualo dalla Tace dei genio perviene a lati rtsultamenli, a tali
moraiiglioM icopcrte, ebe dt'gran lunga allonian»no la «fora delle sue
Gcuniiiuai da quella dri conlemporauei. Io Ira^iHirlimo in allri secoli o
girihooo parlare no linguaio, cfae non può essere inlesu clie dalle h-
Iure generazioni? Ora nell' animo di colui, che penienc per meizo di
sclere analisi ai eonoscimenlo di si sliipeiide operazioni noa si deve suscilare
l'idea più pianile dcH'uiiiariu pi'iisiiTO? non dcTe in Ini riconoscere qualche
cosa di divino? non deve in esso ravvisare l'opere la più mirabile della
È !iaio etiandio senlimenlo di molli, cbequesla Filosofia, erigendo la
ragioac signora assoluta del nioudo intcriarc, e solloponendu al suo impov
ntin solo le laeollà della mento, ma eziandio quelle del cuore, abbia speolo
nell'animo umano le ìucliDizloni più generose, i nalDrali moti di bene-
vuienzn, le passioni più grandi, i più Donili seolimenlL Ma con somma age>
voli'iza lerr.i disielala Ta falsilA di un simile giudizio, dote si riOelta aie
qLivsi:i IloUriiiii. mi sulloporre all' impero della ragione le umane pas-
sii iii, limi iiTc.-i ili TMcr di osiaculo al loro siiluf^menlo , ma bensì si
d.i <'^iii l'Illa piT liiMiriilo; rlii' nini ('l'rra di comprimere la loro enet^,
iiiii luiilr <'lie qiicslu hiii rilenuin miro i cWini, che sono siali ad esse
ini molli 11 il III l'ole assejinali, nude possano concorrere a stabilire, e a mante-
nere nella dutula lermozia II );rand' ordine sociale, senza di cui è impos-
sihilc di [lencnire iil conse^uimenlo della privala e della pubblica reiiciti.
£ nel lero , clii ignora i danni Bravissimi che le umane passioni disonlt-
nale hanno prodotto alla Societil Chi non ricorda, che una cieca aeo-
liiilone spesse vidte ha chiuso, li cuore d^ll oomlDl ad ogni senlimenlo
di pietà, che gli ha rolli dìmenUcare i doveri 1 pià grandi, infVangtre i
sncrosniili diritti'' Che ha spinto il figlio a Iruddaie II padre, Il fratellit
il Iraicllo , e che ha trascinato spesse folle l'oomo a condom tu uno itato-
iniseri'v iiliv^'iiiiii le intere naitoni? Chi non rimembra le gnndf sventare ,
ili'lli' liliali i'' >iiii,i madre l'irrefrenal* brama della Tend^taT di (|naate
bi'i'iiiii' non Mii ■■Ma essa cagione? quanto sangue non abbia Tallo spar-
gere pi^r lino noi luoghi consacrali alla OlviDilàl— Al contrario auaH
uiilità non liainiu arrtwato le umane passioui quando slcno stale Del de-
bito ronda guidale dal cmsigU della ragiono? di quale grandezza, di qaale
Mblimilà non si sono rìvcsllielaqaat perfeiionenoa hanno esse condotto
l'ugroot di quale nmmlraikme non banno reso soggetto r<sscre più grande
dcir unircrso? — E giacché poc' anzi ho fotta menzione di Socrate, non sia
discaro che in questo tnnmcnlo cs[)oti|<a colla maggior brerili le virtù e
i pKn sommi di i{ui's(o iltu^lro t'ilosnli), e iliiiioslri'a quale altezM jwrren-
BDTO I suoi afì'oUi sempre iiuidali dalla divina fare della ragione. Eglt, oa-
wiriBUrio con .sumiiio duliire i danni, cLu veniianu recali alla sni Patria,
dalle false dourinc dei iiolisli, riconoscendo che per osse le menti dei Cit-
tadini abbagliale dal falso splendoro di una seducente dialettica, lenivano
rose non più suscclliblii di dlsramero gli umani dirilU e gli nmanl doveri
cbe i loro ctu»i gndttaniente ^ogUimdosi di furile virtù, che sodo iit-
DiglUzed Dy Coogle
dispiTi^ahili prr fonn:in
miJfia non iduiiei o ili-c-micii' la iiTiia, ili riMii.diinr i jiiiii .iiiiiiii nlla
debilaallMtaeiIacccniJrreiirilororiiDri la Ime suhiiiiir ilc^lln tic mi'.'lii-hn o
polilkhe tJrljL Per consFeruirc qopsla nloriiM (iiniu liramiiia, iiiniminriò
dal mcdilare au «o medesimo, dui rciidi-io iwlciiii |ht Uìmu di Luutii
principj le racollà della sua umile n da) darp un riinieiiii'iiLr s>;Uippoa
quelle del rU[ire. Fis'iiln (hm ì;i pri)foiidanii'ii(n iiell' aiimio l'sjer duvera
illlli^|lensabile lìil uni nll.riliiii) i]uellu di s|if[idiTi; luLh' lo lur»c per
laiilii^i^io ddl[i r.iin.i, ^1 l Uii "([ili sdllfiiCuiliiie , [ht hip? zìi di^ co-
lera logifa dei filili. Il tur iiMMi-irri: la lalsila ilelli' diillrini' dei rniifii .
«d arriòchirc la menle dei suiii Coucilloiliiri i^'llc |iiii grandi , ifellr jiiii ulili
milA, ■ mBDircsIar loro nelle puliliJiHic . nelle .slmile n nel r.inj
qodi dirilli dovevano difeiidtTe, qunli -l-^ru n^inaie per giiinteri- alla
fera grandma, alla vera frtidlà, Lu iieisecu/iimi, i illjn^j e lesienliire
Don puleroDO lo uulla dimiouire in essu 1' nnlciilissinio desiderio di
ricondurre gli Aleoiciì a qnella graniieua , ilio gli aveva resi l'
gello dell' aDunlraiiono dd .Mondo, dia anil F accrcUiero conaldere-
volmenle , e lo coodiusero a sopporlaiv con animo Iranqulllo {crandinltA
BvicrsilA, e ad imtnili'arp perliiiu la morie prima di tradire la Eantl mtt^
siiine alla quale iiKlcia^i il< ::liiiaiii. 4:iisi ifiieslo grande invcsligalore delle
iiiM' murali, seiniire iii[iil(jiio d.ii seieii e fermi consigli dplla ragione,
&eni|ite mji i or^ii iLill' ns-er^^iriune e d,ill'<'S|K'ricn/a, condusse ad un' nl-
li'//a uTiuiK'iile iiKT.iu^liuvi le sue |ra^^illlli. si rivcsli delle più grandi
virili E M rese J' >i|)iisliiJii e il luarlire iteila leril.i. —
lo potrei addurre inrmili altri escin|jj a lunrcrniniinne di qiieslo im-
porlanlissimo vero; ma ginediè qnesl' accusa Ita {:ra[idis»ima reliizinne ri>n
quella, alla quale rliolgo ora il disroi-io. e su rui mi arresiern ]iiù rUi".
tu tulle le alCrc, per essere stala ripetuta da un niiuiern iiilìriitu di in-
vcsligalori , per stero allontanalo rinlclletla di molti dalla lera slmda,
che cmiduce a rdlamenlc pensare, e pi<reht l,-i malizia di alcuni , in lanU
luce «parsa sul mondo monile dai grandi rirormalori del senno umano, non
scnle tergogna ai nostri giorni di dircndere, di riprodurre, io i-ercherò,
ragionando di questa , di recare anco a quella la debita dimoslnirinne.—
L' KcuM più grande per tinto, e clic ha arrecato niapf-ior iiiwiiinpiilo
alla Filosofia dell' oswnaEkino e dell' l'spi'rienia . è stala quelln di essersi
- da molli giudicato , die questa spenga nei cuori di culoro . rtie la sr{;uouo
le {HÙ belle virtù, e gli conduca all' irreli^one , al maleriuli^'siiiui. Se-
B tendo sempre la sirsda del .ratti, non mi sarà disa|!ieiule il disM'Iiim la
bilà di una idmile aSérmailone. Non mi tratterrò per altro a liire l'apo-
. logia d* un Loke e di un Condillac, i quali per avere appliealo il niclndo
iperimcnlalo alle dntirine raiionsli, e per aver dimostralo, che le sensiuioni
si e iiiateriallKii n f;iiidii aii jiriii d'iisni lirtù; perchè la vila' pubblica' e
l'i'it.si.i Ji .iiiilh'ilui' •■ II' timi ii]iiTi: ('.'laminate attentamente, e con eoinio
iiiiii |ni (ir i ij|.;iiii. U I i-i ii I (iii.iM-i ri. |iii'n:iiiK'iitL> i pn^ dei quali erano adorni
e ihe Ik'Ii Inn^i iki! i nniliiiie iill'ii ri'lij:iiiiie r al materialiimo, hanno {«n fur-
lissiuii urgomenli dimostrata la spiritualiln dell'anima e l'esilteDia di Dio.
terù io rivolaeiA solo 11 miudiKOtso a ' — -
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a Tar rìnnscnti Tra noi l'amorR degli aliti sludj: n rendere actWsdbnìBTIfl
mcnli ilolianpt^lì arditi mncepimen li dcL Vico, gl'i iisegn amen lì di Bacone, di
Ciirlesio e di Loiiu; a dilTundcre la luce della vera Filosofia, cbc a tao-
(ivo delle false dulirìnt! die rimaneianu in lìla . non poteva manifc-
slargi Dcl dumlo splendore, e ad arrirchin; luILc le scieiiie morali e po-
liliclic , alle quali si rivolse, di (rrandissimc vcrilà. Ora, t' ossenazione e
l'esperienza . r.he cgH prese per unirà )>uìdn ddic sue nicdilazioui, spense
nel suo more le più lielle tirlù e lu rondussc alla irreligione, al malc-
riaiìsroo? Ben allrimeali. Sappiamo infatti, eiie ^li da nessun'altra
cagione Tu mosso a spendere tulle le forze del suo ingegno per diCfooders
c per arricdiire di sonerie le scienze inddelie, cbe per ridestare De' suoi
Concilladioìramore di quelle cognlnoni, che AotsoDoener Cecoode delle
maggiori pralidie uliliU. per alIonlaiMili dil bbi tludi. in om parola per
glotare alla soa Patria illuminando 1 di lei BgM , « ncondacendali alla Tirtù,
ed alla felicità. E sebbene alcune maL'gne macchie aTesaeni tentalo di
oscurare lo splendore della sua fama, e di dichiararlo nemico della reli-
gione , tanto manifeste erano le sue virlù , tanto grandi i suol pregi, l*nlo
concludenti gli argomeuii , nm i quali in tulle le sue opere, con uno lelo
forse incomparabile, prese la difesa della religione, clic venne subito distratta
una slmile accusa.
Inoltre il celebre Beccaria, scignendo sempre il melodo sperimentale,
e ritenendo sempre i falli per unica guida delle sue riccrdie, compose
l'operai dui delitti e delle pnneii la quale sollnuse da iuaniti tormenti e da
alrocissimc procedure l'umanità, e che desiò l'ammirazione di Inlta l'Europa.
E questo uomo inimorlalc aveva forse renimo scevro dei [hù genero^ sen-
tinienti? Leggendo la sua vita si conosce, cbe nessun'alira cagiouelo con-
(lusse a questa nobilissima impresa, fuorché l' ardenti ssimo desiderio di
togliere l'umana famiglia da quei cavissimi mali, ai quali era soltoposta
per la mancauaa di od codice penale , e dal nobile esempio ricevuto
OBI Geaoteti, per il quale si accinse a Tar lutto quello, clie era in suo
potere per comprare la fellclU dei suoi conci Ila ili ni. Il quale ardeutissimo
desiderio venne da Ini medesima aperlamentc manifestalo nella introdu-
lione della sua oi»ra con queste parole: « Se i diritti auicurmdo dtgli «o-
• mini e F mrinnÒili verità, tai txnitie fallo di Mrasuire alia ttrwiiutb «
■ ailignoTonsa alama delle nllime loro, U latrim e kimtdiiiottiiiiMtolo
« ùmocmle mireibraua delia taagioia, mi coiuckrebbero M dùpreiio del
■ genere urnatio». Questo virtuoso Filosofo, quest'amico dell' umaoilA fusol-
Inposlo nll'acruce d'irreligione e di materialismo; ma le sue oticrc immortali
e.^amionli: ciiii lu dpbilii sevcrilà e la sua iiile^-emniii lilo h.nniw fallo
coiiosriTC la falsila di una simile accusa. — In line per Licere di uno
Stelliiii, d'un Filangieri e di molli allri cbe applica roiiu alle scienze
morali e polilìclie il melodo sperimnnlale, cbe per ewo le condussero
quHiii ad un punto supremo di pcrfeziane , e cbc sebbene maccliiati
dalle medesime accuf«, ma ni restarono sempre un'anima ripiena delle
più belle virlù c ricca dei più nobili sentimenti , raoimenlerù il gran
Itumagnosi , il quale sebbene Iralla»jc le scienze nell' appello il pili ge-
nerale, e per cosi dire, nella toro parie Melaùsiea, si moslró con uni
roslanza pmlloslo unica, cbe rara, immulabilmeote si^nace della Fi-
losofia dei liuti, e merita a mio avriso di esser consideralo il Galileo
i.cllc murali e delle polilicbe discipline. Anche questa grande intdIettOi
rhc aveia riposto le sciente su i loro veri e stabili fondanienti, tfae k ama
Irallalc con na metodo, del quale non paieiano snsceUiirili, e che sembrava
Tiserhatoperlasolafieometna, cbe Ioavea liberate da gravissimi errori, dw
neonnscaTanolosplcodoree no diminuivano la dignità, cbe le arerà esposte
DigllizedliyCoCgle
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nella Ino pteocna, die bvm riconosciuli i loro atrellissimi It^ami, dai
quali ripetono la loro tìU c la toro slabiUlì, v che, inSnc, dÌ;lruei;cniJo
le quaUro Scuole Blosofiche csisleall in Europa , aVca Ossala in llali» la
Muoia vera dellu morali e pulilicbe dottrine, e compiala cosi l'inlera rc-
■laarHiione del senno umano, non potè isfueglre atìe accuse alle quali
«ODO csposU tempre' gU nomini aonunl ; e alcune gratMme macdite cer-
carono di OMauaro tuia Ibma, cbeateaimiprecoBgomia cUariitinaa. Ma
mio manifeste e tanlo numarou enim le ine virtù, taolo grande l'amore
e r ammiraiiofie , die area snsdiata nell'animo di malU generori, tanto
Kande il palrìmoDio di affetti e di cogoiiloni, die avcfa lascile agl'lln-
ni , lanlo straordinaria la Fenaem dei sucri principi , die qnsti all'lm-
Crovriso diapane ogni macchia della sua fama, venne difesa e proclamala
i rellìludine del suo operare, e folto coroscere per grandissimo peuialoro
per uomo iulegerrimo, perdlladino virtuosissimo, e veracemente religioso. —
Io non nq;u però, che moltissimi, che si sono gridati Pi lusoU, e so-
gnaci del melodo sperimentale, sono andali incontro alla irreligione, al
materialismo; ma che perciò? si dovrà attribnire a questa dolirìnu l'errore
nel quale sono caduli7 Esiste forse alcuna cosa al mondo della quale l'uomo
non alibia abusalo? Il fanatismu della rirlù , c il (aì^o telo della slussa
religione non l'hanno spesso condono ai più grandi ddiili? — Se pcriaiito
costoro si fossero con len lente mente servili dell' esperienza , sì sarebbero
pusli nella inipossibltiia di ammettere il pensiero nella materia, di negare il
libero arbitrio e di giudicare ctiimerica l' idea che gli uomini sommi si sono
Tormala ttella Oiiinlld.
Uopo lutto qucslo,credo che reati anche dimostrato basta nicmcn lo, che la
osseria/ione e l' esperieoza È la sola strada che può condurre l'uomo a
(eriitarsi una giusta idea, per qaanlo gli é concessa dallo somma limitazione
delle sue facoltà, dell' esutenza e a|HrìtualiU dell'anima, e dell' ealslenta
della Uitinltà. Inbtti se al esaminano le prove di quelli, che erano
Indolii ad ammellere questi imporianllssimi veri per la fonai irredslibile
dei fatti , si vedrA die di gran lunga so|Mavaniaoo quelle, die altri
pensatori addussero io forza di semplici astiuiioni. E nel vero, gli argomenti
addulli da un Geiiuvest , da un (ìalluppi , da un Uamiani a sostegno di
quosic utIIa, i|u.inl<i suiiu >u|)i'riuri a quelli addutU da un Cartesio e da
un Maletiiuiidie!
Tuiiu ijUL'slu b:ibll por libenirc questa FilosoDa dallo accuso prindpoli
the le Mino ^'tiiLe d.ite. Ailiix liO [>era]tro ella appaja circoadiila Ji tutto la
spicndure, die ic è reiiluiciilu cluiulo, cercherò ora brevemente di dimo-
strare, elle Ella È l' unica lera, e quella die può Bssaro le dottrine so-
pra immulnbili ruiidamenti. — luralli, Ippocrate.i-eguenda sempre le strada
dell' osservazione e dell' esperi un za diede vita alla scienza delta Medidna,
r arriccili di grandi lerità, e Ib' condusse a non ispirato avaniamento. A.
che giovarono le cri lìdio di coloro, cbecondanuaronuil metodo tenuto da
auesiu somma per dirigere te sue iavustigaaionii Glie gioiò ad Asclepiade
dispreizare queste duUrìne, e chiamarle le mcditoaiunt della morit t
Quale risultamenlo otteane in questi ultimi tempi l' opera che il celeinre
Hseori scrisse cootro questo severo osservalwe, intitolata adol supposto aenio
d' Ippocrate >? Lefaliche di tanti uomini, gli sfurzi dell' ini^eRiiu di cuobri
pensatori non furono capaci ad abbattere gl'insegnamenti di quel orando,
perchè appoggiati m i fatti, e tutti 1 savj Medici rìcoooscoiio od Vcvdifo
di Coo, uno ad più ledeli interpeiri ddla natura.—
Galileo , *em|n« condollo dalla guida sicura dei bili , esamina il molo
dui corpi in lutti gli aspeili possibili, ditcuopre un uumera grandbtinM
di a^nuioni, abbatte il sistema d'ArisloUle, e cenvalida quello di Co-
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pcmira Che resulUIn nllcnnero le critFrbe, le grandissime conlroreF-
sin, le per:<ecaii[ini , e i suppliij, die doiè sopporlarc per ater lu-
nifeslalc utili rerilà? nessun esito favorevole. Galilei) colla scorta deH'w-
servazionc e della espprienza, pol£ far Tronic agli errori, all'ignorania ed
alle false dollrioe dpi lroi|ji. e solo uolè far Irionrare una vcrild, che aret
contro nicule meno die l'opinione aci più celebri peusatori, eilooDaen-
limcnlo di lullo il genere umano.
Giisseiidi seguace degli insegnamenti di tìalielo , ci assistito dal oonsl-
gìj del medesimo, B|iplicù il mclodo sperimentale alte dollrinc Gsiclift «
murali, si abiluó con il medesimo ad un casligatissimo ragionare, eMb-
braie non foroiossc un sistema, perchè dalle ossertaiioni raccolte TCden
elle non potevano originarsi unitorsali prìnci[)] > arriccili queste sctenio
mcdcfiine di utili cognizioni ed aprì a molti pensatori quella Binda, che
dovca condurli al discuoprimcoto delle più grandi vcrìtA. Ora, qua! eOatto
ouennero le obiezioni gravissime, che gli furono DKisse contro da Car-
Icsiu ? Cile giovarono quelle ardile teorie stabilite unicameate « priori
le quali salitene rendessero soggello questo Filosofo della pubblica ain-
miriizione, lo alluntaparono dal salissimo pnwODimeoh), che avera Qt-
Mlo, di B<^liere tutte le verilì con giaDaitNiDR dubituioDB, di ribre le
ideate dai primi roodamealii e lo condussero al più ardito dogmatismo?
Quale utilità rìtraise Egli mal da TolBcre in di)]W«uo il metodo tenuto
da tialileo nel proporlo di aUMttraele dottrine, cbe Gassendi aveva sta-
bilite dietro la scorta del suo esempio e dei sani ammaestrtmeoU? U dot-
trine di queslo Mino rimaste in vita , e i principi ipotetici di Cartesio, cu*
me quello della materia Htnplice e delle monadi , sono cadaU dalla atima
e dalla venerazione degli uomini. —
l.okc, che si può considerare come il primo Filosofo, òhe applicane
col più gran rigore il metodo sperimcnlalo alle dottrine Tazionali, e che
culla fare dell' osservazione penetrasse nelle parli pili recoodile delta Me-
laliiica e discuoprisso le leggi positire dell' umano pensare, andò BOggellO
alle confulozioni di un Leibniz, il quale si diede ogni sollecitudine di porro
in discredilo i suoi inse<!namenti , di atterrare le sue dottrine, o di so-
Htiluire alle cognizioni ANlotle dal falli le ipotesi e le congetture della sua
fanlasia. Ma qual esito hanno aralo le sue fatiche? La dottrina lokiua
e snpriivii!isula alle sue cuiirulaziuni , ineijire i suoi principi, come queUo
dell' ormonia prtilabUila , sono stati abbandonali dai pensatori. —
l ullo questo dimostra evidcoteraente, che lesole conosce pzc,cheem8na no
legittima mento dai tti,ri posa no sopra slabili fonda menti, c che una i la strada
checuDduoe alla rettitudine dell'argomentare. Non è forse rimossa ogni du-
bUaxiune dall'animo dei FilosoB telali vimenle a questo gran vero f Si d<^
sidera forse altra prora por dara ad e»0 una pienissima dimosirazione l
I surrilérili esempi la soromiDisIrano evidenlissima , E nei lero, Ip-
pocrale, sebbene castigatiMimo ragionatore , non cadde forse in errori Y
Don ammcstn forse alcuni principj puramente ipolciici, come quello detta
itatura, o calore innaUi, Il quale governassi! le azioni dei corpi, e che
Enlendessc e provvedesse a tulio con lUMpizione , e lo malattie dcrivassoro
da proporzione fra i quattro da lui stimali elementi, sangue, pituila, bile
e atrabile ? E quale fu la cagione, che trasse loolano d.il lero il suo grand»
inlHIdto'! l'avere abbandimata l'infalliWle guida dei fatti iwr seguirei»
idee delle scuole dominami . e per abbandonarsi alle proprie astrMlonl.
Al cunlrariu coloro, che dispreizarono i suoi insegnamenti amcdntonQ
la Uediciaa di utili cognizioni. E ciò Iraaso unlcamonle la sua
dnU'arere osi abbandonate lo loro chimiche teorie e i^to i dattwnt .
della Datura.--
Galileo , qocslo fcnnde rilbniialore del mino umilio, Hdibene si no-
slrassc con una cuslania ìmparmiabile , IMclIsnim seguace della Pllosofla
spcrinx'nlale, noa cadde torse, sebbene rarissime volte, In errore p«r avere
abbaodonala la sicura strada dei felli T Ctrlesio, sddwiic 8e|[uisse oeir iii-
Testigazìoiie delie lose nalurali, il falso melndo dì argomeolare tt prwW.
non arricchì le scienze delle più grandi seoperlc? oon si rese Torse roe-
rilerote per esse della pubblica esUmaiioDcl Ma per qual meno pervenne
a qucslo rcsuliameDloT Per quello mcdesimOi che avava dispreualOi so-
eoendo, cioè, gl' ÌDS^namenti e l' esempio del sommo Msevlm. Cosi si può
aire, die il grande lolellellu di Carlùia s'impadronita del vero quando
seguiva il metodo di Galileo , e andati inoonlro ai taoi deUnmeali quando
cammipata a'rllruso dei preoelU del medesimo.
Loke, sebbene, come ba dello di sopra , ceitHse per meno di diti
di rinvenire i foDdamenli della jilosoQa raiionale, e discuoprisse, per ei^ii
le leggi posiiiie dell' umano inlelictlo , e arricclitsse quesla scienza ili ulili
ctigiiizioni , cadde molle volte in gravi errori per avere abbaridiinaln la stra-
da , nella quale lallu atea proponi meo Io di maa tenersi sempre riTino. Inibii Iz
fu condalta al discuopri mento di alilissime couoseeace, sebbene atexse in
grandissima predilezione il metodo di alimentare a priori; e perienne ■
questo resultalo abbundooamlo le staUliU teorie , e aqptaodu II metodo ,
che la nalura lia creato |Nr riniars a^i uratni IntettétU la maavigllB
delle sue operazioni.
Dopo tulle queste considerailoai si cooTliKai» i ableiralkl, the ani '
sola é la strada che cooduce a rettamente Blosobre siJle cose, the possano
esser subbteito dell'umane invesIÌEaiioai , la strada dell'osservazione e
dell' esperienza: cfao noD sono stallili, che quelle verìli, che emanano
dai fatli; cbe le sciente appoogiale a principi stabiliti a priori sì manten-
gono in vita Uno a che la divina Tace della ragione non hn disperse le
tenebre dc^li umani inlelletti: che gli applausi, che riscuotono, che il numero
dei seguaci, cbe annoverano sotto i loro vessilli lungi dal fornire argo-
mento della Imo validità, siccome opinano, pongono l'animo in graiidiS'
almo sospetto della loro fallacia; esseodocliè gli uomini , per la grandissima
avversione, che hanno per la fatica del pensiera, sono pili disposti ad ab-
bracciare gli errori , clie ad cDciUiaTe .prufoDde medilaiìoni per l' acquieto
delle verilà : si ricoodocano alla memoria , che la falsa dialcllira dei So-
fisti è stala più volte in guerra colla logica putente dei Filosoll , e che
sebbene quella per qualclie tempo sia rimasta vincitrice, ed abbia sollevali
a non meritata altezza intelletti superficiali , e fnlli cadere dalla debita iene-
razione i profondi pensatori, pur nondimeno quella lia olii'iiulu alla Une un
]iienissimotrìonro,na gettati nell'oblio, di cui erano nii'rilcioli, i nomi ili quei
l'alti Filosofi, che erano saliti in lauta celebrila, ed ba cuiidulti al tempio delia
Sloria i nomi dei grandissimi ingioi , che erano caduti in dimenticanza,
dò per savissimo iniendlmenlo ddla oatnra, la quale, licoome ba vo-
luto, che P errore mnqìa giovane , e li vcriU viva elernamenle, cori ha
ino jteritnro il nome di quelli , cbe cadono nel primo, ed hi dato una
vita immortale a coloro , che con lolle le Ibne aéff animo son perveonli
all'acquisto della seconda.
Si convincano eziandio i segnaci del metodo sperimentale, die sicura
ù la norma, die hanno scolta per dirigere le loro medilaiioni: rivestano
però il loro animo di quel nobile ardimento, che deve sempre possedere
dii cerca di scuoprini e di difendere la l'erili, aJBiicbè le criliche, le op-
posiiloni , cbe hanno sempre turbata la vita dei grandi ing^j ncm valgano
a rimooverìi dal Une nothniiQo, cbe si sono proposti di conseguile: ai dieno
ogni loUedUidlDe di esaminare I sofficUlsotlqiasti alle loro indiai odia do-
— 16 —
mti iolcrezza e eoHa piò grande severiUi: abMuio la piò scropolosa cu-
ra, cfae lutti i loro giudiij, Ulti i loro ngionnmeoti partatw sempre p<T
lattimi niiiiiionc dai fallì: rimembrino costa ntemen le, che prr l' ossvr-
Tazlone e l'csperìetizn l' turno i stalo capace di lalicare gli oceani, di scao-
prire nuovi mondi, di tnnatuaro l'occhio mortale alla contcmrilaziouc delle
Delleiic celesti, di dar leggi agli nslrì, ili pesare l'aniicrso: che per esso ba
accres''i[i['i in lai modo la sua forza iimtlalissima da rendersi suscettibile di
comandare al fulmine e di cangiare l'appello del globo: iti ultimo riten-
gano sempre per fermo nell'animo, che la Iona dei grandi inlellelli
diiien debolissima, o per dir me^io nulla, allorché seguono una strada
diicraa da quella de! fatti, e che la Bina delle deboli menti, che mao-
roDo il passo per questa si rende onuipotenle, perchè la Urna dei fatti d
Tisohe alla per Bno nella fon» della stessa Nalara.
E sebbene con onesti consirlj io abbia inteodimenlo di persuadere lutti
i FilowG, che l'indicala strada é la sola, che conduce a discuoprire 1
mirabili avrenimcnli dell' universo fisico e dell' uniterso morale, e che
essa qual nuora sole, può illuminare tutto il mondo, pure non posso ne-
gare di non avere prìncipalroeoie Dell'animo con i medesimi di eccilare
gì' Italiani a seguire una doltrina, che ha avuto il suo nascimento in que-
sta terra; che in questa terra pw opero del massimo Galileo [il cui nome
ripeterò Uno al tedio, per riporre nella venerazione di ognuno questo gran
Padre della sapienza) i pervenuta alla debita grandezza. La qual Pilosolia
10 reputo non solamente l'unica vera, ma, direi quasi, sacra, perchè con-
validata dallo Btenture, dalle penecuzioni e dal sanine di tanti Illustri
Italiani , che poMoan con giusto gktdiaio appellarli I martiri del senno
''"ST^idesli pertanto in noi l' amore de^i n(iK stn<y; diamoci ogni «A-
ledUidioe di Ihr risolvere quelle dottrine , che banno servito a riordinar»
11 lenuo delle Duioai; ceidiluiM di dare rita ad una Filoaaat , come di-
ce» RomuDOu, Italiana, Ulta Italiana, niente altro die lUliini; Mguia-
mo il nobile esempio di nn Genoimi , di un Costa , di on Gilda , di nn
GnIInppI e di un Jlamiani ; e diraostriomo agli stranieri , che ora d
guardano con dispreizo, e che diiamano questa terra sublime e infelice,
«Ila i|uale sono dchilori della loro civiltà , la ttrra dti morii, che noi
sortnamo ancora qualclie idea dell'antica grandezza, che il nostro cuore
pal[dlB del palpilo di un nobile org<^lio alla rimembranza delle prische
Tirili, e che scorre ancora D^e nostre rene qualcbe goccia dd sangue
de^'illnslri progenilorj.
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