GRICE E MARZOLO

 Un 'filosofo linguista' dell'Ottocento italiano: Paolo Marzolo (1811-1868) By Alice Orrù visibility 28 Views  description 1 Page  link 1 File ▾ 2018, MA Thesis  sell Philosophy of Language, Italian Linguistics  Show more keyboard_arrow_down Lo scopo del presente lavoro di tesi magistrale è riscoprire Paolo Marzolo, medico, filosofo e linguista padovano dimenticato a causa del giudizio liquidatorio di Ascoli e tuttavia figura collante tra la linguistica illuministica glottogonica del ‘700 e quella storico-comparativa ottocentesca sviluppatasi in Germania e affermatasi in Italia solo a metà secolo. Nella sua opera principale Monumenti storici rivelati dall’analisi della parola, incompiuta e parzialmente pubblicata in quattro tomi tra il 1847 e il 1866, Marzolo individua tre elementi originari (“primitivi ed eterni”), automatico/meccanico (riguardante la struttura degli organi articolatori), patetico/interiettivo (concernente la sensibilità e la percezione) e onomatopeico/imitativo (il più evoluto e comune solo agli umani). Quest’ultimo permette l’interazione comunicativa e il processo di significazione o “ideologico-fonetico”, cioè l’assegnazione di un significato (accidentale e frutto delle contingenze) a un suono mediante il ricordo di una sensazione, alla base del processo di “allusione” (associativo o di meta-ricordo). Influenzato dal contesto padovano dell’aristotelismo biologico, dalle teorie organiciste e monogeniste nonché dal clima positivistico ottocentesco, Marzolo mira a realizzare una “storia naturale linguistica” (origine, progresso e compimento) come storia dei progressi dell’umanità all’interno di un “musaico” costantemente in divenire, conferendo alla linguistica il carattere di “scienza naturale” da studiare ‘anatomicamente’.

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