GRICE E MUSATTI

 

CESARE L. MUSATTI  PADOVA    LA FUNZIONE. DEL SOGNO    E LA RICOSTRUZIONE DEL PROCESSO  DI FORMAZIONE DELLA SCENA ONIRICA    reg Ee,  i a    1. — Serivendo — cinque anni dopo la prima edizione  della Traumdeutung — l’opera sulla tecnica del motto di spi-  rito, Freud lamentava che, di tutta la dottrina del sogno, pochi  elementi soltanto erano stati afferrati e compresi. Nel pensiero  dei più la sua dottrina si riduceva al semplice concetto del sogno  come appagamento di desiderio (1).   Ancor oggi è questo l’elemento a cui, tanto nella critica  quanto in seno allo stesso movimento psicoanalitico, si dà mas-  simo rilievo.   Il motivo è facile a cogliersi: la tesi fondamentale da cui  Freud è partito — la significatività del sogno — rimane inde-  derminata fino a che non si precisi il carattere particolare, del  significato del sogno. La affermazione che alla base del sogno  sta sempre un desiderio (che nel sogno si esprime e si appaga)  rappresenta questa necessaria determinazione. Essa conferisce  alla dottrina freudiana — per l’apparente contraddizione con i  dati costituiti dai sogni angosciosi, ed in genere dai sogni a conte-  nuto penoso — quel carattere paradossale e nuovo, che si pre-  sta a colpire maggiormente l’immaginazione del pubblico, e che  quindi viene assunto come peculiare e caratteristico del pen-  siero di Freud. Non soltanto l’immaginazione è del resto col-  pita particolarmente da questo elemento della dottrina freu-  diana, ma la resistenza stessa: cosicchè è contro questo aspetto  della teoria che la critica a preferenza si rivolge.   A   (1) Gesammelte Schriften, vol. IX, p. 181. i    55    Tuttavia ;la stessa utilizzazione pratica della interpreta-  zione dei sogni, quale è attuata nella tecnica dei trattamenti  psicoanalitici, in quanto è tutta orientata verso la ricerca dei  fattori e delle tendenze colpite dalla rimozione, ed operative  nei sintomi e nel comportamento in genere del nevrotico, porta  a dare un rilievo massimo al desiderio che nel sogno si esprime.  Nella Traumdeutung, Freud elenca diverse specie di desiderî che  possono apparire nel sogno: desiderî recenti appartenenti al  preconscio, desiderî recenti divenuti inconsci per una rimo-  zione attualmente subìta, desiderî remoti (infantili) apparte-  nenti in modo stabile all’inconscio (1). Egli pone però in guar-  dia circa il diverso valore che per il sogno hanno questi desi-  derî. Solo i desiderî dell’inconscio — e di origine infantile  dunque — posseggono una imperiosità ed una energia sufficienti  a mettere in moto il meccanismo di produzione del sogno (2).  Solo questi desiderî propriamente possono essere considerati  come i veri fabbricatori del sogno. I desiderî delle altre  specie rientrano piuttosto in quel materiale generico del pre-  conscio, residuo dell’attività cosciente della veglia, che la scena  onirica utilizza per costruirsi: essi figurano quindi nel sogno  più per il loro carattere di resti diurni che per il loro carattere  di desiderî (3). L’affermazione che ogni sogno è provocato da  un desiderio che nel sogno si appaga, si precisa perciò nel senso  che un tale desiderio è sempre un desiderio rimosso, di origine  infantile: appunto uno di quegli elementi dell’inconscio che  la tecnica analitica, nelle sue finalità terapeutiche, cerca di enu-  cleare e di portare alla luce della coscienza.   Se la interpretazione dei sogni, esercitata per ‘gli scopi te-  rapeutici dell’analisi, ha come sua finalità principale quella di    (1) Ges. Schr., II, p. 471.  (2) Ges. Schr., II, pp. 472-473.  (3) Ges. Schr., II, pp. 474-475.    50    determinare il, o i desiderî inconsci, che cercano di appagarsi  nel sogno — per cui si può praticamente considerare esaurita  l’interpretazione quando quella finalità è raggiunta — dal punto  di vista della psicologia generale del sogno le cose si presentano  in un modo diverso.   Per essa il problema centrale non è quello del motore del  sogno (« qualè l’elemento che fornisce al processo costruttore  del sogno l’energia di cui esso ha bisogno? ») e neppure quello  del significato del sogno (« che cosa dice la scena del sogno? »),  ma piuttosto quello generale della funzione del sogno (« per-  chè si sogna ed a che cosa serve sognare? »).   Naturalmente i varî problemi sono fra loro connessi; ed il  grande valore che presenta per la psicologia del sogno la dot-  trina freudiana, sta soprattutto nella possibilità in essa conte-  nuta, di armonicamente ed unitariamente rispondere a tutti  questi diversi quesiti.   Tuttavia a sua volta questo carattere unitario della dot-  trina freudiana del sogno — per cui essa, oltre a portare con-  tributi del tutto nuovi, riesce anche ad utilizzare le frammen-  tarie osservazioni anteriormente effettuate sui caratteri della  vita onirica (e così ad esempio sul rapporto del contenuto del  sogno con gli stimoli sensoriali agenti sul dormiente e con le  impressioni organiche che in lui si sviluppano) — risulta in    modo esplicito solo quando si assuma come centro e base di  quella dottrina il problema della funzione del sogno (1).    (1) Nella Traumdeutung questo problema è svolto alla fine di tutta la espo-  sizione (cap. VII), e quasi come appendice all’opera. Ma ciò dipende dal fatto  che la Traumdeutung — questo capolavoro di Freud, questa miniera inesauribile  di osservazioni e di determinazioni, che non si è mai finito di studiare abba-  stanza — è da un punto di vista formale mal congegnata. Scritta in modo affret-  tato, come primo tentativo di una trattazione scientifica completa di quel pro-  blema del sogno che la psicologia anteriore aveva potuto considerare solo super-    ficialmente, essa porta, nella sua veste esteriore, le tracce di questo suo carat-  tere di prima trattazione.    57    2. — Come è noto, Freud risponde al problema della fun-  zione del sogno assumendo la vita onirica come un mezzo che  permette al dormiente di continuare a dormire: il sogno è il  custode del sonno; e il sognare è promosso dal desiderio (at-  tivo nel preconscio) di continuare a dormire, malgrado gli sti-  moli endogeni ed esogeni che tenderebbero a produrre quella  modificazione — nell’orientamento generale dell’apparato psi-  chico — in cui il risveglio consiste (1).   Così accanto alle tre categorie di desiderî esprimentisi nel  sogno, di cui sopra abbiamo detto, una quarta se ne rivela:  più importante in certo modo di tutte le altre, più importante  della stessa categoria di desiderî provenienti dall’inconscio, di  cui dicemmo che forniscono al processo del sogno la sua ener-  gia; in quanto il desiderio di dormire è una costante invariata  di ogni sogno. Questo è sempre un compromesso fra la volontà  di dormire ed i variabili fattori suscettibili di turbare il  sonno (2).   Solo partendo da questo presupposto è possibile compren-  dere sinteticamente tutte le forze che sono messe in azione du-  rante il sogno, ed è possibile rendere conto della formazione di  quei sogni in cui i desiderî remoti di origine infantile, pure in-    Freud — e ben lo si comprende — non si è mai sentito di rifare quest'opera.  Le numerose edizioni successive alla prima, recano continue aggiunte che hamno  fatto della Traumdeutung una specie di archivio permanente delle ricerche psi-  coanalitiche sul sogno; ma hanno lasciata inalterata la struttura primitiva dell’opera.  Le altre esposizioni della dottrina del sogno dovute a Freud (Ueber den Traum,  e la parte dedicata al sogno delle Vorlesungen) hanno carattere più divulgativo  che scientifico. E i saggi minori (alcuni dei quali pur teoreticamente importantis-  simi, come la Metapsychologische Ergiinzung zur Traumlehre) trattano problemi    particolari.  Si può perciò dire — anche se l’affermazione si presenta come parados-  sale — che Freud non ci ha mai dato un definitivo, completo ed organico trattato    di psicologia del sogno.  (1) Ges. Schr., III, p. 245.  (2) Ges. Schr., II, pp. 487-488.    58    tervenendo anch’essi nella produzione onirica — giacchè se-  condo Freud essi non possono mai mancare — non sono i di-  retti provocatori del sogno.   Tendenze attuali, propositi recenti, preoccupazioni attive  nella coscienza del soggetto, reazioni immediate a stimoli sen-  soriali e ad impressioni organiche, possono — in quanto mi-  nacciano di turbare il sonno e spingono al risveglio — provo-  care il sogno (1). Anche se è da ritenersi che questi elementi,  per imporsi alla coscienza sotto la forma del sogno, abbiano  bisogno di stringere una momentanea alleanza con desiderî in-  consci di origine remota: permettendo a questi ultimi di appa-  garsi e di esprimersi, attraverso la loro propria espressione (2),  ed attingendo insieme — dall’energia che è propria di quei de-  siderî — la forza di cui essi stessi hanno bisogno per giungere  ad esprimersi (3).   Si hanno allora quei sogni che Freud chiama sogni dal-  l’alto; per distinguerli dagli altri sogni (sogni dal basso) in  cui l’iniziativa per così dire parte dalle tendenze stesse stabili  dell’inconscio, ed in cui sono queste tendenze che stringono  l’alleanza con gli elementi varî del preconscio, rivestendosi di  questi, così da poter penetrare nella coscienza sotto la forma  concreta della scena onirica (4).   Il carattere stesso della censura onirica risulta chiarito in  funzione della volontà di dormire. La censura onirica non è  qualche cosa di specifico per il sogno; essa non è che la forma  assunta nel sonno (e nel sogno quindi) dalla rimozione vigile (5).  Ma ha senso distinguere la censura onirica dalla rimozione vi-    (1) Ges. Schr., V, pp. 522 e ss.  (2) Ges. Schr., II, p. 479.   (3) Ges. Schr., IL, pp. 477-478.  (4) Ges. Schr., III, pp. 307-308.  (5) Ges. Schr., III, pp. 242-243.    59    gile, perchè il modo di agire di questa istanza o forza, fonda-  mentalmente unica, è diverso nelle due situazioni: del sonno e  della veglia.   La censura onirica è meno esigente della rimozione vigile;  essa lascia passare ciò a cui la rimozione vigile preclude nor-  malmente ogni via di espressione (1). Questa attenuazione delle  forze rimoventi durante il sonno, questa diminuita vigilanza, è  dovuta al fatto che l’espressione onirica delle tendenze rimosse  è meno pericolosa delle manifestazioni vigili di quelle ten-  denze (2). Durante la veglia le tendenze agiscono sulla attività  motoria del soggetto e si esplicano come comportamento del  soggetto, nell’ambiente reale. Durante il sonno la via alla mo-  tilità è sbarrata; l’unica forma di azione è quella regressiva  verso la sensibilità: cioè quella della costruzione di una scena  allucinata, in un ambiente puramente mentale (3). In luogo  di un comportamento attivo, si ha la costruzione di una passeg-  gera scena: un semplice sogno.   Ma la attenuazione della rimozione, come censura onirica,  si effettua non soltanto in forza di questo motivo negativo (e  perchè dunque durante il sonno c’è meno bisogno del rigore  della rimozione), ma anche per un motivo positivo.   La tensione che si determina fra una rimozione accentuata  e le tendenze inconscie che vorrebbero farsi luce, verso la co-  scienza e verso l’azione, è sopportabile durante la veglia, quando  i processi dello psichismo cosciente sono in piena attività ed ef-  ficienza. Quella tensione diverrebbe insapportabile se conti-  nuasse a prodursi durante il sonno e impedirebbe il sonno    stesso (4).    (1) Ges. Schr., II, pp. 446-447.  (2) Ges. Schr., II, pp. 484-485.  (3) Ges. Schr., II, pp. 464-465.  (4) Ges. Schr., II, p. 496.    60    Consentire il rilassamento delle forze rimoventi, permet-  tere alle tendenze dell’inconscio (ed insieme alle altre ten-  denze, del preconscio, che si manifestano nel sogno) una forma  attenuata, larvata, mascherata, di espressione, è dunque una  necessità per la stessa produzione e prosecuzione dello stato di  sonno. E’ ancora la volontà di dormire che produce la trasfor-  mazione della rimozione vigile in censura onirica.   La funzione cui adempie il sogno, nel senso di una pro-  tezione del sonno, sembra talora contraddetta dai fatti: così nel  caso dei sogni d’incubo e dei sogni che comunque provocano  il risveglio. Si può tuttavia dire che questi sogni, se non rie-  scono ad assolvere questa funzione, costituiscono egualmente  un tentativo per custodire il sonno. Tentativo che fallisce: o  perchè le tendenze che agiscono sul dormiente si manifestano  in forma prepotente e non si accontentano della via di espres-  sione loro offerta dal sogno, ma irrompono direttamente nella  coscienza ed esigono quel comportamento attivo che soltanto un  ritorno allo stato di veglia rende possibile; o perchè la censura  sì sente improvvisamente sopraffatta e si richiede quell’accen-  tuazione della vigilanza da parte delle forze rimoventi che sol-  tanto il risveglio (accompagnato in tal caso — o provocato —  da una reazione di angoscia) può assicurare (1). Ci si sveglia  allora per non continuare a sognare; dopo che si era incomin-.  ciato a sognare per poter continuare a dormire.   In un certo senso nessun sogno assolve in pieno la fun-  zione di custodire il sonno, Il sogno infatti è un risultato di  compromesso fra la volontà di dormire e le tendenze che tur-  bano'il sonno, ed un compromesso si attua con un parziale sa-  crificio delle parti che vi intervengono (2).    Si può quindi accogliere l’opinione comune, per cui solo    (1) Ges. Schr., II, pp. 496-497.  (2) Ges. Schr., II, pp. 486-488.    61    il sonno senza sogni sarebbe un sonno completo, e per cui ogni  sogno implicherebbe una attenuazione dello stato di sonno; e  mettere in accordo questo punto di vista col principio del sogno  custode del sonno. Il sogno è un principio di risveglio; ma è  insieme un modo per non svegliarsi, o per tentar di non sve-  gliarsi completamente. E la funzione di custodire il sonno può  essere esplicata dall’attività onirica in misura diversa: in mi-  sura massima per quei sogni che al risveglio neppure più si  ricordano e che nemmeno sappiamo di aver sognati — soltanto.  questi sogni, secondo Freud, sarebbero sogni pienamente riu-  sciti (1) —; in minor misura per quei sogni che lasciano in noi  una traccia, per cui vengono al risveglio ricordati; in misura  minima, o nulla, per quei sogni che provocano direttamente il    risveglio.    3. — La importanza della volontà di dormire per la spie-  gazione della vita onirica, non risulta chiaramente fino a tanto  che di fronte ad un sogno noi ci impostiamo soltanto nel senso  di una ricerca del suo significato. L’analisi del sogno, condotta  con la tecnica analitica, può pertanto prescindere da questo  particolare fattore della produzione del sogno, che del resto ne-  cessariamente sfugge a quella analisi. I fattori del sogno sono  infatti rintracciabili mediante le associazioni, in quanto per-  mangono operativi nello psichismo del soggetto anche dopo fi-  nito il sogno e intervenuto il risveglio. Ma la volontà di dor-  mire che domina il preconscio durante il sonno (e il sogno),  si annulla invece al risveglio, ed è ormai inesistente al momento  dell’analisi. - | È   Della volontà di dormire, come fattore del sogno, è invece  necessario tener conto quando dall’analisi si passi alla sintesi  del sogno, quando cioè — dopo avere con le due tecniche, delle    (1) Ges. Schr., III, p. 173.    62    associazioni e dell’interpretazione simbolica, rintracciate le  tendenze che agiscono nel sogno e vi si traducono — si cerchi  di ricostruire il processo stesso di formazione del sogno.   Freud trattò il problema del rapporto dell’analisi e della  sintesi, del sogno, nella Traumdeutung (1); ma non diede in  quell’opera esempi di una tale ricostruzione sintetica. Nelle sue  opere successive troviamo un solo sogno — il primo dei due so-  eni del Bruchstiick einer Hysterienanalyse (2) — sinteticamente  ricostruito.   Freud allega diversi motivi a giustificazione di ciò. La  analisi di un sogno può essere parziale; la sintesi a rigore non  si può effettuare che utilizzando tuiti gli elementi operativi nel  sogno, e quindi in base ad un’analisi completa (3). Ma l’espo-  sizione di un’analisi completa scopre troppi elementi della per-  sonalità del soggetto, ed il soggetto risulta facilmente identifica-  bile. E sia che si tratti di un sogno proprio, sia che si tratti di  sogni di pazienti sottoposti a trattamento, è una cosa grave il  sacrificare il riserbo di cui ognuno ha diritto di circondare la  parte più intima della propria personalità (4).   Inoltre con la pratica acquisita nell’analisi, i sogni — o  per lo meno molti sogni — possono essere interpretati con una  sicurezza assoluta. La ricostruzione del sogno contiene invece  sempre necessariamente elementi ipotetici. Freud, pur avendo  proceduto, per la maggior parte dei sogni analizzati, ad una  tale ricostruzione — senza di che egli non avrebbe potuto de-  terminare molti degli aspetti della vita onirica — è sempre stato  restio ad esporre questi tentativi e ad assumerne la responsabi-  lità. Altro è infatti tracciare astrattamente lo schema di costru-    - (1) Ges. Sch., II, pp. 309 e ss.   {2) Ges. Schr., VIII, pp. 3-126; cfr. in particolare pp. 91-95.  (3) Ges. Schr., II, p. 309.   (4) Ges. Schr., II, pp. 309-310.    63    zione del sogno, in base ai dati di sogni molteplici minutamente  analizzati, altro è, di fronte ad un sogno isolato, ripercorrere  passo a passo, e concretamente, il lavoro già compiuto dalla ela-  borazione onirica.   Del resto ciò che abbiamo detto per la relazione esistenie  fra il problema del significato e quello della funzione del so-  gno, può essere ripetuto per l’analisi e la sintesi del sogno. La  interpretazione dei sogni, condotta in vista degli scopi della te-  rapia analitica, può fare a meno della sintesi. La psicologia del  sogno non può invece accontentarsi dell’analisi; essa deve mi-  rare alla effettiva ricostruzione del processo del sogno.   Non soltanto la funzione del sogno, ma anche altri carat-  teri della vita onirica, rischiano infatti di rimanere nell'ombra  quando manchi questo lavoro di ricostruzione.   Partendo da un elemento del sogno, si può — quando si  effettui l’analisi — risalire ad un suo significato latente. Ma in  via generale i significati latenti che si esprimono in un elemento  della scena onirica, sono molteplici: questo elemento è sopra-  determinato; quei molteplici fattori latenti si sono condensati  in un solo elemento che unitariamente li rappresenta nel sogno  manifesto.   Per l’analisi, il processo della condensazione si rivela sol-  tanto sotto questa forma, della sopradeterminazione del conte-  nuto manifesto del sogno. Quel processo sembra in tal modo as-  solvere soprattutto una funzione economica : invece di più sogni,  o invece di un sogno ricco di elementi figurativi, un sogno sol-  tanto ed un sogno breve (1). La condensazione inoltre sembra  effettuarsi per accontentare le esigenze della censura: essa rende  incomprendibile il sogno, al modo stesso dello spostamento d’ac-  cento e della trascrizione simbolica. Appunto perciò Freud enu-  merò questi tre processi come costitutivi della elaborazione pri-    (1) Ges. Schr., Il, pp. 320-321.    64    maria del pensiero del sogno, di quella elaborazione primaria  senza la quale il sogno non può sorpassare l’ostacolo della  censura.   Ma quando si cerchi di effettuare la ricostruzione sintetica  del lavoro di formazione del sogno, la condensazione si rivela  un processo molto più essenziale per l’attività onirica. La tra-  scrizione simbolica e lo spostamento d’accento possono essere  utilizzati nella costruzione del sogno in misura maggiore o mi-  nore; ma in taluni sogni quei processi sono del tutto assenti.  La condensazione c’è sempre. Pare che i fattori che si espri-  mono nel sogno possano farlo solo in quanto si stabilisca fra  loro una molteplicità di rapporti intrecciati: tali da dar ori-  gine a determinati punti di confluenza, in cui si produca una  sorta di saturazione della carica emotiva proveniente dagli ele-  menti originarî ed una accumulazione di energia (1).   Nell’analisi si può prescindere da questi fenomeni di ri-  partizione energetica; per la sintesi quei fenomeni debbono  essere ricostruiti, o per lo meno deve essere ricostruita la strut-  tura generale dei legami attraverso i quali quei fenomeni di  ripartizione e di concentrazione energetica si svolgono.   Il processo della condensazione, considerato dunque non  semplicemente per la sopradeterminazione (che della condensa-  zione è una conseguenza), ma inteso nel senso di una elabora-  zione preparatoria del materiale del sogno — per cui quel  materiale si rende per così dire maturo, per tradursi nella scena  onirica — diventa di essenziale importanza per capire la for-  mazione del sogno.   La maturazione della scena onirica è qualche cosa che si  produce in un periodo anteriore al sogno e che può durare pa-  recchio tempo: tutta la notte o anche di più, giacchè il sogno    (1) Ges. Schr., II p. 511.    65    può cominciare a prepararsi anche durante il giorno (1). La  sintesi del sogno deve ricostruire le singole fasi di quel pro-  cesso di preparazione. Preparazione che si compie mediante un  meccanismo che è d’importanza fondamentale: il meccanismo  della traslazione.   La carica emotiva originariamente legata ad un dato ele-  mento si trasferisce sopra nuovi oggetti, collegati a quel primo  da relazioni che possono essere di intrinseca corrispondenza e  analogia, come di superficialissima somiglianza: i nuovi oggetti  divengono, per effetto di una tale traslazione, degli equivalenti  emotivi di quel primo elemento (2).   E° così che la rete delle connessioni che si stabiliscono fra  i varî elementi del preconscio, e fra questi ed i complessi sta-  bili dell’inconscio, diventa il veicolo lungo il quale si effettuano  questi trasferimenti di energia; ed è pure così che i punti di  confluenza, in quella rete di connessioni, divengono punti di  massima saturazione della carica emotiva.   Ma con la traslazione altri processi si effettuano: quegli og-  getti od elementi che divengono, in forza della traslazione, de-  gli equivalenti emotivi di un primitivo elemento inconscio, atti-  rano su se stessi, oltre alla carica emotiva, anche la forza nega-  tiva (la rimozione) che colpisce quell’elemento: in conseguenza  della stessa traslazione, essi sono — come dice Freud (3) — atti-  rati nell’inconscio. Non possono quindi divenire coscienti sem-  plicemente;. solo l’attenuazione delle forze :rimoventi, quale  si opera durante il sonno, darà loro la possibilità di penetrare,  sotto la forma di sogno, nella coscienza, come allusioni agli ele-  menti che essi rappresentano.   Abbiamo veduto, più su, che si possono distinguere sogni    (1) Ges. Schr., II, p. 493.  (2) Ges. Schr., II, p. 479.  (3) Ges. Schr., II, p. 511.    60    costruiti prevalentemente dall’alto e sogni costruiti prevalente-  mente dal basso. Tutti i sogni però partecipano un poco ai ca-  ratteri di entrambe queste categorie. Cioè vi sono sempre ele-  menti tendenziali appartenenti al preconscio che si legano alle  tendenze inconscie ed elementi dell’inconscio che trovano nel  preconscio un materiale su cui irasferire la loro carica emo-  tiva (1).   Ma sussistono anche, nel preconscio, elementi per così dire  inerti, privi cioè di una loro propria carica emotiva originaria :  in gran parte il sogno è costruito con questi elementi, che ap-  punto perchè in se stessi emotivamente indifferenti, sfuggono  alla censura.   Non si suole in genere, e non sempre si può, distinguere  nettamente questi elementi, da quelli per così dire attivi del  preconscio. Quando si parla di resti diurni è piuttosto a quei  primi che ci si riferisce; tuttavia per estensione si possono dire  resti diurni anche le preoccupazioni, i timori, le speranze, i de-  siderî, formatisi transitoriamente durante la veglia, ma non li-  quidati e quindi tutt’ora attivi durante il sonno, e che nel so-  gno si esprimono insieme ai desiderî, stabili e rimossi, dell’in-  conscio.   La distinzione è però importante dal punto di vista della  ricostruzione del processo di formazione del sogno, perchè è  diverso il contributo recato da queste due specie di elementi a  quel processo.   I fattori del preconscio che hanno un proprio valore emo-  tivo originario, entrano nel sogno appunto per questo loro va-  lore: essi non possono da soli provocare il sogno senza l’aiuto  di quell’energia che è loro fornita dai fattori dell’inconscio, ma  possono tuttavia riattivare le tendenze rimosse, acquistare in tal  modo quell’energia e cercare un appagamento nel sogno. La    (1) Ges. Schr., III p. 307. -    67    loro azione è particolarmente evidente nei sogni costruiti dal-  l’alto. Essi costituiscono, almeno in parte, il pensiero latente di  quei sogni.   Le tracce delle impressioni banali del giorno, dei discorsi  indifferenti uditi, delle persone vedute per caso, dei ricordi  rianimati per combinazione, ed in genere di quanto nella vita  comunemente ci accade e che sembra dover rimanere del tutto  inefficiente su di noi, costituiscono l’insieme dei resti diurni in  senso ristretto. Tutto questo materiale recente, indifferente e  tutt’ora disinnestato dalle trame più solide dei legami associa-  tivi permanenti costituitisi fra gli elementi meno recenti del  nostro preconscio, entra a sua volta nel sogno proprio per que-  sti suoi caratteri di materiale recente, indifferente ed amorfo.  E’ esso infatti che maggiormente si presta ad essere utilizzato  per la formazione di quelle nuove connessioni, lungo le quali  si può compiere la traslazione affettiva, e a divenire perciò rap-  presentativo degli elementi tendenziali a forte carica emotiva  che costituiscono l’inconscio (1). La sua compartecipazione  nella costruzione del sogno — benchè ci sia in tutti i sogni —  è particolarmente evidente nei sogni costruiti dal basso. Esso  fornisce i dati del contenuto manifesto del sogno e gli elementi  di collegamento fra questo contenuto manifesto ed il pensiero    latente.    4. — Chiarita l’importanza della ricostruzione sintetica del  processo di formazione del sogno, ed accennato alle esigenze  principali cui quella ricostruzione deve rispondere, vogliamo  ora esporre concretamente un tentativo di sintesi di fronte ad    un sogno particolare.  E° un sogno che si presta assai bene ad un tentativo di que-    sto genere. Esso si presenta come provocato da una impressione    (1) Ges. Schr., II, p. 480.    68    organica, da un dolore fisico, che finisce col determinare il  risveglio. Si può perciò mettere bene in luce il tentativo di pro-  teggere la coscienza dalla consapevolezza del dolore, e quindi  di risparmiare il risveglio, che viene effettuato da questo sogno.   Ma l’analisi scopre operativi molti altri fattori, oltre al  dolore attuale. Essa fu condotta in due tempi. In un primo  tempo come autoanalisi: il soggetto — un paziente da poco  uscito da un trattamento, per disturbi di origine nevrotica re-  lativamente lievi — si è sottoposto da solo alle associazioni e  ne ha tratto con abilità legittime conclusioni. Egli, come nel  corso della terapia era riuscito in breve tempo a superare le  sue resistenze, o per lo meno molte delle sue resistenze, così in  questo tentativo di autoanalisi dà prova di essere libero da re-  sistenze per molti fattori che sono in lui attivi. L’autoanalisi non  è — e non poteva essere — tuttavia completa.   Sulla base delle associazioni già fatte dal paziente, e di al-  cuni dati già emersi nel precedente trattamento, la abbiamo in-  tegrata: sopra tutto per quanto si riferisce agli attacchi o col-  legamenti del sogno con i complessi di formazione remota, ed  ai riferimenti con alcune situazioni attuali, della vita del sog-  getto, sulle quali agisce fortemente la rimozione. ì   Così l’autoanalisi chiarisce prevalentemente gli elementi  del preconscio promotori del sogno, il completamento succes-  sivo dell’analisi, i fattori inconsci del sogno.   Ma si possono stabilire anche cronologicamente le succes-  sive fasi per le quali questi elementi, del preconscio e dell’in-  conscio — intrecciati numerosi legami associativi —, sono venuti  preparando il sogno. Queste vie associative d’altronde stringono  gli elementi del contenuto latente del sogno in una rete così  fitta, che l’accumulazione di energia, effettuata a mezzo della  traslazione, sopra alcuni elementi determinati, è particolarmente  chiara. Così è chiara l’enorme condensazione compiutasi sul ma-    69    teriale del sogno: che nella scena manifesta è poverissimo, nel  suo contenuto latente estremamente ricco e complesso.   Ecco il sogno, così come il soggetto lo racconta:   « Sogno. Mi pare di essere in Somalia; una Somalia però  che non è un paesaggio vero e proprio, ma ciò che si vede sulle  carte geografiche. C’è una questione da risolvere, relativa a sali:  si tratta del blocco economico, delle sanzioni e della proibizione  di importare fra l’altro questi sali. Ma io penso nel sogno che  la Somalia produce essa stessa sali e quindi non dovrebbe aver  bisogno di importazioni. Per questo la questione apparisce irri-  solvibile, e per quanto io faccia non riesco a venirne a capo.  Una questione ingarbugliata, ingarbugliata, e che ad un dato  momento mi pare...... come localizzata nel mio ginocchio si-  nistro. Non riesco a liberarmene; e mi sveglio con un forte do-  lore al ginocchio sinistro. E” una ripresa di un attacco di artrite  acuta che ho già avuto un anno fa ».   » Appena svegliato, il soggetto domanda a sua moglie se c’è  in casa del Chinofene, un preparato che gli era stato ordinato  l’anno prima. Sì; ne è rimasto in casa un tubetto quasi pieno.  Col dolore è venuto addosso al soggetto anche un gran freddo  ed egli va in cerca di una coperta supplementare da aggiungere  sul letto. Si fascia inoltre il ginocchio con una sciarpa di lana.  Intanto il dolore è forte ed egli stenta a riaddormentarsi. Pensa  al sogno ed al rapporto del sogno col dolore che lo ha risvegliato.  Vuol fare delle associazioni; e via via che le fa il significato del    sogno gli si fa chiaro.    _ 5. — Ecco all’incirca come più tardi, dopo avermi raccon-   tato il sogno, il soggetto riferisce l’esito di questa autoanalisi :   « Mi viene in mente che ho già visto del Chinofene du-  CI i rante il giorno. Sono andato a colazione dai miei genitori  « (erano diversi anni che non pranzavo io solo con i miei: esat-  « tamente dal giorno precedente al mio matrimonio); e vidi così    70    A    mio padre prendere, prima del pasto, una pastiglia tolta da  un tubetto che riconobbi subito come un tubetto di Chino-  « fene. Lo prende contro i dolori reumatici a cui va soggetto  « in questi giorni. Abbiamo parlato dei fastidî allo stomaco che  « può dare il Chinofene. Se io prendo del Chinofene alla sera,  « mi accade di svegliarmi improvvisamente nella notte con un  « violento senso di vomito, oppressione al torace e sudor freddo;  « debbo starmene per un certo tempo immobile perchè queste  « impressioni penose passino ed io possa riprendere sonno.   « Mia madre osservò che il tubetto era finito e che era  « meglio papà sospendesse la cura: dati i suoi disturbi nefri-  « tici questi sali. potevano fargli male. Mi fece impressione che  « mia madre dicesse proprio questi sali. Non ricordavo neanche  « approssimativamente la formula del Chinofene e pensai al    « momento: si vede che si tratta di un preparato a base di  « sali.    &    « I sali del sogno sono dunque questo Chinofene. 1   « Poi mi viene in mente lo specialista che consultai l’anno  « scorso per questa artrite. Come si chiama? Non riesco a ri-  « cordarne il nome. Ah si! Delitala. Mi ordinò lui il Chine-  « fene e mi disse anche di tener coperto il ginocchio e di stare  « al caldo: se il dolore mi fosse tornato avrei potuto fare la  « cura dei fanghi ad Abano.   « Delitala? Ma questo nome ha rapporto col sogno. Sopra  « una carta dell’Africa che guardo qualche volta in questi  « giorni, ci sono i segni convenzionali per indicare i confini  « dei possedimenti dei varî Stati europei, e fra le diciture c’è  « anche: possedimenti coloniali dell’Italia.   « Dunque il sogno si riferisce al medico che ho consultato  « per questo male al ginocchio, alla medicina che quel medico  « mi ha prescritta, ed anche... al clima caldo che rientrava  « pure in certo modo fra le prescrizioni.   « Ma ho l’impressione che ci sia ancora qualche cosa. Mi    71    « viene in mente l’Ogaden, la regione dove operano le truppe  « della Somalia. No, non è l’Ogaden... Ma, come diavolo si  « dice ginocchio in greco? Lo dovrei sapere. Dapprima non  « ricordo; poi sì: gony. Ora mi viene in mente il nome che va  «bene al posto di Ogaden... Gonnarrei. E° una località ap-  « punto dell’Ogaden (1).   « L’ultima volta che ho guardato la carta dell’Africa era  « proprio in occasione di qualche azione militare che si rife-  « riva, mi pare, a questa località. La questione ingarbugliata  « del sogno che si connetteva a queste regioni, e che alla fine  «mi apparisce localizzata al ginocchio... è senz’altro il mio  « dolore da cui vorrei e non posso liberarmi, e che è appunto un  « dolore al ginocchio. La carta della Somalia osservata per ve-  « dere dove si trova Gonnarrei, serve dunque (nella prima  « parte del sogno, quando non ero ancora del tutto consapevole  « del dolore), ad indicare la localizzazione del dolore.   « Però... non sono ancora persuaso. Ho l’impressione che  «ci sia dell’altro. Gonnarrei ha riferimenti con termini della  « sfera sessuale (2). In greco c’è anche gonos, seme. Ed anche  « Ogaden si connette forse in modo analogo a qualche cosa di  « sessuale... Ah si! Ogaden anagrammato dà gonade: ho letto  «in questi giorni in un libro scientifico, che tratta di argo-  « menti sessuali, questa parola. Simile a Gonnarrei è gonorrea,  « che significa blenorragia. No; non ho mai avuto malattie ve-    (1) Gonnarrei non esiste. Si tratta di una contaminazione, o condensazione,  fra Dagnarrei e Gorrahei, che sono entrambe località di cui hanno parlato i gior-  * nali al tempo in cui il sogno fu sognato.   (2) A titolo di pura curiosità notiamo che i glottologi, hanno supposto una  effettiva parentela fra g6ny, ginocchio, e i termini greci a radice gon di significato  sessuale, e si sono anche sforzati a costruire delle ipotesi che giustifichino una tale  parentela. Se il soggetto avesse potuto comunque avere notizia di una tale que-  stione, ciò avrebbe potuto costituire la strada per quegli avvicinamenti che si sono  verificati nel pensiero del sogno e nelle associazioni. Ma questo non si può nè  del tutto escludere, nè affermare. La somiglianza fonetica può del resto giustificare    da sola quegli avvicinamenti.    72    « neree. Quando ero ragazzo un oculista credette di trovarmi  « una irite. Mi ricordo che disse allora che l’irite — salvo rari  « casi in cui è provocata da reumatismi acuti — è di origine  « sifilitica. Mi fecero un sacco di esami, ma risultarono nega-  « tivi e si constatò poi che neppure c’era l’irite. Ebbi nei giorni  « scorsi occasione di raccontare tutta questa storia ad una per-  « sona.   « Anche a proposito dei dolori reumatici, per i quali mio  « padre prende il Chinofene, ho avuto nei giorni scorsi preoc-  « cupazioni e pensieri neri: mi era venuto in mente che si po-  « tesse trattare di una malattia di tutt’altro genere ed assai  « grave. Ma anche per il dolore al ginocchio mi accadde l’anno  « scorso qualche cosa di simile: un medico disse che avevo un  « principio di sinovite; ed aggiunse che la sinovite, salvo i casi  «in cui è di origine traumatica, è di natura tubercolare. Mi  preoccupai parecchio allora, e pensai se mi era accaduto di    A    « prendere una botta al ginocchio senza averci fatto caso. Ma  «non era probabile. A meno che... Ero in villeggiatura ed  « avevo un letto separato da quello di mia moglie. Poteva darsi  « che passando da un letto all’altro, mi fossi preso una botta  « al ginocchio. Dominato dalla paura di questa supposta sino-  « vite, mi ero rifugiato tenacemente in questa speranza.   « Allora il rapporto del significato latente del sogno con  «i vocaboli greci di significato sessuale, si può spiegare. Si è  « rinnovata, sotto la ripresa del dolore, la preoccupazione del-  « l’anno precedente: quella preoccupazione che risulta ana-  « loga alla remota preoccupazione relativa all’irite ed alla re-  « cente preoccupazione per mio padre. E come un anno fa, ho  « cercato di rendere responsabile del mio male un’attività ses-  « suale. Devo d’altronde riconoscere che ho questa notte ‘motivi  « fondati per istituire un parallelismo di questo genere con  « l’anno passato.   « Ma che cosa hanno a che fare col mio dolore al ginoc-    73    « chio le sanzioni economiche contro l’Italia e la interruzione  « delle importazioni? Ora mi viene in mente che giorni fa, an-  « dando a comperare un tubetto di aspirina in una farmacia,  « dissi al farmacista: approfittiamo fino a che i prodotti farma-  « ceutici dall’estero arrivano. Pensavo che durante la guerra  « mondiale l’Italia era rimasta priva di aspirina Bayer. Ma il  « farmacista mi rispose: No, no; anche se i brevetti sono stra-  « nieri, questi preparati sono ora fabbricati in Italia e non c’è  « quindi pericolo che vengano a mancare.   c E’ dunque il ragionamento del farmacista che ho ripreso  « nel sogno. Non c’è bisogno di importazioni perchè questi  « preparati sono di produzione nazionale. In sogno ho appli-  « cato questo ragionamento al Chinofene.   « Ma se si tien conto della domanda rivolta a mia moglie  «appena svegliato, si può intendere il ragionamento fatto nel  « sogno anche in altro modo: ci deve essere del Chinofene in  « casa, posso prenderlo senza indugio, senza cioè doverlo ac-  « quistare.   « Il sogno apparisce dunque promosso dal dolore al ginoc-  « chio. Esso esprime una serie di pensieri provocati da quel do-  « lore: allude cioè a tutte le misure da prendere contro quel  « dolore e ad una spiegazione sulla sua origine capace di  « acquietare certe mie particolari preoccupazioni. Esso rivela  « dunque una speciale sollecitudine nei riguardi della mia sa-  « lute, e si riallaccia al mio abituale comportamento ipocon-  « driaco ».    6. — La interpretazione data dal soggetto è fondamental-  mente esatta. Ma essa può essere completata. Cerchiamo intanto  di mettere un certo ordine nei dati di cui già disponiamo.   Alla base, e come elemento promotore del sogno, sta il do-  lore all’articolazione del ginocchio. Questo dolore finisce collo  svegliare il soggetto: esso lo fa quando si accentua e si precisa,    14    venendo da prima individuato come qualche cosa di vago, lo-  calizzato nel ginocchio, e poi sentito senz’altro come dolore.  Ma nella prima fase si presenta nel sogno come un elemento  fastidioso e tormentoso sì, e di cui il soggetto vorrebbe e non  può liberarsi, ma che tuttavia non è sentito come un dolore fi-  sico: « una questione irrisolvibile »......... < una questione in-  garbugliata, ingarbugliata ». Così trasformato, mascherato e  reso indeterminato, esso può penetrare nella coscienza senza  provocare il risveglio.   Il modo in cui la trasformazione si attua corrisponde a  quel fenomeno osservato particolarmente da Silberer e da lui  detto fenomeno funzionale. Consiste un tale fenomeno nel fatto  che un dato oggetto — nel caso nostro il dolore al ginocchio —  non figura come tale nel sogno, ma è sostituito dallo stato sog-  gettivo e dalle reazioni psichiche o funzionali, da esso oggetto  provocate: nel caso nostro dallo sforzo per liberarsi (dal do-  lore) e dal senso di non potersene invece liberare (1).   Il dolore, anche se all’inizio non è come tale avvertito  dalla coscienza, provoca tuttavia un insieme di pensieri che tras-  pariscono nel sogno, ma di cui il soggetto non sa nulla, fino a  che più tardi, in base alle associazioni, non li ricostruisce.   Quel dolore richiama il pensiero dei rimedî che il soggetto  ha già sperimentato: il preparato da prendersi per bocca e la  protezione dal freddo; insieme è rimasto il ricordo dello spe-  cialista che è stato consultato e che ha consigliato questi rimedî.  Con tali pensieri si produce pure il desiderio di poter ricorrere  al più presto ai rimedî stessi, e — per quanto si riferisce al  Chinofene — l’incerto ricordo che ve ne deve essere in casa  di rimasto dall’anno scorso e che quindi non occorre acqui-    (1) H. SicsereR: Bericht iber eine Methode, gewisse symbolische Halluzi-  nationserscheinungen hervorzurufen und zu beobachten, in Jahrbuch f. psychoanalyt.    und psychopathol. Forschungen, Bd. I, 1909; cfr. anche Freup: Ges. Schr., III,  pp. 146-149. i    15    starlo. L'intenzione di coprirsi di più e di fasciare il ginocchio  (alla quale da sveglio il soggetto darà esecuzione) è a sua volta  rinforzata da una nuova impressione organica: un senso di  freddo, probabilmente provocato dal dolore stesso.   Tali desiderî ed intenzioni (che possiamo localizzare nel  preconscio) spingerebbero anch’essi il soggetto al risveglio: ma  il soggetto difende il suo sonno più che può.   Questi elementi — rinforzati, come vedremo, da altri che  li pongono in relazione con determinate oscure tendenze pro-  venienti dall’inconscio — trovano nel complesso dei resti diurni  indifferenti, tutto un materiale rappresentativo di cui per così  dire si possono rivestire, e che permette la costruzione di una  scena mediante la quale si alluda ad un loro appagamento: il  clima equatoriale della Somalia, la presenza in Somalia — si  tratta in realtà dell’Eritrea — di qualche cosa (sali) che può  (in base alla identificazione Chinofene-sali, che il soggetto ha  sentito fare durante il giorno) stare al posto del preparato de-  siderato, e che non occorre importare (così come il farmacista  ha detto che non occorre importare dall’estero un analogo pre-  parato farmaceutico) e che anzi forse non occorre neppure com-  perare. Attraverso il nome dello specialista, che suona all’incirca  come una frase letta sulla carta geografica dell’Africa, l’orien-  tamento di quei pensieri verso questo complesso di rappresen-  tazioni, viene rafforzato e sopradeterminato.   Ma oltre ai pensieri relativi ai rimedî, ne sono sorti degli  altri. Come il soggetto stesso dice, « si è rinnovata, sotto la ri-  presa del dolore, la preoccupazione dell’anno precedente », la  preoccupazione cioè circa l’origine (e la gravità quindi) del  male. L’anno scorso questa preoccupazione aveva determinato  il desiderio che si trattasse di una botta, presa in occasione di  un’attività sessuale. Ora nel sonno la stessa preoccupazione  prende, in forma semplicistica ed illogica, la stessa strada; ed    76    utilizza per questo la consapevolezza, che il soggetto ha, di avere  avuto anche quella notte rapporti sessuali.   Nella scena del sogno — che è estremamente povera di ele-  menti — tutto questo non è chiaramente visibile; ma noi pos-  siamo intanto supporre che anche questi elementi abbiano fatto  parte del contenuto latente del sogno, per il fatto che nelle as-  sociazioni, attraverso le parole Ogaden e Gonnarrei, si presenta  una via di comunicazione e di contatto fra il contenuto mani-  festo del sogno e gli elementi stessi.   Il soggetto nelle associazioni collega questa preoccupazione  per la sinovite al ricordo della situazione remota irite ed a preoc-  cupazioni recenti per la salute del padre. Egli parla di tutte que-  ste situazioni come di « situazioni simili ».   In realtà una vera somiglianza fra la situazione sinovite e  la situazione irite non c’è. Nel primo caso il soggetto cerca e  desidera una spiegazione in certo modo sessuale del suo male;  nell’altro caso egli doveva temere e deprecare la « spiegazione  sessuale ». Di questa diversità il soggetto non fa cenno nelle  associazioni. Ma forse è possibile darne una spiegazione: ben-  chè il soggetto, nel caso della supposta sinovite, abbia coscien-  temente desiderata la origine diremo così sessuale, del suo male  al ginocchio, una spiegazione di questo genere può non essere  stata priva di certe risonanze emotive negative in lui.   Il pensiero di malattie, o comunque di minorazioni e di  mali fisici, quali conseguenze — e quali punizioni — per atti-  vità comunque sessuali, è un pensiero generale per l’infanzia  (complesso di evirazione): uno di quei pensieri che, rimossi  nel periodo prepuberale, costituiscono i nuclei fondamentali  delle tendenze inconscie dell’adulto.   La spiegazione sessuale del male al ginocchio, mentre ap-  parisce coscientemente una spiegazione piacevole (in cui è pos-   - sibile rifugiarsi), corrisponde — e riattiva — una oscura paura    E:    ed un oscuro senso di colpa di origine infantile: e il male al  ginocchio è sentito come punizione per l’attività sessuale.   Così la somiglianza, o corrispondenza, di questo male con  la îrite, risulta effettiva (1). Ed è legittimo ammettere che l’ele-  mento sanzioni, che figura nel sogno, non sia estraneo a questa  idea di una punizione.   Il soggetto collega pure le situazioni personali sinovite ed  îrite con preoccupazioni avute recentemente per la salute del  padre. La situazione che sta alla base del sogno si collega an-  che, attraverso il Chinofene e l’episodio della pastiglia presa du-  rante il giorno dal padre, con queste preoccupazioni. Quando  si tenga conto dei rapporti che per la coscienza infantile sussi-  stono fra il senso di colpa, rispetto alla sfera della sessualità, ed  i comportamenti affettivi nei riguardi del proprio padre, e del  fatto che quel senso di colpa è vissuto in certo modo di fronte  al padre e congiunto a sentimenti a lui ostili (complesso edi-  pico), queste connessioni appariscono come particolarmente si-  gnificative.   Alla preoccupazione coscientemente vissuta per la salute  del padre va cioè congiunta — nell’inconscio del soggetto — una  tendenza ostile, residuo di questa intricata situazione infantile.  E la riattivazione di un senso di colpa per la sessualità porta  con sè una riattivazione anche di questa tendenza ostile: ma-  scherata dunque, o compensata, da una cosciente affettuosa  preoccupazione.   Tutto ciò può fare l’impressione di una ricostruzione ipo-  tetica di carattere fantastico: pare infatti che nulla vi sia nel  sogno, ed assai poco nelle associazioni, che permetta di legitti-    (1) Oltre all’origine spesso luetica, vi è un altro elemento che conferisce un  «carattere sessuale alla situazione irite, giacchè l’occhio è un simbolo fallico, e la  minaccia della cecità corrisponde quindi alla minaccia di evirazione. Come è noto  nel mito di Edipo è appunto come evirazione che va interpretata la perdita della    DI    vista di cui Edipo è colpito in punizione del parricidio e dell’incesto.    718    mare questa ricostruzione. Vero è che la conoscenza di quello  che in via generale è lo sviluppo della vita psicosessuale del  bambino, consente di supporre che nell’inconscio di ogni adulto  sussistano elementi di questo genere. Ma nel caso specifico del  nostro soggetto, per parlare di questi elementi come fattori, sia  pure lontanamente, operativi in questo sogno, dobbiamo pure  collegarli a qualche fatto personale del soggetto ed a qualche  dato del sogno. Vediamo se ciò è possibile.   Noi intanto conosciamo una situazione personale di questo  soggetto che può essere significativa. Egli ci ha comunicato nel  corso del trattamento analitico, ed a proposito di un sogno al-  lora analizzato, di ricorrere a mezzi antifecondativi nei suoi  rapporti coniugali. L’uso di tali mezzi non è privo di risonanze  emotive accentuate in questo soggetto. À queste risonanze emo-  tive generiche vanno congiunte quelle specifiche suscitate da un  incidente occorsogli: in un certo periodo, avendo usato — per  consiglio di un farmacista — un liquido antigerminativo, ed  essendo sopravvenuti alla moglie particolari disturbi, egli ri-  mase per alquanto tempo sotto l’impressione penosa di essere  egli stesso responsabile di questi disturbi, che lo avevano viva-  mente allarmato. Ecco dunque un elemento che è suscettibile di  aver suscitato un senso di colpa per una attività sessuale.   E° da ritenere che il soggetto abbia in seguito abbandonato  l’uso di questo mezzo antifecondativo particolare. Ma non ci  vuole soverchia immaginazione (e non sarebbe stata necessa-  ria la conferma avuta dal soggetto) per ritenere che egli lo abbia  sostituito con la reservatio, ove si tenga conto di due ele-  menti che ritroviamo nel sogno: la proibizione delle importa-  zioni, e la carta geografica (1).    (1) Invitato a comunicare quali associazioni si producono in lui sulla base  della espressione carta geografica, il soggetto dice subito: « Mi viene in mente  che da ragazzi indicavamo così le macchie lasciate sulla biancheria dalle pollu-  zioni ». Ecco dunque a che cosa allude la carta geografica del sogno.    19    L'attività sessuale esercitata durante quella stessa notte (e  che viene menzionata nelle associazioni) è dunque anch'essa  rappresentata nella scena del sogno per alcuni elementi (1): e  proprio per quegli elementi che costituiscono una costante  preoccupazione la quale accompagna in questo soggetto l’eser-  cizio dell’attività sessuale (2).    Che alle macchie di questo genere lasciate sulla biancheria, possa colle-  garsi quel senso di colpa per la sessualità che ha origini infantili, dimostra, ad  esempio, il fatto seguente. Un altro mio paziente non poteva addormentarsi tran-  quillamente la sera se non aveva sul tavolino da notte una bottiglietta di benzina:  questa doveva servire a togliere dalla biancheria le macchie provocate da una  eventuale polluzione spontanea che si fosse determinata durante la notte. Risultò  dall’analisi che questo comportamento si collegava al ricordo (vero od allueinato)  di una scenata fatta al paziente — in un periodo anteriore alla sua pubertà e  mentre egli era ignaro dei particolari della vita sessuale dell’uomo — dal padre,  per una macchia trovata nel letto del ragazzo e attribuita dal padre stesso ad una  attività onanistica; il fratello maggiore presente alla scenata avrebbe spiegato al  soggetto il significato dei rimproveri paterni.   (1) Si può anche tener conto del modo particolare con cui il soggetto parla  della carta della Somalia: « Mi pare di essere in Somalia, una Somalia però che  non è un paesaggio vero e proprio, ecc. ». Se si tien conto che il paesaggio ha il  valore di simbolo dell’organo genitale femminile, si può pensare che anche questa  espressione sia una inconsapevole allusione al modo come i rapporti sessuali hanno  avuto luogo quella notte.   (2) Può non apparire del tutto chiara la relazione fra un generico senso di  colpa per la sessualità e le specifiche preoccupazioni che accompagnano l’uso di  pratiche preventive nei rapporti sessuali. Se tuttavia si tien conto del fatto che  ogni misura limitatrice nei rapporti sessuali, conferisce a questi rapporti un ca-  rattere in certo modo onanistico (onanismus coniugalis è detto il coitus reservatus;  cfr. ad es. Fiirbringer in: Marcuse, Handworterbuch der Sexualwissenschaft, Born,  1925, p. 378) e del fatto che il senso di colpa per la sessualità si origina — o per  lo meno si rafforza — durante il periodo del cosiddetto onanismo infantile. e poi  dell’onanismo postpuberale, quella relazione si precisa e diviene comprensibile.  Inoltre l’uso di tali pratiche preventive può sempre lasciare l’impressione (e la  preoccupazione) di una loro esecuzione non integrale ed efficace, e far sorgere su  questa base una impressione di colpevolezza: suscettibile di assommarsi e di riani-  mare il generico, ed in forma latente sempre attivo, senso di colpa per la sessua-  lità. Poco conta il fatto che il senso di colpa per la sessualità, nell’aspetto che  esso assume di senso di colpa per l’anormalità creata ai rapporti coniugali dalle  pratiche preventive, sia in certo modo in contraddizione col senso di colpa per    ,    80    Ecco che i fattori paura della sessualità e senso di colpa  appariscono come fattori operativi nel retroscena della costru-    zione del sogno. Sono essi i rappresentanti di quelle tendenze.    insconscie di origine infantile che prestano al processo costrut-  tore del sogno, messo in attività dal dolore fisico, la forza pro-  pulsiva di cui quel processo ha bisogno per svilupparsi intera-  mente (1).    7. — Già nel corso delle osservazioni svolte più su ab-  biamo potuto determinare alcune delle connessioni che sussi-  stono tra i fattori posti alla base del sogno, e che spiegano  l’orientamento dell’attività costruttrice del sogno verso alcuni  elementi suscettibili di divenire rappresentativi per quei fattori.   E’ così possibile cogliere l’enorme condensazione subita dal  materiale del sogno per penetrare nella scena onirica.   Uno stesso elemento del sogno — la carta geografica della  Somalia — è espressione:   di una indicazione della localizzazione del dolore (Gon-  narrei);    una imperfetta esecuzione di quelle stesse pratiche preventive: l’attività psichica  dell’inconscio non si preoccupa di queste contraddizioni, e collega e fonde insieme  con la massima libertà situazioni opposte, in base al comune tono emotivo.   (1) Notiamo incidentalmente che il dolore al ginocchio prodottosi quella  notte è seomparso al mattino senza lasciare più traccia. Ciò potrebbe far supporre  che quel dolore non fosse affatto dovuto ad una ripresa di artrite, ma abbia avuto  carattere esclusivamente psicogeno, e sia perciò da considerarsi come un sintomo  isterico. In tal caso la corrispondenza col Chinofene veduto durante il giorno, non  sarebbe qualche cosa di incidentale, e il processo dovrebbe essere spiegato nel  modo seguente: Il senso di colpa animatosi in occasione dei rapporti sessuali avuti  in modo anormale durante la notte, avrebbe — sulla base dell’episodio del giorno  e del richiamo alla situazione dell’anno precedente — determinato tanto il dolore  al ginocchio (sotto forma di autopunizione nevrotica), quanto il sogno. Non ab-  biamo elementi — se si eccettua la generica costituzione nevrotica del soggetto —  per sostenere questa tesi; per cui è più prudente, anche se più semplicistico,  interpretare la subitanea scomparsa del dolore come dovuta puramente all’appli-  cazione tempestiva della sciarpa di lana.    81    ERO i]    del desiderio di clima caldo;   del nome del medico che ha curato il paziente per quel  dolore (possedimenti dell’Italia);   della connessione del dolore con un’attività sessuale (Oga-    den, Gonnarrei);  e delle preoccupazioni connesse ai particolari della vita    sessuale del soggetto (carta geografica).    Un altro elemento del sogno — i sali che non si possono  importare — è espressione:  del ricordo del preparato già ordinato al soggetto (sali -  Chinofene);    e che non occorre importare (discorso del farmacista);   e neppure acquistare;   delle preoccupazioni relative alle pratiche antifeconda-  tive (proibizione delle importazioni);   e dell’idea di una punizione per un’attività sessuale.   Può sembrare un caso assai strano che tutti questi fattori  abbiano trovato — attraverso relazioni di varie specie, fondate  sopra avvenimenti incidentali del passato, prossimo e remoto,  della vita del soggetto — questi elementi dove poter confluire,  così da essere rappresentati in forma condensata. Pare cioè che  essi si siano giovati di una combinazione eccezionalissima che  si è loro offerta. Ma in tutti i sogni si presentano combinazioni  che sembrano altrettanto eccezionali: è infatti lo stesso processo  di costruzione del sogno, che per sua natura, utilizza ogni spe-  cie di relazione, diretta o indiretta, esistente fra gli elementi  del preconscio, giungendo a quei punti di confluenza che de-  terminano un’espressione massimamente condensata.   Si può graficamente riprodurre come nella annessa figura  la rete di queste relazioni, e vedere così concretamente il la-  voro operato dal processo onirico per giungere, mediante tras-  lazioni, a questa condensazione di materiale.   Nella figura la parte superiore rappresenta gli elementi    82    UNA QUESTIONE INGARBUGLIATA    CARTA DELLA SOMALIA  DI    <( PEN. FUNZ    = è  lf yv.  COMPLESSO DI £VIRAZIONE    della scena onirica, così come essi penetrano nella coscienza  superando la barriera che divide il preconscio dalla coscienza  stessa. Sotto alla linea che segna questa barriera, sono indicati  gli elementi del preconscio, insieme alle relazioni stabilitesi fra  loro, ed a quelle relazioni che essi, o alcuni di essi, presentano  ‘con i complessi stabili dell’inconscio.   Come tutti gli schemi, anche questo è incompleto: alcuni  caratteri del processo o non sono affatto riprodotti, o lo sono  imperfettamente.   Ad esempio i varî livelli ai quali si trovano gli elementi del  preconscio — sia per il fatto che essi si sono formati in tempi  diversi, sia perchè essi possono aver subìto in varia misura una  attrazione esercitata da parte dell’inconscio — sono resi ap-  prossimativamente ed imperfettamente.   Così pure è fino ad un certo punto arbitrario il verso in-  dicato dalle freccie che collegano fra loro quegli elementi.  Vorrebbe quel verso indicare l’ordine attraverso il quale si ope-  rano i processi di traslazione, e la direzione quindi presa dal-  l'energia emotiva che proviene: tanto da quei fattori che nel  preconscio — poichè si tratta di un sogno costruito dall’alto —  promuovono il sogno (il dolore al ginocchio e le reazioni con-  ‘nesse a quel dolore), quanto dai complessi stabili dell’inconscio.  Ora, se è possibile determinare in questo processo di trasferi-  mento di energia, i punti di partenza (quelli appunto sopra in-  dicati) e i punti di arrivo (gli elementi che si impongono alla  coscienza nella scena onirica), non è invece possibile determi-  nare con esattezza i percorsi parziali seguiti dal processo. Tutta  la rete di connessioni esistente serve al meccanismo della trasla-  zione. E come in una rete di condutture idrauliche non è uni-  vocamente determinato il percorso di deflusso dell’acqua, ma si  possono verificare, in tronchi parziali, fenomeni di riflusso, così  è lecito supporre che qualche cosa di analogo si produca anche  in questi processi di traslazione: alcuni dei percorsi possono    84    cioè presentare un doppio senso, e due freccie di verso opposto  avrebbero allora in questi casi particolari, meglio rappresen-  tata la situazione. L’orientamento dei processi in quella rete di  connessioni non è del resto, come vedremo, qualche cosa di sta-  bile: ad una iniziale circolazione disordinata dell’energia, suben-  tra al momento della produzione del sogno una polarizzazione  dei processi. Il senso delle freccie si riferisce appunto sopra-  tutto al modo come ci si può rappresentare questa polarizza-  zione finale.   Inoltre i varî elementi che sono raffigurati, mentre appa-  riscono nel disegno come equivalenti, non hanno, come ben  s'intende, tutti egual peso ed importanza: accanto ad elementi  che entrano nel processo del sogno esclusivamente come espres:  sioni verbali, e che come espressioni verbali (per analogie fo-  netiche) si legano gli uni agli altri, vi sono elementi che  intervengono nel processo per il loro significato. Vero è tutta-  via che il processo onirico utilizza indifferentemente gli uni e  gli altri elementi, cosicchè l’importanza intrinseca da essi pre-  sentata non determina necessariamente la misura della loro com-  partecipazione al processo.   Infine nello schema sono indicati prevalentemente elementi  intellettivi: immagini, pensieri, ricordi di fatti. Per lo più que-  gli elementi intervengono invece nel processo di costruzione del  sogno per l’accento emotivo che li accompagna e caratterizza :  molte delle connessioni che si stabiliscono sono infatti dovute  ad un tale accento e non all’elemento oggettuale, o intellettivo,  per se stesso. Ma si intende che le espressioni usate nello  schema stanno ad esprimere una situazione complessiva di co-  scienza, e che così ad esempio la « malattia della moglie » che  è là indicata, non significa semplicemente il fatto malattia, ma  l'insieme delle reazioni affettive suscitate dal fatto medesimo,  cioè il fatto come complessivamente è stato vissuto (e continua  nel preconscio ad essere vissuto) dal soggetto.    85    A questo proposito giova richiamare la distinzione che ab-  biamo fatta più su fra elementi inerti ed elementi per così dire  attivi, cioè già carichi di un proprio tono emotivo, del pre-  conscio.   Costituiscono dei semplici resti diurni: la carta dell’Africa  (o della Somalia), le località della zona di guerra, l’espressione  « possedimenti dell’Italia »; e così pure il discorso del farma-  cista, il libro letto e la parola gonade; ed anche il racconto re-  centemente fatto a qualcuno dell’episodio dell’irite, benchè  questo racconto — in quanto si è innestato nella traccia lasciata  remotamente da quell’episodio — non possa più a rigore dirsi  emotivamente inerte. Così dicasi per l’elemento sanzioni, che  in quanto riferentesi alla situazione attuale creata dal conflitto  italo-abissino, potrebbe essere considerato come un semplice  resto diurno, ma che ha probabilmente trovato immediatamente  una connessione con le inconscie tendenze autopunitive del sog-  getto, provenienti dal complesso edipico e dal complesso di  evirazione.   Mentre questi resti sono recenti, più remoti (e risalenti  probabilmente all’epoca degli studî classici) sono i resti relativi  ai termini greci corrispondenti al ginocchio (gony) ed a seme    (gonos): inerte il primo; legato — come tutto ciò che ha rife-  rimento alla sessualità — il secondo, ai complessi stabili del-  l’inconscio.    Noi possiamo immaginare che tutto questo materiale del  /preconscio sia rimasto, nel periodo anteriore al sogno — e salvo  le poche relazioni con tendenze inconscie a cui abbiamo accen-  nato — allo stato libero, e cioè sotto forma di materiale flut-  tuante, non innestato in solidi sistemi di connessioni. Soltanto  quando il processo di formazione del sogno è stato messo in  moto, quel materiale si è fissato, organizzandosi nel sistema  schematicamente riprodotto nella figura.   Diretti legami con i complessi stabili dell’inconscio, dob-    80    biamo invece supporre — oltre che per gli elementi sanzioni e  gonos di cui sopra abbiamo detto — per gli elementi: mastur-  bazione infantile, carta geografica nel significato osceno, gonor-  rea, e malattie veneree in genere, che son tutti elementi a ca-  rattere sessuale. Così pure hanno per il soggetto un valore ses-  suale le situazioni irite e artrite-sinovite (con la costellazione  di elementi che a quest’ultima situazione si connettono: le pre-  serizioni mediche ed il nome del dottore).   Per questi loro rapporti con i complessi fondamentali, que-  sti elementi sono stabilmente carichi di energia emotiva, e con-  temporaneamente soggetti all’azione delle forze rimoventi.  Tendono dunque a passare dal sistema preconscio al sistema in-  conscio : tanto è vero che alcuni di essi, nelle associazioni e nel-  l’autoanalisi, o stentano a presentarsi o non si presentano af-  fatto. Per la mancanza di una distinzione netta fra i due si-  stemi, e perchè la rimozione è una forza oscillante, suscettibile  di temporanee accentuazioni ed attenuazioni, rimane tuttavia  legittimo continuare a localizzare questi elementi nel preconscio.   Carattere più recente hanno altre situazioni, che tuttavia  si trovano esse pure solidamente connesse con gli stessi com-  plessi: e cioè da un lato la situazione della vita coniugale in-  tima (pratiche antifecondative e malattia della moglie, che pure  si sottraggono all’autoanalisi), dall’altro le preoccupazioni rela-    tive alla salute del padre (che si connettono probabilmente ad  altri fattori non emersi dall’analisi).    8. — Tutto ciò costituisce in certo modo l’antefatto del  processo di formazione del sogno. Il vero e proprio processo  conducente alla costruzione della scena onirica, si è probabil-  mente iniziato il giorno precedente al sogno: in esso possiamo  infatti distinguere tre fasi cronologicamente successive.   La prima si svolge al momento della colazione presso i  genitori: quando il soggetto vede il padre prendere la pastiglia    87    di Chinofene e ode la madre fare delle considerazioni su que-  sto preparato.   I particolari di questa « colazione presso i genitori » sem-  brano per se stessi emotivamente indifferenti, ma essi si allac-  ciano a situazioni a forte rilievo, e traggono da questi collega-  menti un’intensa carica emotiva.   Il farmaco preso dal padre si collega a quelle preoccupa-  zioni (per la salute del padre), che sono alimentate dal com-  plesso edipico.   Il carattere particolare del farmaco (Chinofene) richiama  tutta la situazione artrite (con l’insieme delle prescrizioni me-  diche in quella occasione ricevute e con la persona del medico  allora consultato).   Quella situazione non è stata dunque, e non è, emotiva-  mente indifferente per il soggetto. Essa è intimamente con-  nessa con la paura della sinovite (considerata come conseguenza  di un’attività sessuale) e perciò si colloca nell’ambiente emo-  tivo costituito: dall’idea delle malattie veneree (e insieme dal  ricordo della situazione personale irite, come manifestazione  luetica), dalle paure infantili dovute ad un’attività onanistica,  e dalla idea generica di punizioni o sanzioni: ambiente emotivo  che fa capo — ed in un certo senso senz’altro fa parte — del  complesso di evirazione.   Anche per un’altra via la situazione « colazione presso i  genitori » si collega ai riflessi emotivi della vita sessuale del  soggetto. E° la prima volta, dopo la vigilia delle sue nozze, che  il soggetto si trova nella casa paterna, solo a tavola con i geni-  tori. Tutti i complicati rapporti che sussistono, per il soggetto  (come per tutti gli uomini), fra l’insieme delle relazioni affet-  tive nei riguardi dei. genitori (complesso edipico) e la propria  vita sessuale personale (matrimonio) — e che in genere stanno  alla base dei comuni fenomeni della « resistenza contro il ma-  trimonio » e del « senso di colpa verso la famiglia paterna in    88    conseguenza al matrimonio » (sentito oscuramente come tradi-  mento della madre, e insieme, per la identificazione madre-mo-  glie, come realizzazione dell’incesto desiderato nell’infanzia, e  quindi come tradimento del padre) — si sono riattivati in occa-  sione di questa riproduzione della situazione della vigilia del  matrimonio.   Ma il richiamo alla situazione matrimonio è insieme, in  forma oscura e cioè inconsapevole, richiamo a tutti i particolari  intimi della vita matrimoniale (le pratiche antifecondative e gli  incidenti occorsi in occasione di quelle pratiche), a quei parti-  colari cioè che sono sentiti dal soggetto come colpa, e che si al-  lacciano perciò al generale senso di colpa per la sessualità, fon-  dato sul complesso edipico e sul complesso di evirazione.   Infine i discorsi relativi ai disturbi che possono essere dati  dal Chinofene (risveglio improvviso nella notte, senso di vo-  mito, sudore freddo) si collegano al pavor nocturnus, di cui il  soggetto ha sofferto da bambino, e in misura lieve e sporadica  talora anche da adulto, e di cui sono note le connessioni con la  masturbazione infantile e con il complesso di evirazione.   Per vie diverse dunque la situazione « colazione presso i  genitori » ha dato modo al complesso edipico ed al complesso  di evirazione di trovare elementi in cui esprimersi, e cioè su  cui spostare la loro carica emotiva. Ne è derivato il costituirsi  di un solido collegamento fra tutti i disparati elementi facenti  capo a quella situazione, e insieme la tendenza per quegli ele-  menti così collegati ad essere attirati nell’inconscio.   La rete di connessioni stabilitesi in questa prima fase co-  stituisce già lo scheletro essenziale della rete definitiva di colle-  gamenti che sta alla base del sogno. Molte delle vie per le quali  il sogno si costruirà sono già formate. Perchè la preparazione  del sogno si perfezioni è soltanto necessaria l’accumulazione di    nuova energia ed il completamento di alcune vie di comunica-  zione.    89    Ciò si attua, in parte, durante la seconda fase, e cioè in  occasione dei rapporti avuti al principio della notte.   Essi in forma diretta, e quindi particolarmente vivace, riat-  tivano il senso di colpa del soggetto per le pratiche antifecon-  dative e per la malattia della moglie.   Il modo particolare nel quale quei rapporti si svolgono,  richiama il significato osceno dell’espressione « carta geogra-  fica ». Può darsi che fin da questo momento si sia stabilito nel  preconscio una connessione fra la carta geografica in questo  senso allusivo e la carta geografica dell’Africa, che è un resto  diurno inerte; come può darsi che si siano costituiti nuovi al-  lacciamenti fra il sistema di elementi costituitosi nella fase an-  teriore, e quegli elementi che sono stati emotivamente rinfor-  zati in questa seconda fase: attraverso l’analogia del nome del  medico consultato per l’artrite, con una espressione letta su  una carta dell’Africa; attraverso il clima caldo prescritto da  quel medico ed il clima equatoriale della Somalia; ed attraverso  la parola sali pronunciata dalla madre e la produzione di sali  nell'Africa Orientale. Pure l’elemento sanzioni, che già figura  nel sistema, può essersi in questo momento collegato — attra-  verso i resti diurni relativi al conflitto italo-etiopico — con la  carta della Somalia.   Così il sistema si è arricchito, si è consolidato nei colle-  gamenti e si è ulteriormente potenziato delle cariche emotive  provenienti dall’inconscio.   Il processo si sarebbe tuttavia arrestato a questo punto —  e non avrebbe probabilmente dato origine al sogno — se non  si fosse prodotto a metà notte l’acuto dolore al ginocchio.   E° questo dolore (e con esso il senso di freddo) che mi-  naccia direttamente di turbare il sonno, di interromperlo; ed è  contro questa minaccia che la volontà di dormire si afferma,  costringendo quel dolore, quell’impressione di freddo e le rea-    90    zioni suscitate — che in parte collimano (desiderio di calore) —  a trovare una via indiretta di espressione nella coscienza.   Questa azione della volontà di dormire non riesce appieno.  Essa è destinata a rimanere sopraffatta coll’acutizzarsi del do-  lore; ed allora si effettuerà il risveglio : il sogno è un sogno man-  cato. Ma anche prima che il risveglio si compia, in parte il do-  lore riesce ad imporsi direttamente alla coscienza mediante il  fenomeno funzionale.   Ma in quanto la spinta — verso la coscienza e l’azione —  è parzialmente arrestata dalla volontà di dormire, l'energia di  cui son carichi questi elementi (dolore, freddo, ricerca dei ri-  medî, e insieme, per quanto si riferisce al Chinofene, il pen-  siero che ce ne deve essere in casa) refluisce nel preconscio e  trova là vie molteplici per cui propagarsi. Giacchè il dolore al  ginocchio, interpretato come dovuto ad una ripresa dell’artrite,  da un lato si trova senz’altro connesso a quel sistema che si è  venuto costruendo durante il giorno e che ha già ricevuto dai  complessi inconsci l’apporto di una notevole carica emotiva,  dall’altro si innesta, attraverso la remota interpretazione della  botta presa in occasione di un’attività sessuale, in quell’altra  parte del sistema che la consapevolezza dei recenti rapporti ha  costituito o completato.   Nuove connessioni del resto si stabiliscono. Attraverso la  reminiscenza della parola greca che equivale a ginocchio (g6ony)  si formano linee di comunicazione con termini della sfera ses-  suale (gonos, gonorrea) i quali si inseriscono a loro volta nel  sistema precedentemente costituitosi. Così pure — col sussidio  del resto diurno gonade — si formano vie di comunicazione  con nomi di località (i quali vengono eventualmente deformati  come Gonnarrei per piegarli alle esigenze di queste connessioni)  che si riferiscono a quella carta della Somalia, che è pure un  elemento già inserito nel sistema.   La rete in tal modo si chiude, completando le sue maglie    91    ed impossessandosi, per farlo, di altri resti diurni. Così il di-  scorso del farmacista che si collega: all’elemento sanzioni, al-  l'elemento conflitto italo-etiopico, e forse anche agli elementi  pratiche antifecondative e malattia della moglie; dato che è  per consiglio di un farmacista (lo stesso?) che fu adoperato  quel liquido che procurò dei disturbi alla moglie.   In tutto questo sistema circola ora una quantità notevole  di energia emotiva; il sistema risulta infatti per vie molteplici  collegato a quei complessi stabili dell’inconscio che costitui-  scono una riserva permanente di energia pronta a scaricarsi, e  ne viene quindi tutto sovraccaricato. E° in particolare un oscuro  desiderio di autopunizione che, provenendo da quei complessi  inconsci, potenzia di se stesso il sistema e cerca attraverso que-  sto una via di espressione.nella coscienza.   Così tutto il sistema tenderebbe a passare in blocco nella  coscienza; ma le forze della rimozione (la censura) lo impedi-  scono. La rimozione tuttavia non agisce uniformemente su tutto  il sistema: gli elementi che son privi di un rilievo emotivo pro-  prio, che ricevono la carica emotiva soltanto per così dire a  prestito, per effetto della circolazione di questa carica nel si-  stema, gli elementi che dunque non si presentano come peri-  colosi per il pensiero cosciente, sono meno soggetti all’azione  della censura: sono essi allora che irrompono nella coscienza.   La rimozione (ossia la censura) non agisce del resto a po-  steriori, dopo che il sistema è già compiutamente costituito,  permettendo allora ad alcuni elementi l’accesso alla coscienza  e vietandolo ad altri; ma essa stessa concorre a determinare la  struttura del sistema: in quanto esercitando la sua azione ne-  gativa sopra gli elementi a propria tonalità emotiva accentuata,  costringe il sistema ad allargarsi con la inclusione di resti diurni  inerti su cui può operarsi la traslazione. E sono appunto que-  sti, a preferenza, gli elementi che riescono a sfuggire alla cen-  sura ed a penetrare nella coscienza.    92    In questo momento la circolazione di energia che si svol-  geva in modo disordinato e libero, o per lo meno senza una  direzione ben determinata, si polarizza.   L’energia affluisce cioè tutta verso quegli elementi che si  stanno aprendo la via verso la coscienza. Questi divengono  punti di massima saturazione: ciò che equivale a dire che essi  divengono rappresentativi di tutto il sistema.   Così la carta geografica della Somalia — che appunto è per  se stessa qualche cosa d’indifferente ma verso cui concorrono  numerose vie di comunicazione provenienti da varî elementi (ed  in un certo senso da tutto il sistema) — entra in rappresen-  tanza di questi elementi nella scena del sogno.   Un altro elemento figurativo del sogno, i sali che non si  possono e che non occorre importare, non è come tale un ele-  mento semplice, ma un conglomerato formato dalla fusione di  più situazioni, che ognuna per conto suo tenderebbe a pene-  trare nel sogno.   Non si deve concepire il processo nel senso che questi due  elementi figurativi — che rappresentano insieme alla impressione  dovuta al fenomeno funzionale, la parte essenziale della scena  onirica — si costituiscano separatamente l’uno dall’altro. Per  così dire essi si aiutano a vicenda per penetrare in quella scena,  in quanto riescono a congiungersi fra loro (attraverso l’ele-  mento « presenza di sali in Africa Orientale ») in modo da dare  una parvenza di coerenza.   L’elaborazione secondaria — questa attività che sottopone  il contenuto manifesto dei sogni ad una razionalizzazione som-  maria, conformemente a quella tendenza razionalizzatrice che  è sempre attiva per tutti i prodotti della coscienza — finirà di  armonizzare alla meglio gli elementi del sogno.    9. — A completamento di questa nostra indagine, possiamo  ora occuparci di quanto accade dopo che il sogno si è costruito  ed imposto alla coscienza.    93    La raffigurazione — per vie allusive — dei rimedî da pren-  dersi contro il dolore al ginocchio, quale è contenuta nel sogno,  non può come tale acquietare il dolore. Questo persiste e si raf-  forza. Ad un certo punto la volontà di dormire rimane sover-  chiata, e la rappresentazione indiretta del dolore, effettuatasi  mediante il fenomeno funzionale, si viene trasformando in una  diretta consapevolezza di quel dolore. Gli altri elementi della  scena onirica dileguano e rimane il dolore soltanto. Il soggetto  si è destato e può ora procurarsi nella ‘realtà i rimedî che egli  si era allucinatoriamente rappresentati.   Che cosa accade adesso del sistema che si era formato ed  attraverso il quale il sogno si era costituito? Si dissolve esso  come si è dissolto il sogno? No. Il sogno stesso ora, non più  come elemento attuale della coscienza, ma come traccia di quello  che è stato un contenuto della coscienza, permane nello psi-  chismo del soggetto, permane cioè nel suo preconscio. Il ricordo  del sogno — a meno che la rimozione, che già si è esercitata sul  contenuto latente del sogno, non investa, adesso che per il risve-  glio si è rafforzata, anche la scena manifesta, a meno cioè che  il sogno non venga obliato (ciò che in questo caso particolare non  si realizza) — può sempre venir richiamato alla coscienza dal  soggetto.   E nel preconscio questa traccia permane con i suoi colle-  gamenti al sistema stesso che ha promosso il sogno.   La tecnica dell’analisi si fonda appunto su questo presup-  posto. Basterà che il soggetto lasci libero corso al suo pensiero,  partendo dal sogno o dai singoli suoi elementi, ed osservando le  prescrizioni della regola fondamentale dell’analisi, perchè egli  riesca a ritrovare le trame del sistema. Solo qua e là rimar-  ranno delle lacune: sono gli elementi in più diretta connes-  sione con l’inconscio, e i fattori stessi dell’inconscio apparte-  nenti al sistema, che — coperti da una rimozione intensa e tale  che neppure un comportamento conforme alla regola fonda-    94    mentale permette di eludere — si rifiutano di affiorare alla  coscienza.   Se questa ricerca — che per desiderio di completezza ha  dovuto essere condotta per successivi approfondimenti, e senza  quindi che si potessero evitare prolissità e frequenti ripeti-  zioni — non ha già stancato eccessivamente, rilegga il lettore le  associazioni fornite dal soggetto ed esposte al $ 5, tenendo pre-  sente il disegno sopra riportato.   Che vi sia una concordanza fra i dati delle associazioni e  lo schema che riproduce la costruzione del sogno, è senz’altro  naturale: perchè questo schema, e cioè la sintesi del sogno, è  stato ricavato, e non poteva che essere ricavato, dalle associa-  zioni e cioè dall’analisi. Ma va notato che tutti gli elementi  tratti dalle associazioni trovano un loro posto in certo modo  obbligato nello schema ricostruito. Nell’elaborare cioè i dati del-  l’analisi per ricomporre il processo di formazione del sogno,  nessun residuo rimane; e l’ordine stesso degli elementi che  affiorano nelle associazioni risulta indicativo per le connessioni  sussistenti nel pensiero latente del sogno.   Appare quindi chiaro quello che è il carattere essenziale  delle associazioni; e cioè il fatto che esse, che si dicono libere  (in quanto il comportamento del soggetto è un comportamento  non vincolato ad intenzioni ed a compiti coscienti particolari),  libere in realtà non sono. Fra gli infiniti elementi che si potreb-  bero collegare a ciascuno dei termini di partenza del decorso  ideativo, solo quelli che fanno parte del sistema del sogno af-  fiorano alla coscienza: e ciò perchè quel decorso è orientato così  da ripercorrere a ritroso — quando l’azione della rimozione  possa essere elusa — le vie per le quali la scena del sogno si è  venuta costruendo. 




Simbolismo onirico e sogni ricorrenti    Cesare L. Musatti  PADOVA    I    Tra le diverse forma che presenta la «resistenza » verso la  psicoanalisi, è di particolare rilievo, come nota anche Frexd ('),  l'atteggiamento — assunto da coloro che per la prima volta si  avvicinano alla dottrina psicoanalitica — rispetto al simboliamo dei  sogni, dei sintomi, dei lapsus.   Il criterio generale ed astratio della latente significatività di  tali manifestazioni per so stesse prive di un esplicito significato,  desta in generale un senso di sorpresa ma insieme di, sia pur dif-  fidente, interesse; non provoca invece mei uva resistenza radicale  ed assoluta.   La diffidenza si muta per lo più in un atteggiamento assoln-  tamente negativo, quando da quel criterio generale ed astratto si  passi alla considerazione degli aspetti concreti che la traduzione  in forme simboliche assuma in quelle diverse manifestazioni,   Giò è perfettamente conforme alla spiegazione che la psico-  analisi dà del fenomeno della « resistenza   Lo schema gonoralo del meccanismo per il quale gli clementi  tendenziali rimossi, e perciò incousci, riescono, eludendo lo forse  rimoventi (censura), a farsi luce nella sfera cosciente, non può per  ne stesso essere fonte di turbamento iu chi di un tale meccanismo  prende cognizione.   Turba invece, 6 provoca in lui l’azione di quelle steseo forse  rimoventi, la conosconza del carattere particolare di quegli elementi  tandanziali rimogsi; a ciò par il fatto che quegli elamenti tendan-  ix 0 elementi analoghi, sussistono anche in lui, e vengono anche  in lui rimossi.    (*) Ges. Schif., VII Bà., p. 159.    Mm -    CRSARE L, MUSATTI    Turbano cioè gli esempi conoreti di interpretazione di un sogno,  di un sintomo, di un lapsus, per il fatto che quegli esempi con-  croti, anche se relativi ad altre persone, vengono da ciascun sog.  getto riferiti o mes ne (consapevolmente 0 inconsape-  volmente) con i dati della propria personale ed intima esperienza.   La reazione che ne consegue è una reazione di incredulità,  che può assumere quei gradi diversi (dalla incredulità che si esprime  con manifestazioni di sdegno a quella che si accompagna ad un  senso di leggero imbarazzo treducentesi in una lieve tendenza ella   larità) cho sono ben noto a chi ha frequonte occasione di esporre  — per motivi professionali o didattioi — gli elementi della. dot-  trina psicoanalitica.   Opponendo a quegli esempi concreti di interpretazione la propria  inoredalità, a oicè difendendo — dalla rivelazione che ne vien fatta  in quelle interpretazioni — le tendenza rimosse altrui, si difendono  da una possibile rivelazione e quindi si custodiscono le proprie  analoghe tendenze rimosse.   Se îl motivo reale della incredulità, opposta alle interpreta  zioni di un sogno o di un sintomo, è quello che abbiamo esposto,  è tuttavia naturale che quella incredalità tenda a giustificarsi razio-  nalmente in modo diverso. Ma anche lo schema di questa giustifi-  cazione razionale è uno schema costante: poiolè ciò che viene  rifiutato non è il meccanismo generale della traduzione di elementi  rimossi în sintomi o in sogni, ma invece l’intarprataziona specifica  di un sintomo 0 di un frammento onirico come espressione simbo-  lica di una determinata idea o tendenze latente, il motivo che  vione addotto è quallo della arbitrarietà di quella interpretazione.  Ed è intatti assai facile sostenere la tesi di una tale srbitraristà  di fronte a qualsiasi interpretazione simbolica.   Ogui forma di simbolismo si fonda sulle analogie formali che  sussistono fra l'oggetto o la situazione simboleggiati ed i simboli  stessi. Ma un qualsiasi oggetto o fatto presenta analogie formali  con infiniti altri oggetti a futti. Se si considerano peroiò in tal  modo a priori le possibilità che un oggetto ha di rappresentare  simbolicamente altri oggetti, tali possibilità si presentano come  estremamente numerose © come egualmente probabili: la scelta fra  quello possibilità non può perciò apparire che como assolutamente  arbitraria.    - n    SIMBOLISMO ONTRICO E SOGNI RICORRENTI    Arbitraria essa non è, in quanto al criterio generico dell'ana-  logia formale ai aggiungono altri critarî particolari i quali limitano  le possibilità interpretative e permettono di esercitare con relativa  sicurezza la interpretazione. Me questi nuovi criteri sono determi-  nati a posteriori, sulla base di una esperienza fondata su un vasto  materiale di indagine. E chi è privo di una esperienza. personale  © non si rendo perciò conto di questi altri criteri, può facilmente  trincorarsi dietro a quella impressione di una arbitrarietà delle in-  terpretazioni, che appaga il suo bisogno di difendersi dalle inter.  pretazioni stesse, ossia che appaga la sua « resistenza».   Come è noto non c'è che un modo per smontare completamente  in un soggetto il meccanismo della «resistenza » : ad è quallo di  chiarire al soggetto quello stesso meccsnismo. Ma non è cosa facile,  Ed il ricorrere semplicemente, di fronte alle riservo espresse da un  soggetto su dato intorprotazioni, alla risposta chn quello riservo  altro non sono che una forma di « resistenza», può avere un ef  etto opposto a quello voluto. Può cioè far si che il soggetto finisca  col considerare il concetto stesso di «resistonza » como ua facile  espediente ideato apposta per legittimare ogni arbitraria afferma.  zione, così che in Ini — anzi che oliminarsi — si consoliderà quella  impressione di arbitrarietà, che egli sarà indotto ad estendere a  tutte la costruzione dottrinale della psicon   Bisogna perciò accompagnare ai chiarimenti intorno al meoca-  nismo della « resistenza » anche una azione diretta, rivolta a di-  atruggere, 0 ad attenuare, îl vanso dell'arbitrarietà delle interpre.  tazioni psiconnalitiche, Ciò si può fara esponendo e giustificando  “quei oriterî particolari tratti da una vasta esparienza, cui abbiamo  più sopra ascennato. Naturalmente questi oriteri sono molteplici:  alcuni di essi sono difficilmente formulabili in norme esatte, ed  altri sono tali che lo psicognalista stesso che li adopera non se ne  rendo chiaramente conto, per cui essi vengono & costituire In sua  personale e non comanicabile arte di analizzatore. Ma ciò nonostante  vi sono alcuni fatti generali che da soli bastano a limitare assti  la possibilità interpretative offerte dal criterio generico della ans-  logia formale.   Così soprattutto, come è noto: il fatto che gli oggetti e le si  tuazioni simboleggiate nei sogni e nei sintomi sono in numero assi  limitato od appartorgono per lo più alla ofora dollo manifeetazioni    — 13    CESARE L. MUSATTI    più elementari della vita (amore, morte, nascita) : © il fatto che  anche i travestimenti simbolici che questi elementi assimono sono  in numero relativamente limitato e si ripetono spesso identicamente  per tutti gli uomini.   Come pure è noto sono questi due fatti che în un certo senso  permettono di facilitare il lavoro interpretativo, facendo sì che ci  si possa giovaro, nolla analisi di un sogno 0 di un sintomo nuovo,  della esperienza propria ed altrui eoquisita precedentemente in altre  analisi, e che in genere permettono di costruire quella specie di  codice, 0 prontuario, dei simboli più comuni, di cui Freud ha dato  il primo esempio nella Yraumdentung, © che altri hanno potuto in  seguito arricchire e completare. Anche se un tale codice da sè solo  non è sufficiente, giacchè il travestimento del contenuto latente di  un sogno si esplica non solo nelle traduzione simbolica — termine  & termino — dei suoi elementi, ma con une trasformazione com-  plessa (drammatizzazione, traslazione, eco.) della stesse. struttura  della simmazione base, osso costituisco tuttavis un primo strumento  essenziale per la interpretazione.   Fasendo sì che un soggetto si renda conto dei due fatti sopra  esposti, © della limitazione che ne deriva allo possibilità. interpre-  tative fornite dalla pura analogia formale, si dovrabba dunque poter  distruggere în lui quella impressione dell'arbitrarietà interpretativa  che necessariamente si sarà in lui prodotta di fronte si primi esompi  che gli vengono espo:   Ma per far ciò si incontrano nuove difficoltà nel soggetto stesso.  Di quei fatti non si può dare una dimostrazione che ricorrendo  nuovamente ad una molteplicità di esempi conorati. Se il soggetto  ha già essunto di fronte alle interpretazioni che gli vengono esposte  un atteggiamento di incredulità o di diffidenza, il suo atteggiamento  non si modificherà per il moltiplicarsi degli esempi.   Inoltra i fatti stossi che dovrebbero essere dimostrati de quegli  esempi sono particolarmente idonei a rinvigorire i processi della resi-  stenza. Come dicemmo infatti è responsabile della resistenza opposta  vorso il cimbolinmo, dei sogni o dei sintomi, proprio la sfera par  ticolare alls quale appsrtengono le ideo e le tendenze che, in quanto  represse, si denunciano soltanto nel loro travestimento simbolico;  ed ogui tentativo per individuare e limitare quella sfera non può  quindi che determinare una resistenza maggiore.    — 154 -    SIMBOLISMO ONIRICO X SOGNI RICORRENTI    E così il fatto che i processi di traduzione in simboli si ripro-  ducano nelle identiche forme presso tutti gli nomini, fa assumere  sempre più agli esempi che vengono esposti un valore personale,  aumenta cioè le possibilità di un riferimento di quegli esempi alla  propria esperienza personale e rende quindi sempre più operativi  i processi della resistenza.   Inoltre va notato che ognuno rifugge (in misura maggiore 0  minore) dall’ idea che i processi che si determinano nelle sua co-  scienza e che costituiscono gli elementi della sua stessa personalità,  si svolgano secondo schemi fissi, identicamente validi per tutti: noi  ammettiamo sclo con una certa ripugnanza che i fatti fisici rel  tivi al nostro organismo corporeo evvengano secondo leggi comuni  a tutti gli uomini, ma questa ripugnanza diventa assai più notevole  allorchè si tratia dei processi del nostro organismo psichico.   La dimostmaione della identità in tutti gli nomini dei processi  di traduzione în simboli degli elementi tendenziali repressi, urta  quindi anche contro questa particolare forma di resistenza, che è  probabilmente dovuta ad elementi residuali di una fissazione allo  stadio neroisistioo dello sviluppo psichico. (')   Ma come condarei allora ?   Il mosso migliore sembra possa essere costituito dal far parte-  cipare i soggetti stessi, ai quali le interpretazioni vengono esposte,  al lavoro di interpretazione, o per lo meno nel presentare ad essi  casi particolari di interpretazione che non richiedsno (0 che richie-  dano in misora minime) l'ansilio di ina precedente esperienza o  l'uso di particolari criterì interpreiativi già accertati, ma che 5’ im-  pongono invece ds sè soli, così che i soggetti li possano — e li  debbano — accottaro senza doversi fondare sulla autorità altrui.   E possibile questo? Deve essere possibile se sono stati possi  bili quei primi tentativi per scoprire nei sintomi e nei sogni un    () Questa forma di resistenza  essa ci si può tncilmente render conto : nà  tici desiderino costanzemente che fl loro male sia giudicato qualche cosa di  eccezionale, di non comuuo, di non riducibile a forme generali © tipich  oppure in generale considerando l’atmosfera di ostilità che circonda l’attività  dalla moderna paicologia acientitioa, rivolta ad applicare allo studio dei fenome  di coscienza il metodo naturalistico, ossia rivolta n ricondurre la molteplice  variotà di quoi fenomeni sotto la unità di leggi naturalisticamente inteso.    ntata finò ad om poco studista, ma di  impio osservando come î nevro-    — 45    CESARE L MUSATTI    signifcato latente, i quali hanno poi permesso il successivo costi-  tuirsi della esperienza psicoanalitica.   Ci si dovrà dunque porre in certo modo nelle stesse condizioni  in cui si sono svolti quei primi tentativi: col grande vantaggio  naturalmento di poter però scegliere il materiale de interpretare a  di poterlo scegliere in modo tale da rendere il lavoro interpretativo  particolarmente facile © sicuro.   Limitandoci al campo delle interpretazioni doi sogni, ci  che le condizioni ottime sotto tale riguardo possano essere costi-  tuto dalla scelta di gruppi di sogni, dovuti ad un solo soggetto,  relativi ad un tratto di tempo non troppo esteso © che si posssno  considerare espressioni di un ristretto numero di desideri od ele  menti tendenziali rimossi. E' legittimo ritenere che questa ultima  condizione sia realizzata quando în un complesso di sogni di un  soggetto riscontriamo parecchi segni ricorrenti, casia parecchi sogni  che si ripetono mantenendo una identica strattura formale ed una  identica tonalità emotiva, purnon essendo del tutto identici fra loro.  Sogni di quosto gonore, cho si presentano cioè come variazioni copra  uno stesso tema onirico, possono infatti plansibilmente essere cone  derati come espressioni di un unico elemento tendenziale rimoss  Mentre da un lato la insistenza con la quale questo elemento tende  manifestarsi, sia pure in forma travestite, nella vita cnirioa del sog-  getto, permette di supporre che si tratti di un elemento dominante  nell' inconscio del soggetto, dall'altro la relativa varietà degli aspetti  che l'elemento stesso assame nell diverse manifestazioni oniriche  e nei diversi sogni (che sono simili ma non identici) permette di  far convergere l'analisi di quei diversi sogni nella ricerca di quel-  l'elemento latente comune.   l lavoro di analisi diviene allora simile al lavoro per cui si  cerca, iu baso a diversi testi di una lingua ignote, nei quali  trovino ripetuto dato espressioni verbali, di individuaro il valore o  il significato di quello espressioni verbali.   Come in questo caso, così nelle analisi dei sogni, la spiega-  zione di un dato elemerto, che sarebbe impossibile se l'elemento  si presentasse nna sola volte, diviene possibile per il fatto che noi  lo troviamo ripetuto in combinazioni fra loro diverse, » ci è pos-  sibile controllare la interpretazione supposte in un testo o in un  sogno con l'osama degli altri testi @ degli altri sogni.    sembra    — 116 -    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    Inoltre alcuni elementi che in un sogno sono raffigurati sotto  dati travestimenti simbolii, possono in un altro sogno — per un  ffievolirsi dell'azione della censura — apparire esplicitamente senza  trasformazione simbolica. In talo caso questo secondo sogno ci for-  nisce, 0 costituisce anzi senz'altro, la spiegazione di quel primo  sogno per ciò che riguerda quei particolari elementi.   L'applicazione di un tale metodo rende dunque possibile in  certo modo la interpretazione dei sogni con i sogni stessi.   Nataralmente il metodo non ha per se stesso nulla di nuovo:  in qualsiasi anelisi di un soggetto è sempre tuîto il compless  materiale (comunicazioni spontanee, sintomi, lepsus, sogni, dati di  associazioni libore, reazioni verbali 00c.) fornito dal soggetto stesso  che viena riferito, appunto in senso convergente, alla strattara degli  elementi inconsci, così da rendere possibile la individuazione di  quella struttura. Ogni frammento di analisi controlla perciò appunto  ed è insieme controllato da tutta l'analisi,   Ma il metodo può essere applicato anche su una scala ridotta,  6 in forma facile © rapida, di fronto ad un grappo di quei sogni  che abbiama indicati come ricorrenti. Ed in quanto è in tali casi  possibile prescindere del tutto, o quasi, dai criterî interpretativi  già accertati (il siguificsto comune di dati simboli) si possono in  tal modo ottonere orompi della intorprotazione simbolica, che per  i motivi già esposti si presentano come particolarmente efficaci è  convincenti per il profano.   A rigore, anzichè di sogni ricorrenti, ci si potrebbe servire an-  che di lapsus ricorrenti, 0 di sintomi.   Ma quanto si sintomi nevrotici, essi si ripetono sì, ma spesso  in forma stereotipicamente identica: e la loro ripetizione non ci è  in tal caso di alcuna utilità, giacchè sono la varianti rispetto alla  struttura fondamentale comune, quelle che permettono una appli  cazione del metodo convergente di interpretazione. Inoltre i sinto-  mi sono dovuti in goneralo a rimozioni partioelarmanto forti o te-  naci, per cui la loro interpretazione è sempre difficile.   Quanto ai lapsus, è ssai raro poter diporre di nn vasto mate-  riale relativo alla stessa persona e ad un tratto di tempo relativa  mente breve.   E' per questo motivo che ci siamo riferiti nelle considerazioni    CESARE L, MUSATTI    Del modo come — a scopo esemplificativo e dunque didattico —  ci si possa servire della analisi convergente di gruppi di sogni  i, senza fondarsi (in vis generale) sul significato già accer-  esperienza psicosnalitica. per determinati simboli, daremo  ora un esempio conoreto, tratto da nn materiale onirico abbastanza  ampio.  Questo materiale non presenta nulla di ‘eccezionale e qualsiasi  0 dà cooasiono di raosogliero matorialo oni-    rico analogo.   Tuttavia ci sembra che possa presentare un certo interesse l'e  sempio concreto che ci acciugiamo ad esporre, per il fatto che  nella letteratura psicoanalitica, pur tanto vasts, raramente si trovano  riferiti ricchi grppi di sogni relativi allo stesso soggetto, ad uno  stesso tratto di tempo ed ssprassioni di uno stesso insieme di idee  © tendenze latenti. In generale si preferisce piuttosto, ed è natu-  rale, esporre alcuni singoli sogni particolermente significativi e par-  ticolarmente rappresentativi per ciò che riguarda il meccanismo  formatore del sogno, anzichò attardersi ad esporre quei sogni ri  correnti, che appunto perchè tali si succedono con una certa mo-  notonia.   Inoltre per riferire serie completo o quasi di sogni, quali ven-  gono raccolti nel corso di un trattamento psiccanalitico, e per es-  porre insieme tutto il materiale che può servire per una compren-  sione di quei sogni, è per lo più necessario riferire per esteso gli  elamenti essenziali cdlel trattamento stesso. Ora chi esercita profes-  sionalmente la psicoanalisi in generale non può, per ovvie ragioni,  far questo. Casi completi di trattamento psicoanalitico sono quindi  sssai raramente pubblicati.   I sogui che verranno esposti sono relativi ad un soggetto di  sosso maschile, un musicista, insegnante in un istituto musicale, di  32 anni, ed ammalsto, Essi sono stati raccolti nel periodo di poco  più di un mese. In questo tempo era stata intrapresa l'analisi del  soggetto. Questa fu inisiate più per motivi di interesse scientifico  che non con scopi propriamente terapeutici. La forma da cui il  soggetto è affatto, s che qui non occorre specificare, risultò del ra-  sto non aggredibile psicoanaliticamente, e l’analisi fu interrotta.   Riferiremo integralmente i sogni che hanno un particolare i  teresse dal puato di vista sopra esposto. Essi sono stati tutti soritti    — 18-    SIMBOLISMO ONIRICO E BOGNI RICORRENTI    sotto dettatura del soggetto e si riferiscono generalmente 0 alla  notte o alle dna notti precedenti. Il paziente non ha potuto mai  stendere per iscritto, al risveglio, una relazione dei suoi sogni. Ri-  feriremo pure quei dati — tratti delle associazioni libere, delle  ssparionzo di reazioni vorbali, dallo comunicazioni spontaneo del  soggetto relativa ai suoi disturbi e alle sue preoccupazioni, e dai  suoi lapsus — che sono stati particolarmente utilizzati per la in-  terpretazione dei sogni. Per ovvio ragioni evitiamo di acconnaro a  tutti i dati non strettamente necessari a. questo preciso e limitato  soopo. Data la grand «trasparenze » lei sogni che riferiamo e  dato il loro carattere di sogni ricorrenti, assai pochi sono gli ale-  menti astranai ai sogni atassi, a oni dovremo ricorrara, Inoltra,  come velremo, le associazioni libere incontrarono una particolare  resistenza da parte del soggetto; e non si potè quindi farne quel  largo uso cho    robbo a rigore nocossario nel corao di un traita-  mento psicoanalitico regolare.    n    Si può individuare nel materiale onirico di cui disponiamo un  gruppo di sogni che si aggirano attorno ad un elemento centrale  costituito: da orologi o de strumenti musicali vari (pianoforte, or-  ganc) che par lo più appariscono nai sogni o smontati, o rotti, 0  in generale în condizione di non funzionare,   La esperienza psicoanalitica ci dice che gli strumenti musicali  4 gli orologi stsssi, come în genere qualsiasi meccanismo a movi-  menti ritmici o che dia suoni ritmici, rappresentano, o possono  rappresentare, simbolicamente, gli organi genitali. Il fatto che nei  sogni del nostro soggetto tali strumenti 0 mecosnismi eppariscano  sempre în condizione di non poter funzionare può quindi essara  interpretato come espressione di una preoccupazione latente nel  soggetto relativa ad una minorazione dei suoi organi genitali.   Tuttavia così esposta quosta interpretazione può apparira come  assolutamente arbitraria: tanto più che il soggetto afferma, a pro-  posito dei sogni degli orologi, che essi si riferiscono ad una situa-  sione realo (il suo orologio non va bene ed egli lo ha portato  dall’orologisio per farlo aggiustare) e che il soggetto, data la sun  professione, suona realmente quegli strumenti musicali che appa-  tiscono nei suoi sogni: per cui anche questi sogni potrebbero es-    — 19    cesane 1 aronaeme  sere considerati como semplicemente dovuti ad una riproduzione  onirisa di situazioni della vita vigile del soggetto.   Esaminiamo perciò questi diversi sogni così come il soggetto  li espone, prescindendo per il momento da qualsiasi interpretazione   ‘Sogno dell'orologio e dell'uomo del mercato, (Seduta 12). « Mi  « pareva di essere in una speci di piszza del mereato: coi ban-  « chi dova scrivono, sa, dursute il mercato. Ne conosco uno » (un  uomo di quelli che hanno questi banchi) « che ha sposato una del  < mio passe, ma non era quello. Si parlava dal mio orologio che  « io andai a prendere dall’orologiaio e che purtroppo non va bene  « ancora, per lo meno & me pare che non vada beue nella battuta.  < Sonto cho fa doi rumori. Fatto sta che lo tongo formo. Sono  « andato a prenderlo domenica. Avevo l'impressione così di aver  < detto, di aversi» (tic) « lamentato di questo orologio che non    va bene. Allora lui ha detto come alludendo a qualche cosa che  aveva nell'interno » (del banco): « occasioni, probabilità, dice,  sciocchezze, facile che trovi io da farlo vendere, che trovi da  venderlo @ così comprarne un altro. E' nuovo veramente, ho fat-  to lo sbaglio di darlo da ripassare mentre è nuovo ; me l'hanno  rovinato ».   Subito dopo il soggetto racconta un altro episodio onirico che  agli non sa precisare sa appartenga alla stassa notte del sogno pre  cedente, od ad un'altra notte:   ‘Sogno del pianoforte smontato. (Seduta 12). « Poî, sono incerto  « so questa notte 0 un'altra notte: di aver visto un piano smon-  « tato, senza tastiera, Forso confasamente il piano che ho io. Ave  « va la tastiera smontata în modo che non si potesse suonare, Con-  « fusamente capivo che era per non pagare la tassa. Veramente  « si paga lo stesso ».   Al primo di questi due sogni (appartenenti alla stessa notte,  0 comunque raccontati nella stessa sedute) si collegano i sogni  seguenti   Sogno dell'orologio e dell'orologiaio assente. (Seduta 7). « Mi  « par che ci sia state. qualche altra cosa prima > (qualche altro  episodio onirico). « ori sera ho trovato l'orologio formo allo 9,90;  « doveva girare fino alle 11. Ho pensato: ne ho uno in riparazione  <a adesso si mette ad andar male anchs questo. Mi pareva di  < sssere andsto dall'orologisio, di esser là, ed ero malcontento.    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « Nan l'ho trovato l'orologio cha cervavo, oppure mi pareva di  < vederlo ma în condizioni di non poterlo più adoperare, l'orologio,  < in condizioni disperate. Questo orologiaio mi pareva che fosse  4 vis con la carrozza. E' uno di qui, non no ha carrozze. Non mi    pareva di essere nella sua casa; ma di essere in una spacis di  cortile aderente ad una casa. Mi pareva di aspettarlo, di vedore   + la carrozza e di non vedere lui. Tutte cose mancate insomma.  4 di vedere la carrozza, questa carrozze, qualcheduno di casa sua.  « Questo entra in quello stato di apprensione, di cosa disperata ».  ‘Sogno degli orologi e dei sacerdoti. (Seduta 17). « So di essera   « stato în tre persone, [o avavo il mio orologio che non andava  « ancora, che non andava ancora, che non andava, Uno o due e-  « rano sacerdoti. Erano appoggiati ad un portone vetrato. Anche  « sul portono c'era un orologio che andava. L'orologio del porione  « mentre si appoggiava al portone acquistava una certa risonanza.    Non sapevo porciò se fosse l'orologio del portone o l'orologio  di questo che mi pareva fosse un sacerdote, E hsnno domandato  a me: E' il suo orologio? Eh! E' ancora... — come ho detto —  l'ospedale, in cura; chissà quando verrà fuori. E' una frase che  dico anche da sveglio. Avevo la visione di questo orologio che  « non andava, aveva la lancatta farma, la lancetta grande sulla  « mezza, e l'altra le 9.30, 10. Questi orologi mi sono venuti in  < mento... ».   Sogno degli orologi tenuti in mano. (Seduta 19). « Mi pareva  < di essere io con altri. Siamo ancora con gli orologi, forse per.  < chè iori sera ho avuto l'impressione che le lancette fossero pian-  « tate giù troppo. Sicchè queste notte avevo in mano questo oro-  « logio. Intorno altri cell’orologio in mano, Quello degli altri an-    dava bene e il mio invece presentava questa resistenza delle lan:  cette, forse troppo aderenti l'una all’  te signore lancette ».   Si collega invece al Sogno del pianoforte smontato un motivo  cnirioo al quale il soggetto accenna fin da una delle prime sedute  (Geduta 2) como ad un motivo che ricorro spasso nei suoi sogni :..  « Altre volte, ma questo non ha importanza, sogno di star suo:  « nando l'organo: che ci fossero tre 0 quattro organi nella chiesa  « cha rispondessero con diverse tastiere ».   Ma qualche giorno dopo (Seduta 5) in esperienze di assoia-    tra. Dure da andare, que.    —185-    CESARE L, MUSATTI    zione provocata il soggetto reagisce allo stimolo verbale organo con  questo decorso ideativo: « Tante cose. T'organo della chiesa. Di  « sfuggita mi vione in mente l'organo fisiologico. La tastiera. Suono  «io. Cerimonie in chiesa, funebri. Cerimonie nuziali. Mi viene in  « mente; io stesso cha lavoro all'organo per mettarlo a posto, ag-  « giusterlo. Quando accompagnavo cori di ragazze. Venivano le  « collegiali a cantar messa a x. Io suonavo. Suonando ricordo qualcha  « simpatia corta. Quando istruivo anch'io lo ragazzo del mio paeso  <a cantare. Canzoncine, mottetti. Mentre la suora. (5) (‘. L'asilo  x anche. To temevo delle volte di dar nell'occhio ad essa » (alla suora).  < Adesso l'associazione prendo un'altra via; qualche fisonomia   ieri, una giovane vii Poi la fissazione che ne è seguita.  « Mi è durata anche ieri sera la simpati   Auche l’organo che apparisco nel motivo onirico riportato si  collaga — se non noi sogni, nell'associaziona anzidatta — a quella  situazione di strumento smonteto 0 rotto; o comunque che ha bi  sogno di esser messo a posto, aggiustato, cha si trova realizzata  nel Sogno del pianeforto smontato, Tì semplice esame di questi sogni  ci permette di fareal cune constatazioni :   1) Vi è in essi une struttura presso che costante, con variazioni  minime noi particolari. Possiamo perciò legittimamente supporre  che il significato latente di questi sogni sia fondamentalmente unico.   Ciò è particolarmente chiaro per tutti i sogni di orologi. Quanto  al Sogno del pianoforte smontato si potrebbe osservare che esso si  stacca da quei primi sogni.   Tuttavia possiamo notsre che il soggetto racconta quest’ultimo  sogno subito dopo il Sogno dell'oralogio e dell'uomo dd mercato, »  che agli è incerto se i duo frammenti onirici appartengano alla stessa  notte © si siano succeduti l'un l’altro, o se invece appartengano a    S fra parentesi la presenza nel corso delle ass  zioni, ed eventualmente nel coro della narrazione di un sogno, di un ampio  respiro o sospiro, Benussi determinò (ofr. ad es. Suggestione e Psicanalisi,  editore Principato, 1019, pp. 46-46) che questi respiri-soambio, come egli  chiumò, denotano Îl pissaggio da una situazione complessiva di coscienza a  un'altra ; egli accennò pura alla possibilità di utilizzarne la osservazione, nei  corso dello nusociazioni libere, gincchè la loro presenza in nn dato punto del  processo identivo indica che è stata sfiorata dal soggetto una situazione di  particolare rilievo emotivo.    — 12-    SIMBOLISMO ONILCO E SOGNI RICORMENTI    due notti diverse. Se effettivamente si tratta di sogni di notti di.  stinte, il fatto che il soggetto sia portato, subito dopo la esposizione  di un sogno, a ricordare l’altro, indica che sussiste nn legame fra i  due, che i due sogni si riferiscono a qualchecosa di comune, che  essi hanno cioò una egual base latente nell'inconscio del soggetto.   Ma & quosta otossa conclusione ei giungo nolla  episodi onirici appartengano alla stessa notte e si siano in quella  immediatamente suoceduti. E' infatti facilo che frammenti onirici,  riferiti come distinti, in quanto contenenti elementi distinti, ma vis.  suti da un soggetto în immediata successione cronologica, altro non  siano che due divorse trascrizioni simboliche di un'unica situazione  base 0 delle diverse fusi di quell'unica situazione base. L'analogis  che prasentano | joni dei due sogni riferiti ci permette quindi  di ritenere che i due sogni siano in realtà un sogno solo, che l'oro.  logio rotto © îl pianoforte smontato siano un identico oggetto che  si maschera ora in un modo ora nell'altro.   Il soggetto stesso ci dà del resto una conferma di questa in  terpretazione. Dopo aver esposto, nella Sedute 12, quei due sogni,  il soggetto ns racconta altri due sempre relativi all'ultima. notte,  ma accingendosi a rsccontare l’ultimo egli non indica quest'ultimo  sogno come il quarto, ma bensì come il terzo. « Un terzo spunto,  forse meno significativo ancora... ». Egli commette dunque un lapsus  nella enumerazione di quasti frammanti ; ma il Iapana è chiaro: i  sogni sono tre perchè quello dell'orologio e quello del pianoforte  sono effettivamente nel loro significato latente un sogno solo.   2) Anche la tonalità emetiva gonoralo di queeti sogni è costante,  e ciò può costituire una ancor più valida conferma della unicità del  nificato latente. In uno dei sogni, quello dell'orologio e dell'orolo.  le, questa tonalità emotiva si fa particolarmente esplicita :  stato di apprensione, di cosa disperata ».  Tl contenuto manifesto di questo sogno non giustifica una reazione  emotiva così accentuata : un senso di cosa disperata sarebbe fuor  mente di nn orologio che non fun  ziona e di un orologiaio che si sspetta e che non arriva. Questa  reazione emotiva costituisce perciò un indice che la situazione reale    qualcheoosa di asssi più intimo o più grave,  8) Nel Sogno dell'orologio e dei sacerdoti il soggetto per dire    ==    CESARE L. MUSATTI    che il suo orologio non funziona si serve della frase: « E' ancora  all'orpedala, în cura, chissà quando verrà fuori ». La frasa lattaral-  mente non è applicabile ad uu orologio. Essa ci fe perciò suppon  che non si tratti dell'orologio, ma di qualchecosa per cui sia pi  esatto di parlare di un ospedale. Il soggetto giustifica la sun frase  dicendoci che si tratta di una espressione metaforica, abituale in lui,  4 proposito del suo orologio. Ma da un lato la giustificazione che  il soggetto spontaneamente sento di dover dare costituisce previsa  mente una prova della non piena approprietezza di quella frase alla  situazione manifesta del sogno; dall'altro essa ci dimostra come per  il soggetto sussista una analogia fra l'orologio che non funziona ed  an organo ammalato a parciò bivognoso di cura, analogia cha ci  permette appunto di considerare quell’orologio come un possibile  simbolo di un tale organo ammalato. Nello stesso sogno vi è un  altro elemento cho conferma questa interpretazione: il soggetto dice  dell'orologio che esso è ancora all’espedal, in cura, e chissà quando  verrà fuori, ma poi nello stesso tempo egli ha l'orologio con sè, lo  vede, © constate che esso non va, che ha lo lancetto forme.   L’avere un orologio in cura dall'orologiaio esclude l’averlo con sè.  Ma se auzioliò di un orologio si tratte di un orgsno del proprio  corpo la contraddizione scompare: giacchè non ci si distacce dai  propri organi par sottoporli ad una cura.   4) Il motivo onirico ricorrente dell'organo, come strumento mu-  sicale, unito ai dati dell'associazione formulata sulla base della parola  imolo «organo » ci fornisse una ulteriore conforma alla accennate  interpretazione. La parola organo ha più significati. Come strumento  musicale esso apparisce nei sogni e nell’associazione, e come stru  monto musicale è sssai simile al pissoforte, Mu nell'associazione ap-  parisce col primo anche l’altro significato della parole: «di sfug.  gita mi vieno in mente l'organo nel senso fisiologico »   E’ dunque anche qui, come nel caso dell'espressione call'ospe-  dal» usata per l'orologio, il soggetto stemo che ci suggerisco il  rapporto fra l'oggetto manifesto dei suoi sogni e l'oggetto latente  che ne sta a base.   5) Coll’esprossione + di sfuggita » il soggetto sombra attenuare  il valore dell'idea che per un momento gli si affaccia. Attenuazioni  di questo genere sono caratteristiche come espressioni della tendonza  che il soggetto ha a mascherare gli elementi del suo inconscio, di    — 24    AINDOLISMO UNIRICO E SOONE RICORRENTI    quella stessa tendenza cioè che provoca il travestimento di questo  elemento in forma simbolica usi sogni, è che continua ud agire an-  che nella vita vigilo al momento della esposizione del sogno e du-  rante le associazioni libere. Negli stessi sogni surriportati troviamo  altri esempi di questi tentativi di attenuazione e di svalorizzazione  degli alamenti onirici : così l’espressione «ma questo non ha im-  portanza» che il soggetto stesso premetto alla esposizione del mo-  tivo onirico ricorrente all'ergano da lni suonato a cui rispondono  in una chiosa altri organi. Tali tentativi di attenuazione 0 evalorisza-  zione sono sempre sospetti, e debbono essere interpretati — per il  motivo detto — in senso opposto: nel senso cioò che essi ci indi-  cino che sismo in presenza di qualche cosa di particolarmente si-  gnificativo.   Analogemente hanuo un carattere sospetto ls giustificazioni di  carattere razionale con lo quali il soggetto inconsapevolmente tenta  di rendere logico qualche elemento dei moi sogni: abbiamo già  accennato alla giustificazione, data dal soggetto, della sua frase re-  lativa all'orologio ia cura, all'ospedale, Quella giustificazione è data  dal soggetto nel momento în cui racconta il sogno; ma talora olo-  menti giustificativi di questo genere appariscono come elementi 0  impressioni appartenenti al sogno stesso. Cosi la giustificazione data  nel Sogno del pianoforte smontato: « confusamente capivo che era  par non pagara la tasa». Sono asanti dalla tassa sui pianoforti  quei pianoforti che per mencanza di una parte essenziale non pos-  sono essere usati, eil il soggetto trove una motivazione logica allo  stato dol pianoforte, che gli 1 sogno, nella intonziono  di sottrarsi alla tassa. Però il soggetto eggiunge: « veramente si  page lo stesso ». Egli accenna qui al fatto che un pianoforte. s0l-  tanto smontato, soltanto provvisoriamente quindi non ussbile, paga  la tassa egualmente. Con questa osservazione egli sembra quasi vo-  lerci dire che il pianoforte era smontato si, ma non definitivamente  inutilizzabile. Vedremo poi & che cosa ciò si possa collegare,   6) Da quanto abbiamo esposto finora risulta logittimata nna  interpretazione di questo gruppo di sogni, come espressioni di preoe-  eupazioni latenti nel soggetto relative ad nna capacità di funzionare   un organo particolare. Di quale organo si può trattaro? So to  ninmo conto da tn lato del fatto che le associazioni libero sulla  base della parola « organo » trasferiscono il soggetto în un ambiente    — 138-    CESARE L. MUSATTI    emotivo leggermente erotico (cerimonie nuziali, cori di ragazze, le  collegiali, la suora, il timore di « dar nell'occhio » alla suora, una  giovane veduta 5 la «fissazione», la simpatia che ne sono derivate),  dall'altro che un tale organo è simboleggiato de orologi, che spesso  appariscono come tenuti in mano, o da strumenti musicali che ven.  gono suonati a mano, non vi può essere dubbio alcuno sulla nature  dell'organo & cui il soggetto si riferisce simbolicamente in questi  suoi sogni.   7) I sogni suesposti sono danque sogni di impotenza sessuale.  Consideriamo a tale proposito le comunisazioni che il soggetto stesso  fa. Il soggetto dichiara di non aver mai avuto rapporti sessuali, e  motiva la sua astinenza, in parta con la propria estrema timidezza  € con la propria mancanza di iniziativa, in parte con quella che egli  indica come « mancanza di occasioni », ma soprattutto con î suoi  convinoimenti morali e religiosi, maturati « rafforzati da una adu-  cazione ispirata ad un certo rigorismo religioso, educazione iniziata  durante l'infanzia nell'ambiente famigliare e proseguita nell'adole-  scenza in un ambiente di collegio condotto da sacerdoti. Verso le  persone responssbili di questa educazione religiosa il soggetto pre-  sente un’ambivalenza affettiva, che si estende a tatto ciò che ha  riferimento con la religione,   TI soggetto ritiene che la radice della sua timidezza © di tutti  i suoi mali sia dovuta appunto a questa educazione, ma sì sente  contemporansamente vincolato « como da un giuramento » ai prin-  cipî stessi religiosi e ad una condotta di vita coerente a quei principi.   Il soggetto nega pure di essersi abbandonato a pratiche ma-  sturbatorie, sia nel presente che nel passato, ma questa sua nega-  zione per ciò che si riferisce al passato è da accogliersi, per i mo:  tivi che più sotto esporremo, con riserra.   Infine il soggetto aferma di aver sentito violentemente nel pas-  sato gli stimoli sessuali; egli si esprime circa questa sna passata  esuberanza di tendenze in termini che contrastano profondamente  con la sua astinenza: egli infatti si vanta di quolla esuberanza con  la stesso espressioni con lo quali un libertino potrebbe vantarsi della  sua capsoità di avoro rapporti sossuali froquontissimi. Egli afferma  che soltanto a prezzo di grandi sforzi è riuscito a resistere ni suoi  istinti sessuali. Il soggetto dice che negli ultimi tempi questi sti-  moli si sono fatti meno prepotenti, ma dico di ritenere ciò dovuto    — 126-    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    soltanto al mancato nso delle funzioni sessuali. Non fa mai cenno  alla possibilità di essera impotente e, sia pure in forma vaga ad  imprecisa, accarezza l’idea di ammogliarsi. Dice di non essersi fino  ad ora determinato perchè non sa prendere una decisione definitiva.   Di fronta allo donne facilmento ogli si sento eroticamente at-  tratto, ma non appena uns tale attrazione incomincia a determinarsi,  si produce in lui quello che egli esprime come un « arresto», un  cambiamento improvviso, per cui l'atirazione stessa svanisce. Questo  mutamento improvviso per lo più si accompagna con l'animarsi di  processi giustificativi: egli è improvvisamente colpito da qualche  Piccolo particolare nella fisonomia o nei gesti della donna di cui  si tratta, particolaro cha gli appare come un difetto ad agli ha  l'impressione che sia un tale difetto a rendere impossibile il per-  darare 0 il progredire di quella attrazione.   Questo fonomeno di «arresto » gi produce però in lui non  soltanto per gli stati di eccitazione erotica, ma rientra in un feno-  meno geuerale : ogni sforzo che egli fa per prendere una decisione  qualsiasi, o per assumero uu dato atteggiamento interiore, o per  impostarsi nel senso di quella che egli indica come una « maggior  sostenutezza interiora », è frustrato da una forza interna che lo  arresta, lo abbatte, lo piomba in uno stato di dubbio e di scrupolo,”  accompagnato da un senso impreciso di col   E' questo feriomeno che costituisce, almeno soggettivamente  per lui, l'elemento centrale del suo male, e che lo fa particolar:  mente soffriro giaochè egli non si sonto mai padrono di sè stesso  e vive questa forza intema come qualche cosa di estraneo a   Prescindendo da questo fenomeno più generale e considerando  soltanto l'atteggiamento del soggetto rispetto alle persone dell'altro  sesso, possiamo ravvisara in quasto atroncarsi fin dall'origine di  ogni attrazione erotica, una forma di impotenza che si manifesta  prima ancora di qualsiasi tentativo di avvicinamento sessuale e che.  è talo da rondore ogni tentativo impossibile.   Malgrado ciò il soggetto, come dicemmo, non accenna mai  esplicitamente all'idea di essere impotente: egli continue a pro-  porre, a sè e agli altri, il problema se alla sua salute converrebbe  © meno l'avere rapporti sessuali; maschera così il proprio stato ©  reprime la proprie preoccupazioni.   È’ perciò giustificata, anche in base alla considerazione dei dati    —- 127-    crsaRE L. veATTI    obbiettivi relativi alla vita sessnalo del soggetto, la interpretazione  doi sogni sopra esposti como espressione di queste preoccupazioni  represse,   8) Quei sogni non esprimono però soltanto il timore di essere  impotente, ma anche l'aspirazione £ gusrire. Gli orologi, o gli stru-  menti musicali che in essi appariscono, non sono infatti per lo più  definitivamente, ma solo provvisoriamente fuori uso.   Abbiamo già veduto che nel Sogno del pianoforte smontato il  soggetto stesso sembra volar precisare, medianta l'accenno alla que  stione della tassa, che il pianoforte è solo per il momento in  condizioni di non poter essere adoperato.   Nel Sogno degli orologi e dei sacerdoti l'orologio è «ancora în  cura»; nelle immagini che si presentano al soggetto nel corso delle  associazioni sulla bs della parola organo è il soggetto stesso che  < mette a posto », che «aggiusta» l'organo.   Nel Sogno dell'orologio e dell’uomo del mercato questo motivo  del guarire o aggiustare si trasforma in un cambio dell'orologio che  non funziona con tn orologio nuovo, cambio proposto dall'uomo  del banso. Questa proposta di cambio, cha nel campo degli orologi  ha un aspetto logico, è — presa ella lettera — irragionevole psr  un organo del corpo umano. Ma il soggetto sembra quasi sccennare  ogli otesso a questa irragionevolozza con la parola. «s0ioschosse  che, come proprio commento attuale, egli intercala al racconto della  proposta fatta dall'uomo del banco, Quelle parola esprime inoltra  uno di quei tentativi di svalorizzazione 0 attenuazione degli elementi  onirici a cui abbiamo accennato in 6) e insieme alla incertezza  ospressiva del soggetto in quel punto della sua narrazione del sogno,  denota un particolare stato di imbarazzo.   Se teniamo * conto del fatto cho darante l’anslisi lo sperimen.  tatore rimane seduto distro una scrivania davanti alla quale,  ga un lettino, sta il soggetto, e che lo sperimentatore all’  dell'analisi avova affermato al soggotto che l'analisi atotan avrebbe  forse potuto portare un giovamento el complesso dello suo soffe-  renzo e dei suoi disturbi, possiamo pensare che nell'uomo del sogno  seduto al banco © iutento 4 scrivere (come lo sperimentatore è se  duto alla sorivania e intento a scrivere ciò che il soggetto gli espone)   ia da ravvisare lo stesso sperimentatore, e che nella probabilità di  sostituire l'orologio difettoso con ino nuovo, di cui parla l'uomo    — 128    SNIDOLISIO ONIIICO R SOGNI NICORMENTI    del sogno, alludendo £ qualche cosa che egli ha nell'interno del  banco, sia da ravvisare la probabilità di una guarigione assicurata  al soggatto dallo sperimentatore e fondata iu qualche modo sulla  cartella di appunti contenente i dati dell'analisi, che lo sperimen-  tatore alla fine di ogui seduta rinchiade in un cassetto alla pre  sensa dol soggetto.   Esponendo il proprio sogno allo sperimentatore il soggetto în  corto modo gli ricords quella che egli ha interpretato come una  promossa di guarigione.   9) So gli orologi hanno nei sogni esposti il significato di or-  gani sessusli maschili diventa chiara la contrapposizione che si  presenta în due di quei sogni fra l'orologio del soggetto, che non  va o va malo, ogli orologi di altro persone (tutte di sesso maschile)  che fuuzionano normalmente (Sogno degli orologi e dei sacerdoti ©  Sogno degli orologi tenuti în mano). Il soggetto si sento di fronte  agli altri uomini în una condizione di inferiorità. Questo senso di  essere esoluso da ciò che tutti gli altri possono avere, emerge in  forma trasparentissima în un altro sogno. Esso ha una struttura  diversa da quolla doi sogni fitora cepoeti; ma fu narrato dal cog-  getto come sognato immediatamente prima del Sogno degli orologi  tenuti in mano, ed anche per questo motiso lo possiamo considerare  come relativo allo stesso insieme di elementi latenti. Lo riferiamo :   Sogno dell'ura, (Seduta 19). «Prima è accaduto qualche cosa  (0'è stato qualche altro episodio onirico); « mi pareva di stare sc-  « compagnendo dei giovani, como si fa con le camerate dei collegi,  « oosì a passeggio,a spasso. Mi pareva di esserci anch'io, ma non  «di averlì in cura, di averne responsabilità. C'era un altro. Però  « eravamo come în un ambiente di campagna: eravamo in un cor  < tile: da una parto una casa, dall'altra un collo piono di vigneti,  « coperto di vigneti. Di là c'erano i padroni mi pare. C' era questo  « di bello: si potera mangiare uva a sazietà con la loro condiscen-  « deuza; così che Î ragazzi, immeginarsi, si sono buttati qua © là  «a mangiar uva. To so che a un certo punto avevo în mano una  « specio di candelabro, candeliere; o siccome l'avevo in mano e  «volevo mangiar uva anch’ îo sono andato a poggiarlo al muro  « dalla casa in mezzo a della piante, a collocarlo. So che si ineur-  « vava, non stava diritto. Ma, pensavo, tanto non e' è olio de span.  « dere, Beh! Sono tornato poi per mangiar l'uva, so che ho teso    — 19    CESARE T, MUSATIT    «la mano anch'io. Poi c'erano i grappoli tutti consumati perchè  « gli acini erano stati staccati. C'erano non soltanto i nostri giovar  « studenti, ma anche altri che approfittavano di questa condiscen-  « denza, di questa libertà (T) (!).   «Si sontiva anche il rumore di questi grani staccati: tao, tac;  «an ramore ripetuto, ritmico di questo consumar l'uva. C'era un  « rumore ritmio iva intorno. Mfi pareva di veder  «intorno dell'uva consumata in parte o tutta (T) (").   «So che a un certo punto ha mandato me questo Direttore,  «mi ha detto: vada là sul monte a veder di troverli questi ra-  « gazzo (lapsus per ragazzi), Sono andato în su. Andavo sotto le  « viti qua @ là, e invece di vedere i nostri vedevo gli altri che  «spprofittavano di questa bazza. Poi mi pare che il sogno non  «abbia avato una continuazione ».   La sistemazione fondamentale del sogno è chisramente costi-  tuita dal fatto che il soggetto è escluso da ciò che gli altri pos-  sono liberamente avere. Inoltre so anche tutti i particolari del s0-  guo non sono immediatamente comprensibili, vi sono alcuni ele-  menti che ci permettono di precisare la natura di questa esclusione  0 di questa libertà : così il candellier che s'incurva 6 non sta ritto,  ms che tanto è indifferente stia ritto o no, perchè non contiene  , è un simbolo evidento della impotenza del soggetto ; a così  pure il ramore ritmico che accompagna la consumazione dell'uva  costituisce uns allusione chiara ad atti sessuali.    ‘n tio, di cui è qui supertluo esporre  esteriore, Il soggetto lo col some un morimento volontario efettuato  ‘allo scopo di aiutare una reazione a quello forse a Ivi estraneo che egli sente  n tratti agire in sì ed-allo quali è nccennato sopra în 7. Questo n  la cui origine risalo a dieci anni fa è ora divenuto del tutto automatico, e il  più dello volto si dewrmina sanea cha neppure Îl soggetto sa no randa conto.  Esso si fa più frequente di fronte nd argomenti 0 idee che turbano emoti  mento Îl soggetto, Indichiamo perciò con (T) È casi iu cui Il te è stato notato  nol corso della narrazione dei sogni. Tulora al presentarsi del tio lo speri-  mentatoro ha interrotto la esposizione del soggetto, per chiedergli ragione del  movimento affettuato, Così in questo caso particelare: il soggetto risponde con  tono irsitato « non mo ne ano acsorto » © continua la narrazione del sogno.  () Lo sperimentatore domanda ancorail perchè del movimento, e il  getto risponde: « Non so neanch'io, sto pensando a queste erenienze », Dopo  un lungo silonzio fl soggetto riprendo a narrare,    (4) DI soggetto. present    — 130-    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORERNTI    Il soggetto atasso alla fino della esposizione del sogno doman.  da allo sperimentatore; « Che cosa potrà voler dire questo sogno ?  Che abbia un significato sessusle? » e poi commenta da solo:  « Forse impressione che altri porti via... » (dopo una sospensione  che indica chisramente come il soggetto volesse dire un'altra cosa)  < l'uva».   In connessione alla contrapposizione che il soggetto effettua  anche in quasto sogno fra la propria condizione a qualla dagli no-  mini normali, si presenta un motivo che ricorre spesso tanto nelle  comunicazioni spontanse del soggetto quanto nelle associazioni : il  motivo cioò del rimpianto per ciò che il soggetto non ha avuto 0  non ha (e che dalle comunicazioni del soggetto apparisce come  qualche cosa a cui il soggetto ha volontariamente rinunciato) e della  impressione che questo qualche cosa di comunque perduto sia go  duto da altri.   Così ad esempio nel corso di una esperienza di associazione  provocata sulla base della parola ornamenti tratta da un precedoute  sogno (Seduta 10): « Ornamenti dello donne per eppariro in pub  « blico, forse collegati allo loro tendenze sessuali. Oppure tante  « volte no, anche la. vanità. Confronto tra questi oruamenti, gli  « ornamenti cho servono a preparare la vita sessualo, © gli orm  « menti più nobili. Uno scienziato he scritto un grosso libro:    cova che quando si arriva ad una certa età con una certa espe.   rienza della vita si capisce che in questa vita non o'è altro a  « oni ci si possa attaccare che la vita sessuale. Mi  « questo pensiero perchè segna una certa inferiorità dei valori  < ideali comunemente considerati superiori dell'umanità, rispetto a   quelli cho ai indicano como più bassi. Mi vione il dubbio che  « qualche volta potrebbe esser vero quello che dice questo scien:  « ziato: quando qualcuno non trovasse altro conforto, Il pensiero  « del rinunciare, sacrificare per questi ideali anche la propria vita,    mo in mente    La questione della utilità sociale ed individuale del rinunciare,  sacrificarsi ad una rinuncia a questi ideali, in nome di altri su-  Pensiero che ho sentito da più d'uno, gente volgare che  « diceva: « Quello che rinnega uno lo prendo un altro, quello a  « cui uno rinuncia lo gode un altro ». Cioò sul valore reale di  € questo pensiero: il malo che uno si astiene dal fare può essere    — 3    CESARE 1, MUSATTI    « fatto da altri, E' un ragionamento che dà nell'amoralismo. Mi  < viene in mente così per associazione. Dova siamo andati a finire ».   10) Oltre che una generica contrapposizione fra la impoten  del soggetto © lo capacità sessuali altrui, contengono i sogni degli  orologi è quello dell'uva anche rappresentazioni conoreto di atti  sossuali ?   Se ci affidiamo all'esperienza psicoanalitica secondo la qual  la casa è un simbolo del corpo umano ed in particolare dol corpo  femminile; il bosco, o un insieme di piante, è simbolo dei peli  del pube; il portone è simbolo dell orificio genitale femminile;  l'orologio si riferisco indiferentemente ell'organo sessuale maschile  @ famminile a può în particolare rappresentare la clitoride ; si pre-  sentano subito altre interpretazioni in questo senso: nel sogno del-  l'uva l'atto del soggetto di appoggiare il candeliere al muro della  mesto allo pianto apparisco nn tentativo di avvicinamento  sessuale che non si completa (poichè il candeliere si ineurva, non  sta diritto); nel sogno degli orologi e dei sacerdoti il fatto che uno  di quosti si appoggia al portono s ch intanto uno degli orologi  (il soggetto non sa se quello del sacerdote © quello sul portone)  acquista maggior risonanza (si fa dunque în certo modo più attivo)  apparisce come uu vero congiungimento sessuale.   Ma non ci vogliamo soffarmara au queste interpretazioni, dato  che intendiamo qui occuparci prevalentemente delle interpretazioni  per le quali si possa prescindere dal significato dei diversi simboli  attoosato soltanto dalla csperionza anteriore.   Piuttosto vanno notati altri elementi che si ripetono nei sogni  soprariportati : in uno dei sogui di orologi, più persone tengono  l'orologio in mano (sogno degli orologi tenuti in mano), Esplicita-  mente questo non spparisco nel segno degli orologi e dei sacerdoti ;  tuttavia la situazione di questo sogno è assai analoga a quella del  soguo precedente. Nel motivo onirico dell'organo suonato dal sog-  getto, tre 0 quattro organi rispondono con divarse tastiere, Nella  associazione provocata sulla bass della parola organo, l’accenno all’or-  gano nel senso fisiologico è seguito dallo espressioni « la testiera.  Suono io ». La parola x tastiera » ricorre frequentemente a propo-  sito degli organi e del pianoforte. Gli strumenti musicali cho ap-  riscono in questi sogni sono tutti suonati a mano, Ed è în meno  che il soggetto tisue il candeliere nel sogno dell’ uva. L' subiente    — 132 -    SIMBOLISMO ONTRICO E SOGNI RICORRENTI    di quest'ultimo sogno è un ambiente di collegio (« come si fa con  lo camerate dei collegi »). Tutto ciò fa ritenere che alla beso di  questi sogni sti probabilmente una qualche esperienza, risalente  agli el collegio, di pratiche onanistiche collettive. Nulla è  possibile sapere a tale propcsito dallo comunicazioni dirette del  soggetto, le queli sono negative. E' stato possibile rianimare nel  soggetto un solo ricordo, cho agli localizza în epoca assai remota  quando avrabba avato soltanto cinqua anni : un ragazzo compì atti  onanistioi in sua presenza. Il soggetto dica di averne tratto un'im-  pressione di orrore che perdura anche attualmente: « ho rifuggito  « con un orrore terribile. Tanto è vero cho anche adosso ho orro-  « re di quello, Piuttosto che andare con lui avrei voluto morire ».   Ma la assenza di ricordi precisi non è in questo campo una  testimonianza sufficiente ad esclulere qualche fatto del gene!  D'altra parto è certo che nella infanzia e nella adolescenza del  soggetto vi è qualche cosa di torbido che l’analisi ha potuto solo  sfiorare, non individuare esattamente, sia porchò è stata interrotta  troppo presto, sia a soprattutto perchè il soggetto non si abbandona  mai del tutto passivamente ad essa (le associazioni libere soprat  tutto lo turbano : perchè gli pare che « urtino contro la sostenu-  « tezza personale interna », perchè in esse o'è un « abbandonarsi  « a divagazioni che non sono regolate dall'attività cosciente» ed  agli fa di tutto, ricorrendo anche ad artifici puerili, per sottrarvisi).   Esperienze come quello accennate potrebbero aver avuto una  qualche parta in questo qualche casa di torbido.    mn  Por un individuo dominato,  consapevoli, dal dubbio di essere impotente, e che tuttavia non ri-  nuncia al proposito di tentare prima 0 poi di avvicinare sessual-  mente una donva, uu tale tentativo deve presentarsi col carettere  di una prova da affrontare, di un ssamo da superare  Un sogno come il seguenta in cui il soggetto ha l'impressione  di dover sostenere on esame, ed è perciò turbato © preoccupato  perchè si sento impreparato, e în cui però l'esame alla fine non si  compie, ma rimane sospeso, può perciò essere interpretato come  trascrizione simbolica di una situazione di tentato e von compiuto  avvicinamento sossuale. Riportiamo il sogno :    puro in forme non del tutto    — 133°    CESARE L, MUSATTI    Sogno dell'esame. (Seduta 4). « Mi sono soguato che dovevo  « fara l'esame di tedesco. Sempre a base di apprensione. E' raro  < che nei sogni non eutri l’epprensione. Ero in pensiero per le tor-  « me verbali; mi sentivo impreparato. E dopo il sogno si è fer-  « mato li. L'esame si vedo che non è avvonuto. Mi parova che ci  « fossero i professori là intorno. Mi pareva di star seduto a questo  « tavolo, al tavolo dell’esamo (S). Mi aspettevo che l'esame andasso  « male, Cosa diranno quando l'esame andrà malo ? » (Lo sperimen-   tutti uomini i professori ?) « Si; o almeno non  ‘era l'impressione specifica che ci fossero donne ».  (Lo sperimentatore domanda: com'era il tavolo dell'esame ?) « Ret-  < tangolaro. Non avevo visto neanche uno degli esaminatori. Ne   « suna fisonomia specifica, nota, determinata. C'era questo senso  « di apprensione. E' stato breve. Tanto è vero che è rimasto tron-  < co. L'esama non è avvenuto. Prima dovevo fara l'esame, questo  « forme verbali, questo tedesco. Poi ero lì abbattuto ».   Gi sono vari elementi nel sogno che concordano con la inter.  protazione suesposta : la tavola è, secondo l'esperienza psicoanalitica,  simbolo del corpo femminile ('). Ricordando se stesso seduto davanti  al tavolo dell'esame il soggetto emette un profondo sospiro, che,  secondo quando abbiamo detto, indica che l'ides di questo tavolo  ha nel soggetto nua certa risonenza emotiva. Questo tavolo è T'u-    () A proposito di questo significato simbolico della tavola ra notato il  tetto seguente: il soggetto presenta un complaaso edipico alle propria  ja (ogli non conobbe In madre). Nei riguardi di questa matrigna il com-   Da lungo tempo provate tnt-    tà che il soggetto  ponsubilità della maggior parte dei  trigna gli è insopportabile, Ma soprattutto gli è iusopportabile stare ii  a tavola con la matrigna; «quando mi trovavo con lei a tavola mangiando...  «non sarei mai andato a tarola a mangiaro. Ci andavo sforzato. Mentre mau-  «ginvo mi sembrava di essore menorato » (correggendosi) » minorato, di de-  re (2) del mio esser la tavola © andavo    uo mi Levavo    I) soggetto spioga ciò attribuendo alla matrigna la capacità di esercitare  su di lui un influsso malefico, ed in particoluro di sottrarro a lui «le sue ce-  pacità mentali +,   La rapalaione a stars a  cemonte la ropulsione verso una situi  della tavola — vieno per lui n rappresei    prò onore sompli-  {l significato simbolico  are simbolicamente l'incesto.    — 134 -    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    nico oggetto conoreto oltre alla persone stessa del soggetto, che ap.  pariscs nella scena onirica. Il soggetto parla anche degli esamina.  natori come un elemento riempitivo del sogno, che serve solo a co-  atruiro l’ambiento di esame, anzichè come elemento effttivo (coma  insieme di attori) della situazione sognata. L'esame non ba luogo,  me il soggetto rimane abbattuto di fronte al suo mancato compimento.   Tuttavia la interpretazione esposta potrobbo apparire arbitraria  so non si potesse giustificare in base ad altri sogni che a questi si  collegano. Così îl sogno seguente :   ‘Sogno degli esami e delle scarpe lordate, (Seduta 8) « Pieno su  « pariora di un adificio, di nna easa che non so quale sia, indeter-  «minata. Un corridoio dove mi trovavo insieme con parenti, mi  « pare qualche mia cugina, mi pare fosse una cugina. Va bene.  «Mi paro anche ci fosso qualche professore nello stanzo attigao a  «questo corridoio, le cui porte davano su questo corridoio. Il cor-   « ridoio metteva su queste stanze, Si stavano facendo degli esami.  «Io non c'entravo negli esami. Situszione d'animo: imbarazzo ge-   « narale, stato d’animo imbarazzato. Bah! Poi, che vediamo ? Que  «sto stato d’imbarazzo da prima indeterminato si precisa in im-   « paccîo, irrequietezza dovuta ad un fatto... » (ride) « banale. Mi sono“  «lordato le scarpe nel corridoio. Proprio a mo deva succedere!  «Ero con un parente, Ero etraniato dagli esami, ero in uno stan-   < zino più piccolo, pianerottolo di una Mi sono stizzito. E  «adosso come farò qui? Beh! Così è andato a fini   (Lo sperimentatore domanda di che cosa fossero lordat  <Di sterco » (umano ?) « SÌ, mi pare di sì, Tutto arrabbiato. Sfizzato,  « stizzito ero. Va bono!» (ride tra sè) « E' stata una infiorescenza (?)  «del momanto. Bah!»   Anche în questo sogno come în quello precedente apparisce  la situazione «esame». Nel primo sogno il soggetto doveva soste  noro questo esame, ma poi non lo sostiene; in questo sogno ogli  è senz'altro atraniato, escluso dall'esame stesso : egli è fuori delle  porte (è già stato accennato più sopra al significato simbolico che  può essere attribuito alla porta) dell'ambiente dove l'esame si ef  fettua. Abbiamo veduto che senso possa darsi al tavolo del primo  sogno ; în questo secondo sogno egli è senz'altro vicino ad una donne  (la cugina), Nel primo sogno egli è da prima în uno stato di aj  prengione, si sente impreparato ed è preocoupato per la figura che    — 135    CESARE L, MUSATTI    farà nell'esamo} poi è abbattuto. Iu questo sogno ogli è imbarazzato:  l'imbarazzo è da prima generico e privo di una giustificazione : poi  esso trova un elemento giustificativo, l’iucidente occorso alle sue  scarpe, che lo metto in una situazione ridicola di fronte alle donne  che è con lni.   Malgrado le leggere varianti la situazione sia oggettiva che  emotiva dei due sogni è sufficientemento analoga, ed il secondo  sogno ammetto la stassa interpratazione che è stata data par il primo.   In certo morlo anzi il significato laterite del sogno è più chiaro  in questo secondo sogno in quanto la scena ha qui esplicitamente  come personaggi Îl soggetto stesso cd una donna.   Ma ancora più chiara si fa la situazione in questo nuovo sogno :   Sogno della lezione. (Seduta 11). « Mi pareva di dar lezione, a  tavolo: altre persone 0 studenti o insegnanti che stavano stu-  « diando dall'altra parte del tavolo. A un certo punto si sono allon-  « tanati, Mi parova di staro a dar lezione ad una ragazza. E mi  « pareva che dando lezione ci si toccasse con la testa, poi adagio  «ad fossaro accoatata anche la gnanoie, guancia a gnancia.  «Le signorina non la conosco, un tipo ideale, non un tipo deter:  « minato. Guancia a guancia, e poi anche... -— guardiamo se ri.  « cordo — mi pare anche cel piode, cou la gambe. Avevo una  « reminiscenza di quanto mi avviene in tempo di veglia: l'incer-  « tezza dell'emozione reale: mi pareva che l'emozione veni  « mancare. Il solito fenomeno: ero nell'incertezza così confusa-  « mente. Quella vicinanza era un po’ fredda. Sentivo il bisogno  « interno di una ispirazione, di una commozione, © stentava ad  « arrivare. Questo contatto ora così. Poi ci si distaocava per andare  «avanti coll’ insegnamento. E° finito così, Ero io che indieavo;  «ricordo anche di aver letto sulla pagina, di aver spiegeto, di  « aver indicato con la mano ».   L'esame si è qui tramutato in lozione, ma c'è analogia fra lo  due situazioni. Inoltre anche qui il soggetto è davanti ad un tavolo.  Poi del tavolo non si parla più ed il soggetto dà lezione ad una  raguzza. Lo espressioni con lo quali il soggetto parla prima del  tavolino e poi della ragezza sono quasi identiche («Mi pareva di  darlezione ad un tavolo », « mi pareva dî stare a dar lezione a una  ragazza ») anche so hauno un diverso valore nei due luoghi giacchè  «ad un tavolo » ata par «davanti ad nn tavolo »: così che si può,    — 136.    SIMBOLISMO ONTRICO E SOGNI RICORRENTI    in baso a quanto abbiamo veduto più su, considorero il tavolo come  una duplicazione del corpo della ragazza, col quale egli in seguito  ha dei contatti. Questi contatti che probabilmente — data la titn-  banza del soggetto nel narrare il sogno — sono stati maggiori nel  sogno di quanto il soggetto non riferisca, si accompagnano a quel  impressione di una mancata produzione 0 di un arresto della ecci  tazione erotica che rappresenta la forma con la quale la impotenza  ssssualo dal soggatto si manifesta allo stato vigi   In questo sogno dunque la situazione che nei due sogni pre  cedenti si presenta sotto travestimenti simbolici si fa assi più  manifosts. Così puro nei sogni seguenti :   Sogno della fidanzata. (Seduta 12.) « Poi a un certo momento  <mi pareva di essere a fianco di una giovane che mi è stata pre-  «sentata, C'ero io e lei, e di Ià c'erano i suoi parenti. Mi è stata  «presentata da nn so zio. Mi ara stata presentata con l’intenziona...  < con intenzioni seria» (a scopo matrimoniale) «poi l'ho lasciata lì  «perchè non sapevo neench'io che coss fare. Qualche volta mi viene  mento nello stato di vaglia, di riallacciare... no di riallasoiaro,  «di mantenere, la conoscenza : di fare un viaggio, andare dalla fa-  «miglia che mi ha ospitato ancora. Mi pareva di essere nel centro  «del paese, per la strada, per una strada frequentata, in compagnia,  «come si fa, così. Ma... rimanevo în uno stato indeterminato» (più  «che inderminato, va inteso di indeterminatezza) « che il mio stato  «anche slla veglia verso quella giovane, che è una giovane fiorente,  «una brava giovane, non 0' è nienta da dire. Mi parava che fosso  «anche più bella del solito questa notte. Come dicevo rimanevo in  «questo stato di esitazione tra...; non saprei neanch'io perchè non  «c'era uno stato determinato : esitazione per l'avvenire. Mi paro  «che se il pensioro fosse andato più avanti, mi sarei determinsto  «se sì 0 no... se fare 0 non fare (T). Sospensiona così, senso di  «sospensione. Non c'era. un sentimento che si sviluppasse (5).  «Bene! Poi la visione si ferma così ». 




Simbolismo onirico e sogni ricorrenti    Cesare L. Musatti   PADOVA   (Continuazione)    Sogno della signorina conosciuta di vista. (Seduta 13.) « Mi pa-  « reva di essere in compagnia di una signorina, una giovane che  « conosco di vista. è stata anche qualche altra cosa prima : vi-  « sioni vaghe che si sono determinate in questa signorina. Si era  « insieme a conversare vicino.... a parlare di non so che cosa (S).  -c Si stava cosi. Sentivo una certa simpatia. Mi ricordo che V in-  « sorgere di un sentimento era come invaso da una corrente fredda   < che demoliva questo mio sentimento. E’ svanito così freddamente  € il sogno, mentre in principio c’ era una specie di accensione. >  (Lo sperimentatore domanda come fosse la signorina) « Non ricor*  « do.... affabile: si trattava di semplice simpatia. Si prova simpatia  « per una persona che piace ».   Sogno della giovane vestita di rosso. (Seduta 15.) « Una cosa si-  € mile all’altra notte. Sempre simili in queste notti. Mi pareva di   < essere con una giovane che non so chi sia, che non conosco in  « complesso. Una giovane piuttosto bruna. Si parlava insieme. Ma....   « non ricordo. L’argomento non. Si parlava. Di cose che si pos-   « sono fare, di cose che non si possono fare. Forse anche sessual-  « mente parlando. Certi ritrovi (?), certe confidenze che si possono  « prendere o no. Mi pareva di essere in una specie di incertezza  € tra avanzare certe parole di confidenza e il tacerle, tra l’acco-  « starsi e lo star lontano. Uno stato d’animo cosi. Piuttosto paura  « che non commozione o passione. Di non trovare insomma quel  « rapimento, quell’incantamento che si prova, che si aspetta di pro-   < vare, in situazioni simili. Senso generale di sentimentalità. Poco  « erotico: era come soffocato da questa incertezza ». (Dopo un lungo  « silenzio :) « Mah ! non era sempre la stessa situazione. Ora ada-  « giata sul letto, ora in piedi vicino a me ». (Lo sperimentatore    179 —     CESARE L. MUSATTI    domanda come fosse vestita). « Come al solito : rosso cupo, rossvN  « viola ». (Lo sperimentatore domanda : perchè come al solito ?)  « Anche in altri sogni, rosso o‘ nero. » (Lo sperimentatore domanda :  come era buttata sul letto ?) « Con la faccia in giù. Io ero là vi-  « cino, continuavo a discorrere. Mi pareva di aver messo la mano  « sul braccio. » (Lo sperimentatore domanda : nudo ?) « Si, mi par  « di si.... o sulla coscia anche. Mi pareva che mi dicesse : Eh no,  « questo non si può. Poi il sogno è finito cosi ».   Sogno delle ragazze sedute sui banchi. (Seduta 22.) « Di indole  « erotica, indeterminato. Mi pareva di vedere, ma tante, delle gio-  « vinette. Di essere in loro compagnia. In senso vago, sfumato (dà  < segni di imbarazzo) e di provare ripetutamente verso queste un  « senso di simpatia, verso esse, e poi di svanimento di questa sim-   « patia. Simpatia. in senso sessuale. E poi come rassegnazione   « forzata, delusione, mortificazione di queste tendenze. Erano se-  « dute su banchi, scranni, non ricordo bene. Mi pareva che fossero  « anche proclivi a.... parlare, discorrere. E di sentire io invece,  € dentro di me, questa manchevolezza >.   Questi ultimi sogni non hanno bisogno di una interpretazione.  Essi riproducono costantemente una identica situazione, in forma  chiara ed appena velata nella maggior parte dei sogni da una certa  idealizzazione di quelfelemento erotico, che in altri sogni (quello  della lezione e sopratutto quello della giovane vestita di rosso) si  presenta in forma più cruda. Essi ci permettono di capire meglio  i primi due sogni nei quali lo stesso contenuto latente si presenta  in una trascrizione simbolica. Si possono fare a tale proposito le  seguenti considerazioni :   1) Noi abbiamo potuto stabilire un rapporto fra il Sogno del-  Vesame e quello degli esami e delle scarpe lordate^ per l’identica si¬  tuazione esame che apparisce in quei due sogni ; e cosi un rappor¬  to fra questi due sogni e quello della lezione in base ad elementi  comuni (il tavolino che apparisce nel primo e nel terzo, la ragazza  che apparisce nel secondo e nel terzo) e alle analogie fra la situa¬  zione esame e la situazione lezione ; ed infine un rapporto fra il  sogno della lezione e i successivi per la riproduzione in tutti questi  sogni della identica situazione emotiva (eccitazione erotica, che poi  si arresta, si raflFredda).   Ma sono sufficienti questi collegamenti a catena per affermare    — m —       SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    che tutti questi sogni hanno una identica base, e che cosi è ad  esempio identico il significato latente del primo e deir ultimo di  essi, o c’è qualche cosa di arbitrario in questa nostra conclusione ?   Per rispondere a questa obbiezione consideriamo una esperienza  di reazione associativa effettuata due giorni dopo la narrazione del  Sogno delVemme partendo dalla parola stimolo esame (Seduta 6.) :   « Certi esami fatti l’anno scorso u signorine. Mi ricordo una certa  € impressione che mi è rimasta dopo aver fatto questi esami. Un  € mucchio di fiori femminili che vengono di lunge. Sensazione di  € commozione involontaria. Mi ricordo che quella sera mi sentivo  « meglio in seguito a questa commozione. Sensazione che si prova  « quando si vede una bellezza muliebre. Senza scrupoli quella volta.  € Ero in una condizione più libera, più franca : mi è rimasta qual-  « che giorno... finche mentre studiavo qualche giorno dopo, la mat-  € tina dopo, mi è venuta in mente un’osservazione fatta nel passato,  « non devi lasciarti abbandonare ecc. e allora come al solito è  « passato e sono entrato in un certo senso di malessere ».   La parola esame, tratta dal sogno, dà origine ad un decorso idea-  tivo che non ci illumina direttamente sulla interpretazione che noi  abbiamo data al sogno stesso. Quella parola è anzi capita non nel  senso di un esame che il soggetto stesso deve sostenere (come nel  sogno) ma di un esame nel quale il soggetto figura da esaminatore.  Si tratta inoltre di un fatto reale che il soggetto ricorda : ma questo  ricordo è in qualche modo la riproduzione o meglio la anticipazione  del contenuto del Sogno delle ragazze sedute sui banchi (che si realiz¬  zerà circa un mese dopo) : è tacile ravvisare nelle « ragazze sedute  su banchi o scranni » del sogno, il « mucchio di fiori femminili >  dell’esame ricordato nella associazione provocata; e cosi pure nella  « delusione e mortificazione * delle tendenze erotiche del sogno, il ma¬  lessere che si accompagna al presentarsi di un imperativo morale  in senso repressivo nella coscienza del soggetto, a cui si riferisce  il ricordo nell’esperienza di associazione.   Il Sogno dell'esame rinvia dunque ad un ricordo che si ripro¬  duce quasi identicamente nel Sógno delle ragazze sedute sui banchi,  e la sussistenza di una base comune per i due sogni risulta dunque  confermata.   Nè questa base comune può essere costituita semplicemente dalla  situazione oggettiva dell’esame scolasticamente inteso, giacche l’e-    —    CESARE L. MUSATTI    same nel primo sogno è un esame subito dal soggetto, nel secondo  è un esame effettuato dallo stesso soggetto, e nelPultimo sogno non  apparisce nè nell’una forma nè nell’altra. L’elemento comune è dato  invece da quella situazione emotiva di arresto della eccitazione ero¬  tica, che apparisce anche in tutti gli altri sogni di questo gruppo.  Questo elemento emotivo (relativo al contenuto latente del sogno  dell’esame) guida il decorso di idee che si sviluppa sulla base della  parola stimolo esame ; è perciò che, fra tutte le situazioni di esame  che appartengono al passato del soggetto, proprio quella situazione  di esame che ha dato luogo ad un episodio contenente lo stesso  elemento emotivo, s’impone al suo ricordo.   2) Se ammettiamo che tutti questi sogni abbiano lo stesso si¬  gnificato latente, e se teniamo conto del fatto che l’ordine col  quale essi sono stati sopra riferiti è lo stesso ordine cronologico  secondo il quale essi si sono presentati alla coscienza onirica del  soggetto, dobbiamo concludere che quel contenuto latente si è fatto  via via nei successivi sogni sempre più esplicito, sempre più ap¬  pariscente. E’ come se l’identico sogno riproducendosi fosse andato  via via dimettendo i diversi mascheramenti che si presentavano ini¬  zialmente. Si è dunque venata attenuando l’azione della censura, ri¬  spetto al contenuto latente di questo gruppo di sogni. Una tale at¬  tenuazione può forse essere dovuta all’azione della stessa analisi eser¬  citata sul soggetto : analisi che se non ha potuto essere proseguita  e condotta a termine, ha però potuto rendere almeno parzialmente  accettabile al soggetto quella consapevolezza di determinate proprie  tendenze, che prima era assolutamente repressa.   3) Se anche la censura ha agito in maniera diversa in questi  sogni, non si può tuttavia ritenere che negli ultimi sogni questa  azione si sia annullata del tutto, e che in essi non vi sia nulla di  latente dietro gli elementi manifesti del sogno.   La stessa idealizzazione della situazione erotica, che si realizza  in alcuni di questi sogni (Sogno delia fidanzata e Sogno della signo¬  rina) è una forma di trascrizione della situazione in termini più  accettabili per la censura.   Nel Sogno della lezione il proseguimento della lezione dopo i  primi timidi contatti, proseguimento durante il quale il soggetto  ricorda di « avere indicato con la mano », ha una certa aflSnità con  la fine del Sogno della giovane vestita di rosso, durante la quale il    — \Z2 —    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    soggetto si fa più intraprendente e mette la mano sul braccio e sulla  coscia della donna prona sul letto davanti a lui : per cui può essere  interpretata anche quella come una trascrizione simbolica di una  prosecuzione di quei primi contatti. Va inoltre notato che la mano  in determinati casi può essere simbolo dell’organo sessuale maschile.   In parecchi di questi sogni il soggetto ha quasi cura - prima  che si realizzi la situazione con la giovane donna che è con lui —  di allontanare o di attenuare la presenza di altre eventuali persone.  Così : nel Sogno delVesame gli esaminatori ci sono, ma, come ab¬  biamo già osservato, non sono mai veduti ; nel Sogno degli esami  e delle scarpe lordate, vi sono alcuni professori ma sono in un’altra  stanza, e vi sono pure diversi parenti del soggetto, ma di questi poi  non si parla più ed il soggetto si trova solo con la cugina ; nel  Sogno della lezione « altre persone, o studenti o insegnanti stavano  studiando dall’altra parte del tavolo », ma ad un certo punto si  sono allontanati ; nel Sogno della fidanzata ci sono i parenti di  questa, ma il soggetto indica genericamente che sono « di là » ed  essi più non appariscono nella continuazione del sogno. La iniziale  presenza di una molteplicità indeterminata di persone, che nel se¬  guito o se ne va o senz’altro dilegua, è una forma assai frequente  con la quale si esprime simbolicamente nei sogni la aspirazione a  trovarsi appartati dal pubblico nello svolgimento della azione che  si realizza ulteriormente.   I contatti con la persona di altro sesso che figura in questi  sogni e che nel contenuto manifesto dei sogni sono o appena ac¬  cennati o addirittura sottaciuti, sono dunque da interpretarsi pro¬  babilmente nel senso di un tentato avvicinamento sessuale assai  più intimo.   Parla in questo senso anche un lapsus commesso dal soggetto  in una delle sue narrazioni di quel fenomeno di interruzione del¬  l’attrazione erotica, che si ripete nei sogni surriferiti e che si de¬  termina nel soggetto anche allo stato vigile.   « Mi trovo insieme con una signorina, posso così trovarmi ad  « averla» (correggendosi) «ad avere la combinazione di essere con  « lei. Mi pare che sia bella, che mi ispiri simpatia, attrattiva, par-  « laudo insieme, cosi stando in compagnia. Dura questa attrattiva.  « A un certo punto mi viene fatto di ricordare un difetto (nel por-  « lamento della testa, negli occhi) e allora l’idea di questo difetto    — J83 —      CESARE L. MUSATTI    « si impossessa contro la mia volontà, giganteggia e distrugge la  « simpatia ».   Il soggetto dicendo < ad averla » anziché « ad avere la com¬  binazione di essere con lei », come dopo corregge, esprime il desi¬  derio del possesso ; e questa stessa idea del possesso sta probabil¬  mente a base della espressione si impossessa usata subito dopo in  forma non del tutto appropriata. E’ un tale possesso che è reso  impossibile dal determinarsi di quel fenomeno di < raffreddamento >;  ed anche per questo motivo possiamo considerare i sogni surrife¬  riti come espressioni di un tentativo di amplesso.   In quello dei sogni che presenta nel suo contenuto esplicito la  massima intraprendenza da parte del soggetto, egli tocca con la  mano la coscia nuda di una donna prona sul letto davanti a lui*  Ma un tale atto ha per il soggetto una gravità assai maggiore di  quanto non possa apparire : la coscia è infatti la parte del corpo  femminile che maggiormente lo turba e che egli considera come  Telemento più tipicamente eccitatore del corpo femminile, come ri¬  sulta da questo fatto :   Lo stesso giorno (seduta 16.) in cui il soggetto racconta il So-  gno della ragazza vestita di rosso, riferendo, prima di un tale rac¬  conto, le « tentazioni » di carattere sessuale che egli sentiva for¬  temente nel periodo del collegio, il soggetto dice ; « In collegio  « ero tentato molto. Una sensualità piuttosto forte. Sono aumentate  € queste tentazioni^ ed io avevo paura. Se mi veniva in pensiero (?)   « mi abbandonavo a qualche immaginazione. mi è rimasta im-   € pressa una volta, una sciocchezza (allora le gambe nude si por-  « tavano meno) mi è rimasta impressa una ragazza, che aveva nuda  « questa parte » (ed indica la coscia) « mi esaltavo e dopo ci pian-  « gevo su. » Un’altra volta (seduta 20.) a proposito del senso di  scrupolo che lo assale per aver nel passato mancato in qualche cosa  dice : « Pensiero di aver guardato per la strada cose men che one-  € ste : certe nudità che si vedono per la strada. Seni e braccia non  € mi fanno impressione, gambe piuttosto ; quelle mi fanno impres-  € sione. Quelle mi pare più. che siano provocazioni. »   4} Subito dopo il Sogno delle ragazze sedute sui banchi il sog¬  getto riferisce un altro framento onirico : « Poi una cosa del genere.   < Mi pareva che questa impressione non fosse una impressione im-  « mediata, ma piuttosto un argomento di cui si trattava e queste      SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    € mie tendenze d’indole amorosa venissero come vinte, ribattute,  € sconfitte da argomenti che mi si dicevano e riguardanti norme  € di vita ».   Anche prima e dopo il Sogno delia lezione vi sono dei fram¬  menti onirici simili ; cosi prima : « La figura indeterminata di un  « prelato, di un vescovo. Trattava questioni varie, questioni inte-  4 ressanti. Uno stato d’animo fra l’agitazione e la curiositài Par-  « lava e risolveva questioni. Non mi ricordo quali questioni ». E  subito dopo: «Poi un’ultima immagine. Un ambiente nuovo di-  « verso, in mezzo a tante persone che discutevano di una cosa, di  « un’altra. Mi facevano impressione. Pareri, impressioni, uomini,  € donne. Rimane in una atmosfera di indeterminatezza ».   Anche nel corso del Sogno della signorina conosciuta di vista  apparisce un « conversare, un parlare indeterminato » il cui ricordo  provoca nel soggetto l’emissione di un profondo sospiro. Nel corso  del Sogno della giovane vestita di rosso l’argomento della conversa¬  zione è più esplicito ( « si parlava di cose che si possono fare, di  cose che non si possono fare. Forse anche sensualmente parlando.  Ecc. ») ed è in diretta connessione con la situazione che si realizza  poi nel sogno e che è caratterizzata da un conflitto fra una ten¬  denza erotica che si esplica in determinati atti e un arresto di quella  eccitazione erotica : il soggetto passa anzi insensibilmente dalla espo¬  sizione della discussione alla esposizione di questa situazione di  conflitto.   Tutto ciò ci permette di capire questo elemento di discussione  o in genere di contrapposizione fra argomenti verbalmente espressi,  come un modo particolare col quale si esprime in forma travestita  la situazione concreta di un conflitto tra le tendenze erotiche del  soggetto e qualche cosa che frena e distrugge quelle stesse tendenze.   Intellettualizzandosi in tal modo il conflitto perde il suo carat¬  tere angoscioso e perturbante, e come puro problema astratto e teo¬  rico diventa qualche cosa di più accettabile per la coscienza onirica  del soggetto.   Ma questo processo di intellettualizzazione ci chiarisce anche il  significato di un comportamento vigile del soggetto : il soggetto è  costantemente dominato dal problema sessuale, e discute continua-  mente sull’aspetto morale, religioso e igienico del problema. Tuttavia  queste discussioni che egli cerca di promuovere e le diverse tesi    — 185 —    CESARE L. MUSATTI    che egli prospetta, non costituiscono elementi per una deliberazione  di ordine pratico come dovrebbe logicamente essere. I discorsi del  soggetto si ripetono in forma presso che identica con una mo¬  notona ripetizione di contrastanti argomenti : e ciò non costituisce  che la traduzione di una situazione interiore di conflitto fra le sue  tendenze sessuali positive e tendenze repulsive, le une e le altre  estranee a quelle argomentaxioni logiche, tratte dalla morale, dalla  religione e* dalla igiene.   Un altro sogno in cui è particolarmente chiara Fazione di que¬  sto processo di intellettualizzazione dello stesso conflitto interiore  è il seguente :   Sogno della réclame. (Seduta 10): « Ricordo una specie di récla-  « me ; ma c’era anche altra roba prima e dopo. Lei sa, le forme  « declamatorie della reclame. Réclame di una trattazione diremo  « letteraria francese. Almeno mi pare. Bah ! La quale trattazione   < era fatta in difesa di una giovane, di una ragazza, che forse in-  « teressava il pubblico, conosciuta per qualche fatto che rimane in-  « determinato. Doveva essere famosa, recentemente famosa, non so  u per quali fatti. Si presentava questa réclame in forma circolare :   € una specie di giostra. C’erano... c’era un cilindro interno ; e in-  « torno a questo cilindro si raffigurava questa persona con figure,,   « con episodi. E’ puntata contro questa specie di nastro, che raf-  € figurava a nastro la persona... Non era un nastro, ma tante parti  « staccate, e raflSgurava la persona ; ed era concepita come réclame,.   « come réclame per questo libro. Puntate contro queste forme rap-  « presentative più interne c’erano una specie di cannoni, piccoli  « cannoni. Non cannoni veri, cannoni fatti per significare un pen-  « siero : la parte ostile contro questa giovane. Questi tormenti bel-  « lici, fucili, cannoni, proiettili, puntati contro il circolo interno.   € Poi tra — questo è stato logico — questo circolo di armi da tiro,   € da getto, da fuoco, e questa parte interna che rappresentava que-  « sta ragazza, c’era come un riparo di color bianco che veniva a  « rappresentare l’opera fatta da questo scrittore come riparatrice e  « difensiva rispetto alla giovane. Avevo pensato altre cose prima e   < dopo. Ma poi con un altro piccolo sogno queste altre cose sono  € scomparse ed è rimasto solo questo elemento. Ricordo queste armi  «e una persona che gridava: le parole non le ricordo (Sj. Diceva  € insomma che c’era un grande pericolo contro questa persona, da    — J86 —       SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « parte di nemici ; ma la grande scienza, la grande arte di questo  « scrittore è riuscita a salvare per sempre questa persona »   (Lo sperimentatore chiede al soggetto quale fosse il suo stato  d’animo durante il sogno). ♦ Non mi pare agitato. Ero compreso di  « questa situazione dubbia: prima pericolosa, poi salvata». (Lo spe¬  rimentatore chiede al soggetto quale sia ora il suo stato d’animo  verso il sogno). « Non saprei dire, non saprei definire il mio stato  « d’animo. Mi si è presentato cosi. Mi pareva un po’ agitato prima.  « Scene che facevano capolino e che poi tramontavano. Poi questa  « visione che mi è rimasta. Mi pareva di essere cosi... Di fronte  « alla reclame sono sempre indifferente. Avevo lontanamente il senso,  « cosi... Non posso dire con sicurezza : queste réclames mi sembra-  « no forme di snobismo, qualche volta anche poco dignitose. Ma  « quella li, non posso dir cosi. Per le opere letterarie ho la mas-  « sima stima. Ma per i libri, in genere non si fanno réclames. E’  € strano perchè mi sia venuta in mente una reclame cosi per un’o-  € pera letteraria. Questo scienziato riuscito a mettere in luce, a di-   « fendere. Difatti questo riparo (il riparo bianco) non è estraneo a   « quanto ho sentito dopo » (alle parole sentite più tardi).   Il contenuto manifesto di questo sogno è costituito fondamen¬  talmente da un complesso di elementi oggettivi e cioè : il cilindro  più interno che contiene diverse figure, poi attorno a queste un ri¬  paro di color bianco non meglio precisato, ed esternamente un in¬  sieme di cannoni o in generale di armi puntate contro il centro   Ma questi elementi hanno anche nel sogno per il soggetto (o  per lo meno nella narrazione che il soggetto dà del sogno, giacché  potrebbe anche trattarsi di soprastrutture dovute ad una elabora¬  zione secondaria di quel primo materiale onirico) un significato al¬   legorico.   Il cilindro a figure rappresenta una ragazza, le armi rappre¬  sentano un pericolo per questa ragazza, il riparo bianco una difesa.  A sua volta questa difesa è vissuta dal soggetto come costituita o  come dovuta ad un’ opera letteraria di uno scrittore, e 1’ insieme  della scena costituisce una forma di reclame per quest’ opera, re¬  clame completata da un discorso udito vagamente nel sogno e che  esalta l’opera stessa.   Non si può tuttavia naturalmente accogliere questa interpreta¬  zione allegorica del sogno fornita dal soggetto medesimo nel corso   — 187 —    CESARE L. MUSATTI    del sogno stesso, come una interpretazione del reale significato  latente della scena onirica. Piuttosto essa stessa richiede una in¬  terpretazione.   Se consideriamo gli elementi oggettivi del sogno, troviamo un  elemento (i cannoni e le armi in generale) che Pesperienza psico¬  analitica ci indica come uno dei simboli più comuni dell’organo  sessuale maschile. Se relativamente ad un altro elemento, il riparo  bianco, teniamo conto del fatto che il bianco è sempre simbolo  della purezza, e che questo riparo bianco si oppone e protegge  dall’azione minacciosa di quei cannoni, possiamo capire la scena  come trascrizione simbolica di una aggressione sessuale, che viene  arrestata ed impedita da qualche cosa.   Ma allora la situazione che ne risulta rientra nelle situazioni  già analizzate per i sogni sopra riportati. Il colorito emotivo del  sogno sembra tuttavia diverso da quello che è proprio di quegli  altri sogni; qui infatti lo stato emotivo iniziale è uno stato di ap¬  prensione per una situazione di pericolo. Ma lo stato di eccitazione  sessuale si traduce facilmente nella vita onirica in apprensione ; e  l’apprensione riferita ad un tentativo di aggressione sessuale è par¬  ticolarmente giustificata nel nostro soggetto come risulta dallo stesso  Sogno dell'esame e da altri sogni a base erotica che riporteremo  più avanti. Quanto alla impressione finale di «situazione salvata*  e di « esaltazione di una tale opera di salvazione » ce ne possiamo  render conto in base alla intellettualizzazione del conflitto che sta  a base del sogno e che è realizzato nel sogno stesso. L’arresto,  l’impedimento dell’ aggressione, assume infatti il carattere di una  vittoria : è il trionfo di un valore ideale positivo. La impotenza del  soggetto viene razionalizzata ed idealizzata. Il conflitto di tendenze  si fa nel sogno - cosi come esso si fa anche nella vita vigile del  soggetto - conflitto di principi.   L’ opera dello scrittore, « un’ opera letteraria francese », diviene  allora un chiaro riferimento a quella letteratura sul problema ses¬  suale, che il soggetto conosce e cita costantemente nelle sue di¬  scussioni sul problema stesso. E lo scrittore, la cui opera letteraria  viene esaltata, rappresenta probabilmente lo stesso soggetto autore  di questa vittoria.   Anche questa autoesaltazione a base di elementi reclamistici,  come il soggetto stesso dice, trova una corrispondenza nella vita    J88 —    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    vigile del soggetto. Giaccbè il soggetto, pur nel suo generale com¬  portamento di estrema timidezza presenta a tratti fasi di esaltazio¬  ne, durante le quali egli - anche a proposito di fatti di un minimo  valore o di attitudini e capacità di scarsissimo rilievo - assume at¬  teggiamenti di vanteria e di compiacimento di se stesso, che co¬  stituiscono uno strano contrasto con quel comportamento generale.   La esclusione del soggetto da una vita sessuale normale mentre  costituisce per lui un elemento di preoccupazione, di turbamento,  di depressione, diventa attraverso questa trasformazione un elemento  di esaltazione.   5) Se parecchi sogni del soggetto costituiscono la rappresen¬  tazione, travestita ed attenuata, di tentativi non riusciti di avvici¬  namento sessuale, vi sono alcuni sogni che esprimono analoghi ten¬  tativi che possiamo invece considerare come riusciti. Abbiamo già  veduto, a proposito dei sogni degli orologi, come a volte siano vivi  nel soggetto il desiderio e la speranza di superare la propria in¬  feriorità. Riferiamo perciò un sogno in cui un tale desiderio ed una  tale speranza si esprimono :   Sogno della ferrovia. (Seduta 9): « Mi pareva di dover partire  « da casa ; non era neanche la casa mia, mi pareva che non lo fosse;  « mi pareva di essere fra i miei, ma non in casa mia : ambiente  « indeterminato. Poi mi pare che partissi da casa in compagnia di  « un mio amico che era studente di medicina qui. Ma la sua figura  « resta nel sogno di penombra. I caratteri si avvicinano a lui, ma  ^ sono caratteri sbiaditi, tanto vero che non mi meraviglierei che  « nel sogno avesse cambiato personalità. So di avergli...., di essere  « arrivato con lui a una stazione, per partire per un luogo indo¬  le terminato. Mi pare che si trattasse di un paese X dove ho dei  « parenti. Il treno pronto, il treno pronto. Una grande stazione.  « Io ho visto subito : so che è quel treno là perchè ci sono stato  « ancora. Lui ha domandato dove si pigliava il biglietto, e allora  « gli è stato risposto : al centro della stazione. Mi pareva che la  « stazione fosse in forma quadrata e la biglietteria fosse nel centro ».   (Lo sperimentatore fa disegnare al soggetto la forma della sta¬  zione e questo disegna anziché un quadrato una forma ovoidale  con un segmento al centro : la biglietteria).   (Riprende la narrazione del sogno :) « Noi ci siamo andati al  « centro. Col mio amico. Abbiamo domandato ad un bigliettaio,    — m —    CESAEE L. MUSATTI    « impiegato ferroviario. Mi pareva che avesse il berretto rigato^  « confuso però. Ha detto : « Nel centro ah ! ». Allora il mio amica   < ha detto: « Va bene; nel centro: dove più ferve la vita». Ho  « visto la locomotiva pronta, il treno pronto fin dal principio del  « sogno. Non so di essere montato in treno, non ho presente di  « esser montato in treno. Non è avvenuto quel fatto, non è avve-  « mito. C’è un vano qui.   « Mi ritrovo insieme col mio amico alla stazione di partenza  « dal paese dove dovevamo andare. Siamo là per prendere il treno.  « Si fa a tempo. Quando siamo arrivati là, invece di esserci un  € treno, c'era una locomotiva sola. Ho detto : sarà perchè è un paese  « piccolo ; non c’è bisogno di vagoni trattandosi di un paese pic-  « colo. Il mio amico so che è saltato in questa locomotiva. Mi pa-  « reva che fosse andato dietro in un andito, e non l’ho più visto.  « (Mi sono svegliato alle tre di notte ed allora ho richiamato il   < sogno ; per questo motivo ricordo abbastanza bene).   ' « Del resto io dico la verità che la faccia del mio amico non  « r ho mai vista. Sapevo di averlo a fianco con le sue qualità, ma  « la persona determinata non 1’ ho vista.   « Beh ! Appena montato anch’ io (mi pare che la locomotiva  « fosse alta), appena saliti i gradini, appena sono stato sopra, non  « so : o ho toccato inavvertitamente qualche manubrio o che, la  € locomotiva è andata, ha cominciato ad andare.   « Non c’era neanche il binario. Mi pareva che viaggiasse per  « terra questa locomotiva. Dunque io in quel momento ho cercato  « di girare il freno, mi pareva che fosse sopra la botte della cal*  4( daia. Non sapevo in che senso si avvitava : » (ride) « giravo da  « una parte questo manubrio, e la locomotiva andava di più. Ma-  « nubrio a vite era, ma si avvitava poco : andava poco giù. Doveva  « essere che la vite mi funzionava male. Si abbassava poco : uno  « o due passi. Io ero un po’ imbarazzato.   « In quel momento mi è venuto in mente che la locomotiva  più andava avanti e più acquistava inerzia, e specialmente se si  « andava in giù. Li confusamente ho avuto in mente nel sogno al*   « cuni fatti del passato : un carro di pietre partito dalla stazione  « del mio paese per il vento non era stato fermato ; il vento lo  « ha avviato ed è passato come un fulmine vicino a casa mia, ha  « preso il tram del paese ed ha sfracellato la carrozza di dietro.    — t90    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    € Poi confusamente mi è venuto in mente un racconto : il figlio.  « del macchinista montato in macchina e poi più capace di fer-  « maria. E dopo sempre in sogno un fatto avvenuto ad Y ; io c’ero,.  ^ ho visto: questi due carri arrivati ad Y staccati dalla ferrovia;.  « i manovratori non li hanno potuto fermare. Mi ricordavo nel so-  < gno che se i freni non sono stretti sin dal principio, dopo vai  « poco anche stringerli, quando ormai la corsa è avviata. Quindi  ero in agitazione per questo. Non sapevo da che verso girare il  « manubrio. Giravo da una parte e andava, giravo dalPaltra e an-  « dava lo stesso. Sono sempre sogni di imbarazzo. Non sapevo  « cosa fare. Allora mi è venuto in mente di prendere il Westinghouse.   € Lei lo sa cos’è ? Il freno ad aria. Ma dicevo chissà se lo trovo ; _  € fin tanto che lo trovo chissà dove va a finire questa macchina.   « Ad ogni modo mi son messo a girare di nuovo di più nel  « senso di prima e allora mi pareva di sentire lo strofinio dei freni.   « In quel mentre mi pareva di avvertire sotto una specie di salita.   « Allora la macchina cominciò a rallentare, tra freno e salita. Dopo  « non mi ricordo più niente. Il sogno è stato interrotto ».   L’ esperienza psicoanalitica ha determinato il valore simbolico  che hanno in generale le situazioni di partenze e di viaggio in fer¬  rovia : è la morte che viene rappresentata in queste situazioni. Tut¬  tavia nel caso del nostro sogno una interpretazione fondata sen¬  z’altro su questo significato simbolico del viaggio senza una consi¬  derazione degli elementi particolari del sogno ci condurrebbe lon¬  tano dalla verità.   Non è un viaggio comune quello che vien qui rappresentato,  ma particolarmente nell’ultima fase del sogno, che è quella più si¬  gnificativa, un viaggio del soggetto sopra una locomotiva sulla quale  egli stesso funge da macchinista. E l’ambiente dei treni in partenza  è probabilmente un ambiente che ha la sola funzione di giustificare  questa ultima situazione.   Il sogno è inoltre pieno di simboli sessuali : il meccanismo del  freno che stenta a funzionare, ad andare, ci richiama ai sogni de¬  gli orologi.   L’ espressione alquanto impropria per la situazione oggettiva  che il soggetto usa, « la vite mi funzionava male », giustifica an-  ch’ essa una iriterpretazione di quel meccanismo analoga a quella  data per gli orologi. La vite per la sua forma e per la sua fun-    CESABE L. MUSATTI    zione di penetrare nella madrevite, costituisce appunto un simbolo  del membro virile, ed il fatto che essa penetri poco può rappre¬  sentare le difficoltà del compimento delP atto sessuale, come costi¬  tuisce un’espressione simbolica comune dell’atto sessuale la salita,  che alla fine del sogno si somma all’azione del meccanismo fatto  agire dal soggetto.   D’altra parte la progressiva accelerazione della corsa della mac¬  china può pure interpretarsi come il progressivo aumento della ec¬  citazione erotica, e poiché l’esperienza psicoanalitica ci indica gli  accidenti violenti come simboli comuni della fase finale del con¬  giungimento sessuale, il richiamarsi nel corso stesso del sogno a  ricordi di accidenti violenti connessi alla accelerazione della corsa,  convalida questa interpretazione.   Vi è tuttavia una diflScoltà per le interpretazioni ora accennate.  Come si spiega che la corsa della locomotiva rappresenti il com¬  pimento dell’atto sessuale e che lo stesso significato abbiano le ma¬  novre che il soggetto eseguisce col freno, quando nel contenuto  manifesto del sogno queste manovre appariscono rivolte ad arre¬  stare la marcia della locomotiva ? Come possono due elementi che  appariscono in opposizione fra loro ricevere la stessa interpretazione ?  Ma la diflScoltà è puramente apparente. Il fatto che una determi¬  nata situazione dia luogo, nella trascrizione onirica, a due elementi  i quali separatamente la simboleggiano entrambi è un fatto comune  e rientra in quelle forme complesse di elaborazione che il signifi¬  cato latente subisce, traducendosi nel sogno manifesto, allo scopo  di superare l’ostacolo della censura.   D’altra parte le manovre compiute dal soggetto per arrestare  la marcia della locomotiva possono interpretarsi, data la sussistenza  in lui di una forte tendenza repulsiva rispetto al compimento del¬  l’atto sessuale, anche come espressioni di una tale repulsione. Sol¬  tanto che in questo sogno le tendenze sessuali positive agiscono  più fortemente, cosicché quelle manovre stesse anche se inizial¬  mente possono essere espressione di queste tendenze repulsive fini¬  scono coU’esplicarsi in modo da appagare esse stesse simbolicamente  le tendenze sessuali positive. Il sogno compie perciò contempora¬  neamente l’ufficio di soddisfare il desiderio sessuale del soggetto  e di appagare, eludendole, le sue tendenze repulsive.   Ma vi é un altro elemento che ci permette di dare questa in-    -- t92     SIMBOLISMO ONIRICO E SOONI RICORRENTI    terpretazione al sogno. Il sogno è stato narrato dal soggetto al  principio della seduta. Prima di iniziare il racconto il soggetto di  sua iniziativa pronuncia questa frase alla quale non dà poi seguito :  c Un medico mi ha detto Panno scorso che mi fa peggio star lon¬  tano dalla vita sessuale».   Dobbiamo ammettere una connessione fra questo pensiero espres¬  so in occasione della esposizione del sogno, e il sogno stesso. Ora  noi vediamo apparire nel sogno V amico del soggetto, studente di  medicina, dunque una specie di medico esso stesso, che in certo  modo guida il soggetto nella prima parte del sogno. E’ questo  quasi medico che conduce il soggetto alla biglietteria (dove cioè  si prende il biglietto che permette di effettuare il viaggio), bigliet¬  teria la quale si trova al centro della stazione (la cui forma è di¬  segnata dal soggetto con una figura ovoidale che ha un segmento  al centro, figura che costituisce una rappresentazione schematica  delPapparato genitale femminile esterno), in quel centro c là dove  più ferve la vita ». Ed è sempre questo quasi medico che sa¬  lendo per primo indica la via al soggetto per salire sulla locomo¬  tiva. Poi questo personaggio scompare e si svolge P ultima parte  del sogno che abbiamo già analizzata.   Tutto ciò si può interpretare nel senso che è con P aiuto di  un medico, o di un quasi medico, che il soggetto spera di poter  giungere alPesercizio normale delle funzioni sessuali. Il personaggio  a cui allude il sogno è probabilmente lo sperimentatore stesso.   Abbiamo veduto che ad un’interpretazione analoga ci porta il  Sogno deìVorologio e delVuomo del mercato: come là il soggetto ac¬  cenna ad uno di quegli uomini che scrivono al mercato e che egli  conosce, ma si affretta poi ad affermare che non si tratta precisa-  mente di questo, così qui il soggetto parla del suo amico studente  di medicina, ma poi aggiunge : « del resto io dico la verità che la  c faccia del mio amico non P ho mai vista. Sapevo di averlo a  < fianco con le sue qualità, ma la persona determinata non P ho  « mai vista ». Nell’uno e nell’altro caso ciò può significare che la  persona a cui il sogno allude è rappresentata dall’uomo del banco  o dall’amico studente di medicina, ma non è precisamente questo  o quell’ individuo. Ora lo sperimentatore non è medico, ma è di  fronte al soggetto in funzioni simili a quelle di un medico. E’ per-    J93 —    CESARE L. MUSATTI    ■ciò in certo modo quasi un medico, cosi come lo è lo studente di  medicina di cui parla il sogno.   Col rappresentare nel proprio sogno lo sperimentatore come  uno studente di medicina, il soggetto inoltre par quasi voglia ram¬  mentare allo sperimentatore che egli non è autorizzato alPesercizio  della medicina. Questo atteggiamento onirico del soggetto ha un  riscontro nel suo atteggiamento vigile : un giorno nel corso dell’ana¬  lisi egli dice allo sperimentatore ; Sa, professore, pur di guarire  io sarei disposto a mettermi in cura di un medico », e dunque af¬  ferma esplicitamente di non riconoscere allo sperimentatore funzioni  equivalenti a quelle di un medico. Benché, data la forma morbosa  da cui il soggetto è affetto, non si sia mai determinato in lui un  rapporto esplicito e durevole di traslazione nei riguardi dello spe¬  rimentatore, tenui e passeggere manifestazioni di una tradazione,  per lo più negativa, sono talora apparse durante Tanalisi. E questo  ne è un caso particolare.   IV   Un altro gruppo di sogni riproduce identicamente uno stesso  motivo : quello della perdita o caduta di denti. L’esperienza psicoa¬  nalitica ci dice che questa situazione onirica costituisce un simbolo  comune dell’ idea di castrazione, considerata come punizione per  pratiche contro natura. Prescindiamo anche qui da questo dato di  esperienza e consideriamo i sogni nella esposizione che ne dà il  soggetto.   /. Sogno della caduta dei denti. (Seduta 3) : « L’altra notte mi  « pareva che mi si distaccassero i denti incisivi, i denti davanti. Sono  « sogni brutti, di poco buon augurio, perchè si distaccano parti  « del corpo. Mi parevano più grandi del normale. Li tenevo in  « mano. Se ne è distaccato uno, poi un’altro. Anche questo ora mi  € si è distaccato ! La situazione si aggrava. Forse perchè nei giorni  € scorsi pensavo che si diventa vecchi. »   II, Sogno della caduta dei denti. (Seduta 6): « Mi è successo du-  € rante il sonno di sentire un intorpidimento delle parti anteriori  « delle gengive. Mi pareva che chiudendo la bocca i denti si pie-  « gasserò. Mi pareva di perderli, che si strappassero, avevo paura  « di perderli. Mi dava un senso di grande apprensione. Mi pareva    J94 -    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « di trovarmi... molto addolorato in questa situazione. Sentivo come  « in disordine i denti davanti : mezzo attaccati e mezzo staccati. »   III. Sogno della caduta dei denti. (Seduta 19): « Poi verso mat-  « tina una cosa che mi è successa ancora. Mi pareva che i denti  « incisivi inferiori.... che si staccassero, che si intralciassero : ten-  c tennavano un pochino. Nella parte superiore - siccome poco tempo  fa si era staccata un’otturazione e dovevo andare a farla rimet-  « tere - questa notte mi pareva che si fosse staccata di nuovo ; mi  « pareva di sentire sotto la lingua quella materia che mettono i  € dentisti. Nello stesso tempo avevo una vaga impressione di so-  < gnare. Speravo che fosse soltanto un sogno. Ma pensavo che se  « fosse stato un sogno, avrei si immaginato che si fosse staccata  « l’otturazione, ma non l’avrei sentita sotto la lingua. Sentivo  « un gusto amaro. Quindi, pensavo, deve essere accaduto davvero.  « L’impressione è svanita e ho dormito ancora un po’. Dopo sve-  « gliato ho toccato la lingua per sentire se durante la notte un  « colpo di denti l’avesse staccata. Ma invece no. » (‘)   Relativamente a questi sogni, anche prescindendo dal valore  simbolico ormai accertato per la caduta dei denti, si possono fare  le seguenti osservazioni :   1.) L’ultimo sogno della caduta dei denti si è realizzato nella  stessa notte ed immediatamente dopo il Sogno delVuva ed il Sogno  degli orologi tenuti in mano che abbiamo già veduti ; è perciò le¬  gittimo considerare questo sogno come appartenente alla stessa  sfera emotivo-tendenziale di quei precedenti sogni, che sono essen¬  zialmente sogni di impotenza. La tonalità emotiva di questi sogni  («La situazione si aggrava ». « Avevo paura ». « Mi pareva, di tro¬  varmi molto addolorato ». < Speravo che fosse soltanto un sogno»)  contiene elementi di depressione, di dolore, di paura che sono pure  del tutto analoghi a quelli che abbiamo constatato in alcuni dei  sogni degli orologi.    (^) Anche dopo la interruzione dell’analisi si sono ripetute spesso nel  soggetto - come il soggetto ebbe a riferire allo sperimentatore - sogni ana¬  loghi. Queste impressioni di una caduta dei denti si determinano nel sog¬  getto anche sotto forme di immagini ipnagogiche che acquistano un chiaro  carattere allucinatario. Il soggetto presenta del resto da molto tempo forme  di allucinazione anche visive ed auditive le quali si determinano special-  mente nel periodo preipnico.    —     CESARE L. MUSATTI    2.) La descrizione che il soggetto dà dei denti (che sono sem¬  pre incisivi, che nel terzo sogno sono indicati come incisivi infe¬  riori e il cui numero è precisato nel primo sogno come due) ci  può mettere sulla via per una loro interpretazione : Essi sono nel  primo sogno più grandi di quanto non siano comunemente i denti;  inoltre nello stesso primo sogno il soggetto parla di questi denti  come di « parti del corpo > : l’espressione è impropria per i denti,  o per lo meno non corrisponde al modo comune di considerarli.  Infatti i denti, anche se fanno parte del corpo umano — sia per  il fatto che spuntano e possono staccarsi naturalmente dal corpo,  sia per il fatto che non sono dotati di sensibilità propria — appa¬  riscono, come le unghie ed i capelli, come qualche cosa di ag¬  giunto, di non essenziale per l’organismo umano e non vengono  mai indicati dal linguaggio comune come « parti del corpo». Pos¬  siamo perciò ritenere che i denti di questi sogni stiano in luogo  di altri elementi : più grandi dunque dei denti, e tali che per essi  si possa più propriamente parlare di parti del corpo. Se teniamo  conto che questi elementi sono probabilmente due, che essi possono  essere tenuti in mano (come l’orologio nei sogni sopra analizzati)  e che nel secondo sogno il soggetto li descrive come mezzo attac¬  cati e mezzo staccati, e cioè come pendenti (elemento descrittivo  questo che apparisce sotto forma un po’ diversa anche nel terzo  sogno) è facile rendersi conto di che cosa si tratti.   3.) Subito dopo il racconto del primo Sogno dei denti, il sog¬  getto accenna con un tremito nella voce che denota un profondo  turbamento, ad un altro motivo onirico ricorrente che è in connes¬  sione con impressioni infantili :   « Se devo dir la verità, negli stati di malessere, di incubo o  « se sono piegato sul fianco sinistro tendo spesso a sognare. mi   < meraviglio di far sogni tristi. specialmente sogni di macello :   « il momento in cui prendono la mazza e la danno sulla testa al-  « l’animale. Da bambino mi facevano molta impressione fatti del   < genere : vedere la carne appesa e vedere gli animali vivi attac-  € cati dall’altra parte che aspettano, e quell’animale che si sta ma-  « celiando ».   Fin tanto che noi consideriamo il contenuto manifesto dei so¬  gni della caduta di denti, non ci può riuscire comprensibile la con-  nessione di questi sogni di macello : connessione che con tutta pro-   — 196 —       SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI BICORRENTI    babilità deve sussistere, se uno di quei primi sogni ha immedia¬  tamente richiamato il ricordo di quegli altri.   Ma se ammettiamo che i denti di quei primi sogni rappresen¬  tino simbolicamente altri organi del corpo umano ed in particolare  parti dell’apparato genitale, la connessione diviene comprensibile :  l’asportazione o l’estirpazione di quelle parti è infatti un atto in  certo modo chirurgico e possiamo considerare la situazione di un tale  atto chirurgico come affine alla situazione dell’ambiente di macello.   4.) Un’altra conferma dell’interpretazione suesposta è costituita  dai dati di alcune esperienze di associazione provocata e di reazione  verbale. Qualche giorno dopo il racconto dei sogni di macello, in  un’esperienza di associazione provocata sulla parola stimolo macello il  soggetto reagisce col seguente decorso ideativo (Seduta 6): « I sogni  € che ho fatto. Quello che ho letto : che molte persone provano  « una certa tendenza ad andare a vedere. Sadismo si chiama. Che  « a me invece dava orrore, tristezza. Però capisco anche che ten-  « denza è quella li. Che senso può insorgere. Mi viene in mente  « il Parini. La ghigliottina. I romani assistevano agli spettacoli  • gladiatori. Cosa triste scherzare con la morte. Da bambino pas-  « savo davanti ai macelli andando a scuola. Io tremavo nell’assi-  « stero. Specialmente prima del colpo fatale. Tremavo io stesso,  « avevo paura ».   Elementi analoghi a questi si riscontrano nel decorso ideativo  col quale il soggetto, in altra esperienza di associazione provocata,  reagisce alla parola stimolo colpa :   (Un lungo silenzio) « Dunque colpa. Le mie golpe. Che cos’ è  « la colpa ? Dna cosa terribile, di conseguenze misteriose, incognite.  € Il confessore. La confessione ». (Lungo silenzio) « Poi la convin-  € zione che in generale la... colpa sia fondata più che altro... in-  « somma colpa... tendenze secondo me sessuali dell’uomo in gene-  « rale : le altre come sincerità (?), insincerità, appropriazione inde-  « bita siano cose secondarie, come incentivo alla colpa (?). Mi ven-  « gono in mente i condannati, i condannati a morte (lungo silenzio),  « la società, la condanna. Delle volte la giustificazione più o meno  « sicura di queste condanne a morte. Condanne a morte di inno-  € centi. Luigi XVI per esempio. Il popolo che accorreva a vedere  « l’esecuzione di questa condanna. Mi vien fatto di pensare che que-  « sta tendenza sia portata, come si legge in qualche libro, da de-    — 197    CESARE L. MUSATTI    « pravazione, depravazione del senso morale. Non mi viene in  <c mente niente. Niente. Mi viene in mente la parola colpa ».   Tanto V idea di macello (che apparisce dunque nel soggetto  come in qualche modo connessa con i suoi sogni di caduta dei  denti) quanto F idea di colpa (che è intesa dal soggetto sopra tutto  come colpa nelFambito delFattività sessuale) gli richiamano, oltre  che F idea della curiosità morbosa per scene di atrocità, Fidea della  esecuzione capitale, della decapitazione.   A sua volta Fidea di testa richiama in lui quelle di macello  e di sadismo, come apparisce da un’altra esperienza di associazione  sulla base della parola stimolo tefita (Seduta 10.) :   « Mi viene in mente subito la mia testa rovinata, mi viene in  « mente il collegio che mi ha rovinato la testa, poi la vita fami-  « gliare, la matrigna. Sforzi per vincere, incertezza dell’esito. In-  « successi avuti... Ora mi vengono in mente le teste nei macelli.  « Ho fatto dei sogni. Queste teste appese, abbattute dalle mazze.  « Mi sono rimaste cosi impresse, non capisco perchè. Quando penso  « a questo mi viene sempre in mente quella tendenza depravata  « che si chiama sadismo. La guerra. Palle che molti prendevano  « nella testa. Poi la testa come valore supremo dell’uomo, la parte  « più nobile dell’uomo, F intelligenza che ha le sue determinate  « tendenze naturali e che delle volte vengono inibite o svisate forse  « da incidenti della vita o da esigenze sociali ».   L’esperienza psicoanalitica ci indica la testa come un simbolo  comune del membro virile. La decapitazione può quindi essere con¬  siderata simbolo della castrazione mediante il taglio del membro.  Ma non abbiamo bisogno per affermare questa interpretazione di  fondarci sui dati dell’esperienza psicoanalitica. Il soggetto stesso  infatti ci fornisce queste spiegazioni sul valore simbolico della testa  e della decapitazione, quando in esperienze di reazioni verbali (ef¬  fettuate in sedute distinte 13 e 15) reagisce nel modo seguente :   Alla parola festa : « . mi viene in mente. come dire con   « una parola sola. (dopo più di un minuto) c testa di ponte ».   (Lo sperimentatore chiede che cosa gli era venuto in mente pri¬  ma) : « Mi era venuto in mente il membro virile. In anatomia si  « chiama testa la parte superiore, il glande ».   E alla parola decapitazione : « Castrazione, come inerente a.   c Non so ohe cosa sia la castrazione. Che cosa tagliano, il membro        SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « nella castrazione ? Che la decapitazione come taglio del glande  « fosse una castrazione. Taglio atroce e crudo, dice Parini. (^) »  (Nella associazione provocata sulla base della parola macello, l’idea  della ghigliottina si era pure presentata associata all’idea del Parini).   Riassumendo : i sogni dei denti, attraverso il ricordo dei sogni  di macelli si collegano all’idea della decapitazione che deve essere  interpretata come simbolo della castrazione. Alla stessa idea di de¬  capitazione si connette l’idea di colpa intesa come colpa nel campo  dell’attività sessuale. Tali legami associativi non solo confermano  dunque l’interpretazione sopra accennata, ma lasciano anche so¬  spettare che la castrazione che è simboleggiata nei sogni debba  stare in una certa connessione con il senso di colpa del soggetto.   E’ vero ohe secondo quanto abbiamo esposto la castrazione  apparisce intesa dal soggetto : da un lato (per i caratteri formali che  appariscono nei sogni) come asportazione dei testicoli, dall’altro (per  il valore simbolico della idea di decapitazione che a questi sogni  si connette) come taglio del membro ; ma che il soggetto non in¬  terpreti in modo chiaro ed univoco la castrazione, apparisce anche  dall’ultima esperienza di reazione verbale surriferita (*).   6.) Che nel soggetto sussista in forma vaga la preoccupazione  di perdere l’organo genitale e che questa preoccupazione sia in  qualche modo connessa al suo senso di colpa, apparisce anche dalla  esposizione che il soggetto spontaneamente fa di alcune forme che  assume il suo male.   Talora lo assale l’impressione che le parti del suo corpo, ed in   (^) Il fatto che il soggetto di queste esperienze non reagisca — come  dovrebbe secondo il compito datogli — con una sola parola, ma con un in¬  sieme di frasi, è dovuto all’imbarazzo espositivo che egli presenta sempre  di fronte ad argomenti di carattere sessuale. Alla stessa inibizione comu¬  nicativa sono dovuti il tentativo di nascondere la reazione spontanea con  un’altra parola emotivamente indifferente, nella prima di queste due espe¬  rienze, e il tentativo di giustificare, con un valore terminologico della pa¬  rola testa, erroneamente attribuito alla terminologia anatomica, e invece ap¬  partenente al linguaggio volgare, quella stessa reazione spontanea.   (*) Richiesto di come egli intendesse, nella sua infanzia, la castrazione,  il soggetto risponde : « L’idea mia era quella di un taglio : non tagliano le  glandole? Pensavo anche, ma dubitavo, che tagliassero il membro». Del  resto fra testa e testicolo — che hanno eguale etimologia e somiglianza  fonetica — sussiste un rapporto, per cui la perdita della testa potrebbe  anche significare simbolicamente la castrazione nel senso di perdita dei  testicoli.    — J99 —     CESARE L. MUSATTI    generale le parti genitali, possano essere deteroriate od anche essere  da Ini perdute per un’azione esercitata dal suo sguardo (Seduta 10) :   « Delle volte mi viene. sono lì che scrivo ed ho l’impres-   « sione di danneggiare me stesso, di danneggiare la mano guar-  c dandola, di far del male alla mano guardando i suoi movimenti »,  (Abbiamo veduto quale significato simbolico possa essere attribuito  alla mano), c Delle volte ho paura di guardare me stesso. Appoggio  « il petto al banco perchè altrimenti mi pare che mi succeda chissà  « che cosa, che ci sia pericolo di perdere o di sminuire qualche  « cosa di me stesso, forse anche per una paura di ordine sessuale.  « La stessa paura che ho per le mani la ho. » (lo sperimenta¬   tore chiede : per gli organi genitali ?) f Si, paura di vederli, nel  « senso di danneggiare. Paura che si rovini. Rovina di qualunque  « cosa. Certi atteggiamenti di scrupolo mi pare che rovinino, mi  « pare che minorino. Pensando, mi sento minorato. Arresto di mo-  € vimento, di sensazioni. Se c’è un asse fra la testa e le parti ge-  € nitali, allora la paura passa ». Questa azione minoratrice dello  sguardo (e dello stesso pensiero) apparisce dunque in connessione  con gli scrupoli che tormentano il soggetto.   A sua volta questo insieme di scrupoli, di paure vaghe e tor¬  mentose, di senso di colpa e in genere tutto il suo male, apparisce  al soggetto come una forma di punizione per i suoi immaginari  comportamenti del passato che egli non vuole e non sa precisare,  ma che appartengono alla sfera sessuale, e insieme come qualche  cosa che lo preserva e lo difende dalla possibilità di incorrere nel¬  l’avvenire in comportamenti analoghi.   (Seduta 12.) « Anche questa sera. Mentre ero solo con un ra-  € gazze. Ad un certo momento m’ è venuto come una specie di  € dubbio di me stesso, di una cosa paurosa : lontanamente impres-  € sione di scrupolo. La solita cosa. Siccome avevo l’impressione di   € star meglio nei giorni scorsi, mi viene il dubbio, l’incertezza.   « sono cose assurde. Pensavo che continuando così mi sarei libe¬  re rato. E allora mi viene il pensiero lontano che libero di questi   « scrupoli potrò mancare di più, cadere di più. in sentimenti   € sregolati. in colpe determinate da passioni.più che altro ses-   « suedi. Vi è anche il timore che questi disturbi siano una spe-   « eie di punizione, dalla quale ora mi libererei ; punizione per qual-    — 200 —           SIMBOLISMO ONIRICO E SOONI RICORRENTI    < che arrendevolezza del passato. sentimenti di simpatia. non   « mantenuti a quelle che si chiamano le norme ideali.   (Seduta 11.) : « . Sembra che ci sia un altro che mi dica :   ■ Ah vuoi liberarti da queste cose ? Come farai poi a vivere senza  c questo, a emanciparti ? ■ Sembra prendere il sopravvento con  € una certa aria di malizia, di superiorità, di chi coglie in fallo.   € Mi sembra come di essere legato da un giuramento a queste co-  se, da un legame ineluttabile, di indole superiore ».   E’ tutto V insieme dei suoi mali che costituisce per il soggetto  una punizione per queste sue immaginarie colpe passate e che in¬  sieme lo preserva da colpe simili nelFavvenire : ma se si tien conto  delle impressioni che il soggetto ha rispetto ad una azione mino-  ratrice (sopra tutto dello sguardo, ma insieme anche dei suoi at¬  teggiamenti di scrupolo) sui suoi organi genitali, possiamo capire  come ridea di quella punizione e di quella preservazione dal male  possa esprimersi in quella simbolica rappresentazione della castra¬  zione che si realizza nei sogni della caduta dei denti.   V   A proposito degli ultimi sogni esposti abbiamo veduto come il  soggetto accenni ad un altro motivo onirico ricorrente, quello di  scene di macello.   Ecco uno di questi sogni narrato per esteso :   Sogno dei httoi e del macello, (Seduta 26.) : « Mi pareva di essere  € in un ambiente che non ho mai visto, indeterminato, e cho ci  € fossero due bei buoi che andavano al macello. So che provavo  « dispiacere, dolore, vedendo queste bestie. Dopo sono entrati nel  c cortile, in una specie di recinto. E mi pareva che in un angolo  € di questo cortile ci fossero gli strumenti per questo macello :  c delle funi, una caldaia d’acqua, contusamente; non ricordo con  « precisione. Vedendo questo mi sono sdegnato. Vado via : mi sen-  € tivo male in presenza di queste cose. Ho piantato li : mi sono  € allontanato verso in là, in direzione opposta, col pensiero di di-  « menticare, di non pensare. Dopo, andando, mi par di essermi tro-  « vato in un ambiente ; c’erano delle persone : ora non riesco a ri-  « cordare di chi si trattasse. Più tardi verso sera mi pareva di tro-  < varmi in una stanza con della carne macellata, una stanza a  € pianterreno. Mi pareva che ci fossero delle trachee, delle gole,    — 20t       CESARE L. MUSATTI    < e che si sentisse ancora respirare. So che provavo una certa tri-  « stezza, Un^altra persona, era un uomo che mi par di non cono-   « scere, diceva. Mi faceva sentire questi aneliti, fiati. ho in-   « terpretato come un sogno brutto, triste. Mi pareva che restasse  « Tultimo, come Fultimo residuo di respiro ».   Abbiamo veduto come nelle associazioni provocate il ricordo di  questi sogni di macello si colleghi ripetutamente con l’idea del  sadismo inteso dal soggetto come una forma di curiosità morbosa  ed insieme di godimento per scene di crudeltà e di sangue ; ne  dobbiamo senz^altro concludere che questi sogni esprimono tendenze  sadiche latenti nel soggetto ?   Contro una tale interpretazione sta il fatto che il colorito  emotivo che si accompagna a questi sogni è sempre un colorito di  orrore, di sgomento : il soggetto rifugge da queste scene, ed anche  quando parla del sadismo ne parla come di qualche cosa da cui  egli abborrisce. Inoltre nel sogno qui riferito, e cosi negli accenni  al motivo onirico del macello esposti più su, il soggetto non prende  alcuna parte alla scena di fronte alla quale egli è un semplice  spettatore passivo.   Tuttavia l’esperienza psicoanalitica ci dice che se in un sogno  manifesto il soggetto è puramente spettatore della scena, ciò non  esclude che nel significato latente del sogno le sue funzioni non  possano essere invece quelle di attore : se è cosi, col rendere nel  sogno manifesto se stesso estraneo al fatto sognato il soggetto riesce  a realizzare oniricamente una situazione che non sarebbe altrimenti  tollerata dalla censura. Pure il carattere spiacevole e triste di una  scena onirica non esclude che quella scena realizzi e appaghi un  desiderio del soggetto.   Ma noi non vogliamo qui affidarci senz’altro all’esperienza psi¬  coanalitica ed inoltre nulla giustifica che nel caso presente il con¬  tenuto manifesto di questo sogno e degli analoghi motivi onirici  ricorrenti debbano essere interpretati nel modo veduto. Cerchiamo  perciò se nei dati fornitici dal soggetto possiamo rintracciare ele¬  menti che ci possano guidare nella interpretazione di questi sogni:   1) Subito dopo la narrazione del sogno surriferito sono state  effettuate esperienze di associazione provocata, usando come parole  stimolo le parole che appariscono in quella stessa narrazione : alla  espressione « non pensare », con la quale il soggetto ha indicato    — 202     SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    il SUO atteggiamento di fronte alla prima scena del sogno, egli rea¬  gisce con un decorso ideativo nel quale V espressione stessa « non  pensare > è intesa nel senso di una forma di difesa non soltanto  da pensieri e ricordi spiacevoli ma anche da tendenze proprie avver¬  tite in certo modo come pericolose (« non pensare tante volte è una  « salvezza contro certi assalti interni, contro certi ricordi. Non pen-  « sare, non pensarci, distrarsi, era il motto dei padri spirituali per  « tener lontane le tentazioni »). Vi può dunque essere qualche cosa  che lo tenta, verso cui egli si sente attratto in queste scene di vio¬  lenza e di sangue. Ma una confessione abbastanza esplicita in questo  senso ci è fornita dal soggetto in altro occasioni. Nella esperienza  di associazione libera in base alla parola macello, già riportata  (IV, 4) il soggetto parlando del sadismo dice : « però capisco anche  che tendenza è quella li. Che senso può insorgere e in occasione  di un altro sogno, che verrà riportato più sotto, il soggetto precisa  questo capire il sadismo : « capisco il sadismo nel senso che riesco   « a immaginare quello che provano. ma io di solito abborrisco ».   Ora certo per comprendere astrattamente che cosa sia il sadismo  non occorre essere sadisti, ma per capirlo intimamente, cioè per  immaginare concretamente il carattere particolare del godimento  per le sofferenze altrui che si realizza nei sadisti, bisogna in modo  sia pur minimo vivere una tal forma di godimento. Che sussistano  perciò nel soggetto sia pur lievi, e in quanto represse, inconsape¬  voli, tendenze al sadismo, si può affermare anche sulla base di  queste poche sue ammissioni.   Vi è poi un altro fatto che suffraga questa supposizione. Il sog¬  getto nel corso dei suoi studi, che nulla hanno a che fare con gli stu¬  di di medicina, ha frequentato assiduamente, come egli riferisce, un  corso universitario completo di lezioni e di esercitazioni di anatomia.  Egli spiega un tale fatto con un interesse assai vivo che egli prova  per l’anatomia. Ma un interesse per l’anatomia come tale, indipen¬  dente dunque da altri interessi teoretici o pratici, è per se stesso  qualche cosa di assai strano, di poco comprensibile, e che per nulla  si concilia con l’estremo orrore che il soggetto manifesta per le  scene di macello dei suoi sogni e dei suoi ricordi infantili. Noi pos¬  siamo capire quell’ interesse solo mettendolo in connessione con una  attrazione per scene cruente, latente nel soggetto : se questa attra¬  zione sussiste in lui, quella frequenza a un corso di lezioni e di    — 203 —     CESARE L. MUSATTI    esercitazioni di anatomia gli ha probabilmente dato modo di appa¬  gare una tale tendenza e di nasconderne insieme, di fronte a se  stesso, il vero carattere, sotto la maschera di un interesse cultu¬  rale e scientifico.   2) Per ciò che riguarda la possibilità che la parte di spettatore  passivo in questi sogni sia puramente apparente, consideriamo un  altro sogno analogo ai precedenti e vissuto dal soggetto come appar¬  tenente al gruppo di sogni di macello, ma in cui, sia il colorito emo¬  tivo che il comportamento soggettivo nella scena onirica sono diversi.   Sogno del cranio. (Seduta 14.) : € Questa notte... proprio io che  € ho orrore dei macelli... mi pareva di essere io che battevo sulla  « testa di un animinale : non so che animale fosse ; una specie di  « cranio era. Ma si trasformava. Dei momenti mi pareva che fosse  c un blocco, un masso. Anzi nel secondo momento mi pare che si  c fosse trasformato in un blocco. Il pensiero era però sempre quello  c che fosse una cosa vivente ». (Lo sperimentatore domanda : un^a-  nimale o un uomo ?) « No, no, un animale : bislungo. Presentava  « Taspetto di una testa di un animale. L’ambiente era indeterminato ».   « Subito mi pareva che fosse un altro che battesse ; poi 1’ ho  « preso io il martello ». (Lo sperimentatore domanda : l’altro si è  trasformato in lei ?) « No. Proprio una successione. Il bello è che  « io ho l’orrore di queste cose. Non vi era nulla di noto, nè l’am-  « biente nè gli oggetti: questi due oggetti, martello e cranio ».   € Mi pareva che ci fosse il posto dove batteva il martello :   € un buco si era formato » (lo sperimentatore domanda : il martello  entrava?) « si un poco: quello che succede anche in un sasso (?).   « Era di color rosso... attaccata... staccata anche la pelle. Ma poi  c era una massa nella quale si batteva. E si ritirava un po’ sotto  « ai colpi ». (Lo sperimentatore domanda : c’era anche sangue ?)   « No, sangue ».   « Il mio stato d’animo... non era di paura. Di solito (negli  altri sogni di macelli) « mi batteva il cuore ». (Lo sperimentatore  domanda : piacere ?) « Quasi si. Non direi proprio piacere : non mi  « faceva orrore ». (Lo sperimentatore domanda : soddisfazione ?)   « Neanche direi. Mah ! Non saprei neanch’ io. Mi pareva di ricor-  € dare lontanamente il sadismo. Vago, vago, indeterminato. Strano  « perchè di solito mi pareva di essere in un incubo di tristezza  c grande, di raccapriccio. Come dico mi rammentavo di queste    — 204 —    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « perversioni ». (A questo punto lo sperimentatore ricorda al sog¬  getto come egli abbia una volta detto che capisce il sadismo, ed  il soggetto risponde come abbiamo già riferito) : « Lo capisco ap-   « pena appena. Capisco nel senso che riesco a immaginare quello  « che provano... ma io di solito abborrisco ».   Il rapporto fra questo sogno e gli altri sogni di macelli è in  certo modo analogo al rapporto fra il sogno della giovane vestita di  rosso e quelli delVesame e degli esami e delle scarpe lordate, A pro¬  posito di questi ultimi sogni abbiamo parlato di nutazione oscil¬  lante della censura per cui quelP identico contenuto latente che sta  alla base di tutto questo gruppo di sogni, ora si maschera attra¬  verso numerosi travestimenti simbolici, ora dimettendo tali trave¬  stimenti si fa estremamente trasparente nei sogni manifesti. Anche  qui possiamo parlare di un contenuto latente identico, che il Sogno  del cranio è chiaramente riconosciuto dal soggetto come apparte¬  nente allo stesso gruppo dei sogni di macello, ed anche qui pos¬  siamo supporre un’azione oscillante della censura : per cui negli  altri sogni di macelli un tale contenuto latente si traveste mediante  l’inversione dell’accento emotivo che dà luogo al senso di sgo¬  mento e di orrore angoscioso, e mediante la proiezione dell’azione  di violenza sopra altre persone, cosicché il soggetto apparisce  spettatore passivo di quell’azione, mentre invece nell’ultimo so¬  gno esposto il soggetto vive, se pure in forma confusa, un senso  di godimento leggermente erotico, ed esercita inoltre egli stesso  un atto di violenza e di crudeltà su un qualche cosa di vivo che  rimane tuttavia oscuro e indeterminato. Il passaggio da quella  forma di proiezione su altri dell’azione (che si realizza stabilmente  negli altri sogni) all’esplicita situazione in cui il soggetto stesso è  autore dell’azione, è in questo sogno chiaro. ( « Subito subito mi pa¬  reva che fosse un altro che battesse ; poi l’ho preso io il martello >).   3) Chi subisce la violenza è invece anche in questo sogno,  sebbene in forma confusa, un animale : qualche cosa che si tras¬  forma talora in un blocco, in una specie di sasso, ma che conserva  però sempre il carattere di cosa vivente, che in certo modo si ritrae  sotto i colpi vibrati dal soggetto. Questo essere vivente rappresenta  tuttavia probabilmente un essere umano. A proposito di questo  sogno il soggetto respinge una simile interpretazione ed esclude  recisamente che si tratti di un uomo. Si comprende che sia cosi:    — 205 ~    CESARE L. MUSATTI    in questo sogno è il soggetto stesso che batte con la mazza o mar¬  tello, e che ritrae un senso di piacere dalla situazione : la situa¬  zione è quindi già troppo esplicita e, in quanto esplicita, perturbante  per la coscienza vigile del soggetto (tanto che egli si meraviglia  del sogno e si turba nell’ esporlo) ; per quanto la censura abbia  agito labilmente in questo sogno, il carattere vero di ciò che subisce  violenza doveva rimanere mascherato, senza di che il sogno sarebbe  divenuto del tutto incompatibile per il soggetto. Ma in altri sogni  di macello, nei quali la situazione è spersonalizzata ed è quindi  soggettivamente meno grave, gli animali si trasformano talora in  esseri umani : (Seduta 4.) « Le raccontavo dei sogni di macello.  « Prima mi pareva che fosse un animale, poi che si tramutasse in   « un altro Delle volte anche che un animale si trasformasse in   « una persona. Mai il viceversa. Delle persone specifiche. Ora   « non me ne ricordo, perchè è passato tanto tempo. Ma è successo  « più volte ».   E’ legittimo perciò supporre che questo motivo ricorrente dei  sogni di macello esprima una tendenza del soggetto ari esercitare  atti di crudeltà e violenza sopra individui umani, ed a ritrarre un  godimento di carattere genericamente erotico da tali atti.   4) L’ipotesi ora enunciata trova una conferma in un’altra serie  di sogni nei quali il soggetto, per lo più con un’ arma, colpisce  esseri animali o umani. Li riferiamo :   Sogno della forca e del cavallo, (Seduta 8.): « Ero nella casa  « di persone conoscenti dove mi è per il passato accaduto un fatto  « spiacevole. In un cortile anzi mi sembra. Mi pareva di pensare  « a quel fatto. Pensavo : non m’ importa, non ci verrò neanche più,  « pensavo. E li nel cortile c’era un veicolo, una carrozza, un bi-  « roccino non so, e un cavallo. Il cavallo si lo ricordo. Io ero  € fermo nell’angolo di questo cortile e vedevo questo cavallo che  « sferrava calci verso di me. Allora mi sono preso in un atteggia-  « mento di allarme. A un certo momento mi pare che questo ca-  « vallo venisse proprio contro di me in atteggiamento minaccioso.   € E allora io non sapevo cosa prendere in mano e ho preso... c’era  « una specie di manico alto li, un manico di... mi pareva un ba-  ^ stone. Invece era una forca con le tre branche. E allora mi sono  € piantato con le punte in avanti. Il cavallo è venuto avanti e mi  « pare di avergli piantato la forca nel petto. Mi pare che il ca-    206 —      SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    « vallo fosse ancora minaccioso : continuava a venire avanti. So  « che le punte della forca si erano già affondate nel petto del ca-  « vallo. Io tenevo con le mani la forca, e il cavallo con le punte  « nel petto veniva avanti. Eaggiunta come Tacme del sogno, lo  « stato d’animo più agitato, mi sono svegliato di soprassalto con   « una violenta palpitazione di cuore, come quando. » (dopo un   lungo silenzio) « mi sognavo di macelli, nel momento che sta-  c vano per uccidere Tanimale. Mi svegliavo anche allora col cuore  € in tumulto e avevo paura di aprire gli occhi per paura di ve-  € dere qualche cosa ».   Sogno del bainone. (Seduta 5.) : « Questa notte sogno da ira. Mi  « succede qualche volta. Però molto vago. Mi pareva di essere a  « diverbio con un uomo, con una persona, e perfino di averlo pic-  « chiato sulla testa anche. Era nientemeno che un barone... deca¬  de duto. Mi pareva di essermi avventato al massimo contro di lui,  « e lui contro di me. Ma il sogno rimane vago. Non mi ricordo  « di parole, di atti, mi ricordo solo di... un momento, di avergli  « dato un colpo sulla testa e che la testa facesse anche sangue.  « E’ strano perchè non ho mai avuto rancore con lui. Piuttosto che  « io sono... non mi è molto simpatico perchè esaltato, capriccioso.   « Ero in uno stato di rabbia, di furore : un furore neanche  « logico, giustificato da qualche cosa. Furore campato in aria » (lo  sperimentatore domanda; con che cosa lo ha colpito ?) « Mah! Anche  « questo indeterminato. Un bastone, uno stile non so. Stato di irri-  « tazione generale che creava queste immagini. Più che una visione  c che venisse da una parte intellettuale, mi pare una visione pro-  « dotta dallo stato di irritazione generale. Fortuna che non è vero ».  (Ride) « E’ un sogno nuovo che non ha precedenti nella vita».   Sogno del volo, (Se,duta 23.) : « Mi pare un sogno di debolezza :  « quando si sogna di volare. Le dirò che dopo il sogno mi sono  « svegliato e ho ripetuto mentalmente il sogno. Dopo ho dormito  « ancora e si è fatta confusione. Qualche elemento non so se met-  « terlo prima o dopo ».   « L’ambiente come dico non so se precisamente prima o dopo.   « mi si affaccia l’ambiente di collegio » (del collegio dove è stato  da ragazzo). < Vedevo i letti distribuiti nella camerata, i panchi di  c studio. Alcuni ragazzi che conoscevo, un po’ confuse le sembianze,  « eccetto che per uno. Già che ci siamo. mi pareva di battere    207             CESARE L. MUSATTI    c qualche cosa, di affrontare per offendere. Giacche a un certo  € punto mi pareva di colpire, ma un colpire indeterminato. Non  c che fosse in qualche parte del corpo ; era un colpire indetermi-  « nato nel sogno; non so neanch’io, non ho un’immagine precisa.  € Mi pareva insomma di battere qualche cosa. E tra i compagni  € era un certo N. mi ricordo : il quale mi fissava, mi pareva che  « fosse seduto sul letto o coricato. E mi guardava con un atteg-   « giamento tra il triste e che so io, fra triste e avverso. Un   « atteggiamento che mi faceva star male. Si riflettono in tristezza  < e malinconia questi sogni ».   c E mi pareva di colpire qualche cosa sopra questo N. prima  « e di essere poi rimasto paralizzato dal suo atteggiamento ».   (Dopo un lungo silenzio) : « Poi mi pare di essere uscito di là,  « ma non ho presente il momento in cui uscivo. Ho presente in-  « vece di volar per l’aria movendo le mani e di andar di qua e  « di là facendo resistenza all’aria. Sorpassare pericoli. E poi di  « innalzarmi anche lungo la vetta degli alberi, alberi dritti : salici,  « pioppi. Di arrampicarmi anche sulle cime che parevano deboli,  « sottili, e di là guardare verso il collegio. Sembrava che la rappre-  « sentazione oscillasse fra la vista del collegio e la vista di casa mia ».   « Finalmente mi pareva di trovarmi in camera, in una camera  « di casa mia, e di scappar giù di là, non so per cosa. Paura in-  c determinata. Di venir giù da casa mia. E dovevo per andare in  « cucina attraversare una porta e attraverso la porta c’era un gran  « mucchio di grano, di frumento. E di averlo passato questo muc-  € chio per andare di là, in cucina ».   Questi sogni si collegano chiaramente ai sogni di macelli e al  sogno del teschio : lo stesso soggetto si richiama ai sogni di ma¬  celli a proposito del Sogno della forca e del cavallo e descrive come  identico lo stato emotivo culminante del sogno e l’impressione ri¬  masta dopo il risveglio, che è provocato tanto qui quanto li dallo  stesso stato emotivo, che si traduce somaticamente in un accesso  di tachicardia. E cosi è sulla testa che il soggetto colpisce violen¬  temente il suo antagonista nel Sogno del barone, come sulla testa  vengono colpiti gli animali nei sogni e nei ricordi infantili di ma¬  cello, e come è pure una specie di testa quella che il soggetto  colpisce con una certa voluttà nel Sogno del cranio. A questo ultimo  sogno si collega anche il Sogno del volo nella sua prima parte :    — 208 —     \   SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI   quel hatlere indeterminato (e su cui il soggetto pare quasi reticente  nella sub descrizione) e che poi si precisa — benché il soggetto  abbia prima detto « Non che fosse in qualche parte del corpo » —  come un « colpire qualche cosa sopra questo N. » ricorda infatti  il battere del cranio, cosi come lo stato d’animo del soggetto di  € affrontare per offendere » ricorda « l’avventarsi al massimo » del  Sogno del barone.   Ma in due di questi sogni sono persone umane che il soggetto  colpisce e come vedremo anche il cavallo stesso del Sogno della  forca e del cavallo può essere interpretato come un uomo. Ciò  conferma quindi V ipotesi che anche gli atti di violenza che appa¬  riscono nei sogni di macelli vadano interpretati come atti di vio¬  lenza esercitati su esseri umani.   5) Come è noto le tendenze sadistiche si accompagnano per lo  più a tendenze omosessuali : e ciò anche se le une e le altre ten¬  denze rimangono in un soggetto represse, e quindi al puro stato  tendenziale, senza dar luogo nel comportamento vigile del soggetto  ad atti corrispondenti. Le une e le altre tendenze appartengono in¬  fatti a quell’unico complesso sadistico-anale che la dottrina psico¬  analitica spiega con un arresto o con una regressione ad un parti¬  colare stadio infantile dello sviluppo psichico e sessuale. E’ perciò  su una tale base legittimo supporre che accanto alle tendenze  sadistiche che si rivelano in questi sogni del soggetto sussistano  delle tendenze omosessuali. Ma i sogni esposti giustificano da soli  una tale supposizione? Sono cioè direttamente rintracciabili in  questi sogni espressioni di tali tendenze omosessuali ?   Che gli atti di violenza i quali appariscono negli ultimi sogni  non siano — nel loro significato latente — soltanto semplici atti  di violenza, ma atti aventi comunque uno specifico carattere ses¬  suale, apparisce intanto da molti elementi;   Le armi di cui il soggetto nella maggior parte dei sogni si  serve per colpire hanno tutte il valore simbolico di organo sessuale  maschile : cosi il martello del Sogno del cranio, cosi il manico di  bastone che si trasforma in forca del Sogno della forca e del ca^  vallo, cosi infine il bastone o stilo del Sogno del barone. Per lo più  queste armi nei sogni del soggetto agiscono penetrando, e lo fanno  anche quando per se stesse non sarebbero strumenti penetranti :  cosi nel caso del martello del Sogno del teschio, di cui il soggetto    — 209 —    CESARE L. MUSATTI    dice che penetrava un poco, giustificando poi il fatto col dire:  « Quello che succede anche in un sasso », mentre è chiaro che in  un sasso un martello non penetra; Quanto alla forca va notato che  il soggetto durante un’ analisi del sogno compiuta qualche giorno  dopo la narrazione del sogno stesso (Seduta 13.) risponde nel modo  seguente alle domande dello sperimentatore : « La forca entrava  « nel petto ?» « Si » « Poco o tanto ?» « Normalmente : due terzi,  « qualche cosa più della metà ». Non ha senso una normalità per  la misura della penetrazione di una forca nel petto di un cavallo;  l’espressione normalmente si riferisce quindi (senza che il soggetto  se ne renda conto) a qualche altra cosa che penetra normalmente  per due terzi o poco più della metà;   Sempre relativamente alla forca va ancora notato che il sog¬  getto precisa essere la forca a tre branche, e gli oggetti a tre  elementi sono anch’ essi simboli comuni dell’ organo sessuale ma¬  schile; Nello stesso sogno l’insieme delle espressioni che il soggetto  usa per la fase immediatamente precedente il risveglio (« raggiunto  come l’acme del sogno, lo stato d’animo più agitato >) e la stessa  palpitazione di cuore che accompagna il risveglio costituiscono  elementi sufficienti per ravvisare nel sogno il significato latente  di un amplesso;   Anche il Sogno del volo contiene numerosi elementi per inter¬  pretazioni analoghe : il volo ed il salire sono simboli comuni della  erezione. Va a tale proposito notato ohe in una esperienza di as¬  sociazione provocata, in base alle parole del Sogno del volo, compiuta  subito dopo la narrazione del sogno stesso, il soggetto reagisce alla  espressione « volar per l’aria » nel modo seguente : c E’ stato un  € motivo anche in passato nei miei sogni di volare su e giù, di  < far la strada sollevato da terra, cosi di librarmi qualche palmo  « sopra terra. Spesso mi avviene; Una cosa richiama l’altra* Far la  « strada cosi sollevato ed andar più presto degli altri; E che gli  « altri fossero presi da ammirazione per questo, che altri mi os-  « servassero e dicessero : Come fa presto ! Che questo fosse un  « segreto mio, un’arte, un’abilità mia, di percorrere lo spazio senza  « fare i passi »*   Abbiamo già veduto (II, 7) come il soggetto parli compiacen¬  dosene e vantandosene delle frequenti erezioni ohe egli aveva in  passato. C’ è una assoluta corrispondenza fra le espressioni che egli    — 2J0 —    SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    adopera a tale proposito e le impressioni oniriche relative a questa  situazione di volo che egli riferisce : e anche questo ci dà una  conferma circa il significato simbolico di quelle situazioni di volo.   Nella stessa esperienza di associazione provocata, allo stimolo  verbale battere il soggetto reagisce: «Il battere del sogno..; Ah!  « Una parola sentita da una ragazzetta che stava lavando, che ad  « un ragazzo ha detto: " Spingi e batti ", con una certa malizia.  € Anni fa in un quartiere popolare. Non so perchè mi venga in  € mente ora ».   La frase di questa ragazza è stata capita dal soggetto come  allusione ad una situazione sessuale. E’ quindi plausibile che lo  stesso valore allusivo abbia per il soggetto quel battere del sogno  che nella associazione ha provocato il ricordo di quella frase;   Anche l’ultima fase del Sogno del volo ha il valore di una  chiara allusione ad un atto sessuale : la cucina che si trova a pian¬  terreno, la porta che il soggetto deve attraversare, il mucchio di  grano sulla porta che egli riesce in fine ad oltrepassare, rappre¬  sentano un congiungimento che offre una determinata difficoltà  (che può ricevere diverse interpretazioni), la quale è però superata  dal soggetto.   6) Mentre però nella seconda fase del Sogno del volo il con¬  giungimento che è là rappresentato è probabilmente un congiun¬  gimento con una persona dell’altro sesso (e per lo meno non vi è  alcun motivo che giustifichi una conclusione diversa), il battere da  prima indeterminato, che poi si precisa come un colpire qualche  cosa sopra N. che è seduto o coricato sul letto, della prima ]>arte  del sogno, è probabilmente la rappresentazione di un avvicina¬  mento omosessuale;   Il soggetto stesso in certo modo contrappone le due situazioni,  quando, parlando del volo, di cui abbiamo veduto il significato,  conclude dicendo: « Sembrava che la rappresentazione oscillasse  « fra la vista del collegio (dove avviene l’episodio di N.) e la vista  « di casa mia » (dove avviene l’episodio del superamento della  porta della cucina);   E’ un individuo di sesso maschile quello che il soggetto col¬  pisce nel Sogno del volo ed è un individuo di sesso maschile anche  quello con cui lotta il soggetto e che il soggetto ferisce nel Sogno  del barone. Ma anche il cavallo del Sogno della forca e del cavallo    CESARE L. MUSATTI    può essere considerato come un uomo: nel corso dell’analisi di  questo sogno (Seduta 14.) è stato applicato quel metodo di esplo¬  razione ideato da Benussi e che egli chiamò metodo della conso¬  nanza immediata. (^) Esso consiste nel rivolgere al soggetto do¬  mande (relative ad elementi di un sogno e corrispondenti a una  probabile interpretazione del sogno stesso) in una forma disgiun¬  tiva, e ad invitare il soggetto a rispondere immediatamente, in  forma irriflessiva, scegliendo fra i due termini della domanda quello  che gli apparisce — su basi analogiche — più corrispondente al  senso del sogno. Ecco come il soggetto risponde alle varie domande :   D. Era proprio un cavallo o qualche cosa d’altro ? »   Ei « Aveva il colore comune dei cavalli, rossastro. Era proprio  « un cavallo. Impetuoso. Dopo impetuoso. Ero incerto al primo  « momento se fosse un cavallo, poteva essere un mulo. La prima  « impressione non era quella di dopo. Dopo ha preso coraggio   D. « H cavallo corrispondeva piuttosto ad un uomo o ad una  « donna ? ».   E. « Capisco come lei intende la domanda; Un uomo piuttosto;   € Ma allora io sapevo che era un cavallo ».   D. « La forca entrava nel petto o in altra parte ? »   E; € Mi sono svegliato mentre appunto.;;;.* Era alzato sulle  « gambe davanti ».   D. « Nel petto proprio ? » ;   E. « Non può andar bene in altra parte. Fra il collo e le  « gambe;;... le gambe davanti».   Vi è una certa incertezza da parte del soggetto per ciò che  si riferisce alla penetrazione della forca nel corpo del cavallo, ed  è più in base ad esigenze di carattere logico ( « non può andar bene  in altra parte >) che non ad una impressione imposta dal sogno  come tale, che il soggetto conferma che la forca entrava nel petto;   Il metodo della consonanza immediata ci dà invece un risultato  chiaro sulla questione dell’essere che è simbolicamente rappresentato  dal cavallo; Il soggetto conferma decisamente: « Un uomo », e afferma  insieme di capire la domanda dello sperimentatore, ossia di capire  la possibilità che il cavallo del sogno corrisponda ad un essere umano;   E’ legittimo supporre in base a quanto abbiamo esposto ohe    (^) V. Benussi : Suggestione e psicoanalisL Ed. Principato, 1932, pp. 158 e segg.    — m —       SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORBENTI    i tre ultimi sogni riferiti costituiscano una forma di appagamento  onirico di tendenze omosessuali latenti nel soggetto;   Ma ci sono pure altri elementi anche se non numerosi ohe  confermano la supposizione della sussistenza di tali tendenze  nel soggetto :   Abbiamo già accennato più su (IV, 5) a proposito del fatto  che per il soggetto la malattia è qualche cosa che lo preserva da  possibili colpe future, ad una esposizione che fa il soggetto stesso:  « Anche questa sera. Mentre ero solo con un ragazzo..; ad un certo  punto mi è venuta una specie di dubbio di me stesso, di una cosa  « paurosa, lontanamente impressione di scrupolo eco. * ;   Sul legame fra T impressione di scrupolo che si anima nel  soggetto ed il suo trovarsi solo con un ragazzo, il soggetto stesso  sorvola, ma il legame diviene chiaro in base alla supposizione  tratta dai sogni.   Nella stessa seduta e nel corso della stessa esposizione il sog¬  getto commette un lapsus che è pure significativo :   Dopo che il soggetto ha accennato alla sua impressione di  subire una punizione « per qualche arrendevolezza nel passato;;;..  « sentimenti di simpatia.;.;, non mantenuti a quelle che si chia-  « mano le norme ideali;.... » lo sperimentatore domanda verso chi  questi sentimenti di simpatia sono rivolti, ed il soggetto risponde:   € Delle volte parenti con le quali si convive per più tempo.  € Piuttosto i giovani;., (e poi correggendosi) mi colpiscono piut-  « tosto le più giovani di me, passivamente parlando ». Lo speri¬  mentatore domanda in quale senso < passivamente » ed il soggetto  risponde : « Spassionatamente » (?);   7) Abbiamo cosi esaurita Panalisi di quei gruppi di sogni ri¬  correnti cne ci sono sembrati più significativi nel materiale onirico  di cui disponevamo; Esula dal compito che ci eravamo proposti il  problema dei legami e dei rapporti sussistenti fra i diversi ele¬  menti tendenziali inconsci che Panalisi di questi vari gruppi di  sogni ricorrenti ci ha permesso di rintracciare. Tuttavia, a mo’ di  conclusione, accenneremo brevemente a tali rapporti che del resto  sono assai facilmente determinabili;   Il soggetto presenta — come è già stato accennato in una  nota — un complesso edipico riferito alla propria matrigna. Un  tale complesso si rivela nella analisi per una molteplicità di ele-    — 2f3 —       CESARE L. MUSATTI    mentii Accenniamo a caso e a titolo di esempio ad alcuni di questi :  Il soggetto stesso ammette di aver riversato il suo affetto sulla  matrigna nel periodo della prima infanzia e benché egli lo consi¬  deri come semplice affetto filiale, usa nei riguardi della matrigna  e della attrazione che essa esercitava su di lui espressioni di ca¬  rattere decisamente erotico, ^^gli riferisce di aver avuto da bam¬  bino « viva simpatia per donne più o meno mature », e di aver  più tardi durante Tadolescenza in collegio, c fatto di tutto per  reorimere queste tendenze ». Più tardi i suoi sentimenti per la  matrigna si sono tramutati in esplicito odio, che egli giustifica in  base a torti che avrebbe subito da leij ma la spiegazione che dà  di questi torti è confusa ed illogica. Quello che egli descrive come  il tipo per lui ideale della donna, da un punto di vista fisico, cor¬  risponde completamente alla descrizione della matrignai Nel corso  di una associazione provocata prendendo il nome della matrigna come  parola stimolo, il soggetto cosi si esprime (Seduta 6;) : c E’ il nome  € che mi piace di più. Dovrei attribuirlo a una giovinetta. Forse  « qualche ricordo concreto che ora ho perduto. Quasi il tipo di  « fanciulla corrispondente a un nome bello. Poi passo ad altre  c fanciulle conosciute nel passato per le quali ho avuto qualche  « simpatia;.;.; Mi ricordo ohe da bambino questo nome mi impres-  « sionava profondamente ; dal punto di vista erotico : dal punto di  « vista della visione ideale di una bellezza muliebre >;   Esercitano su di lui una particolare attrazione di indole erotica  parecchie sue parenti dal lato della matrigna, che probabilmente si  accostano al tipo femminile della matrigna stessa;   Se noi mettiamo in relazione con questo complesso edipico :  r impotenza del soggetto, quale si manifesta tanto nella realtà  quanto nei sogni, Pidea della castrazione che si esprime simboli¬  camente pure nei sogni, e le tendenze sadistico - omosessuali che  dai sogni traspariscono, noi ci possiamo render conto assai chiara¬  mente della genesi e della funzione che tutti questi elementi ten¬  denziali hanno nello psichismo inconscio del soggetto;   Appariscono infatti questi diversi elementi : aspetti diversi di  una difesa del soggetto da quell’avvicinamento eterosessuale ohe  si identifica per lui — poiché per lui la donna è essenzialmente la  matrigna — con l’incesto j e nello stesso tempo forme diverse colle  quali egli, impedendo a sé normali rapporti eterosessuali, riesce a    — 214 —     SIMBOLISMO ONIRICO E SOGNI RICORRENTI    mantenersi fedele al suo primo e fondamentale amore ohe è Tamore  per la matrigna.   ♦ ♦ ♦   A chiunque abbia una certa esperienza psicoanalitica, le analisi  di sogni che abbiamo riferite in questo lavoro possono apparire  troppo minuziose e prolisse. Abbiamo riferito integralmente, citando  con una certa pedanteria dai protocolli dettati direttamente dal  soggetto, sogni e dati di associazioni libere, che avrebbero potuto  essere esposti in forma abbreviata. E ci siamo sforzati di accumu¬  lare elementi di prova per le diverse interpretazioni prospettate,  anche quando queste interpretazioni erano di natura tale da non  aver bisogno — per chiunque possegga una certa pratica dell’a¬  nalisi — di tutte queste giustificazioni.   Nello stesso tempo le interpretazioni stesse esposte possono  apparire assai incomplete: abbiamo spesso sorvolato su molti ele¬  menti dei sogni che — anche nelle condizioni infelici in cui si è  svolta l’analisi per le difficoltà che il soggetto ha opposto alle espe¬  rienze di associazione provocata, ed anche in base al solo materiale  che è stato esposto — sarebbero stati agevolmente interpretabili.   Ma il procedimento adottato si giustifica in base allo scopo  preciso e limitato che ci eravamo proposti: che non era dunque  quello di dare un generico esempio di interpretazione di un dato  materiale onirico, ma bensì di mostrare come a scopo espositivo e  quindi in certo modo didattico, si possano particolarmente utilizzare  gruppi di sogni ricorrenti, per trarre l’interpretazione di alcuni sogni  da altri sogni simili, riducendo in tal modo al minimo la necessità  di ricorrere a criteri interpretativi fondati su un’esperienza ante¬  riore, e per indurre in tal modo coloro che alla dottrina del sim¬  bolismo onirico oppongono diffidenza ed incredulità, ad accettare  il valore simbolico di alcune fra le situazioni oniriche più comuni;   Proprio chi ha una particolare esperienza psicoanalitica si rende  conto di quanto questo ultimo compito sia difficile, e come di  fronte ad esso non possano mai essere eccessivi criteri di estrema  prudenza nel prospettare le interpretazioni e di minuziosa insi¬  stenza nel giustificarle.    — 2J5 —    VARIA    Il nome dimenticato   Un mio conoscente, che chiamerò A., si trova in treno, e narra  ad un suo compagno di viaggio di aver passato giorni piacevoli a  Vienna. Lhnterlocutore gli chiede in quale albergo abbia alloggiato.  A. ricorda la strada, dice di essersi trovato bene in quelPalbergo,  ma per quanti sforzi faccia non riesce a ricordarne il nome, e rinunzia  quindi a dare Pindicazione richiesta.   L’analisi di questa dimenticanza comincia con l’elenco delle pa¬  role sostitutive, che ad A. vengono in mente al posto del nome  obliato. Queste parole sono : Berescid, Greber, streben, nero.   Prima ancóra di aver cominciato ad associare con i singoli vo¬  caboli, A. ricorda improvvisamente il nome dell’albergo : Erzherzog  Rainer,   1) Erzherzog : « Herz » = cuore (a questo punto A. dice : « Anche  coscientemente mi rendevo conto che la dimenticanza era insorta  perchè quest’albergo mi fu consigliato da una donna, una signora  viennese, che mi ha fatto poi molto soffrire ». Osservo che ciò non  è sufficiente, che quella signora gli avrà menzionato molti altri nomi  e cose da lui perfettamente ricordati, e che occorre quindi analiz¬  zare questo oblìo particolare, e i suoi motivi specifici. L’analisi ri¬  prende). « Herz > viene associato a cuore, a pene di cuore, a questa  signora che ha fatto soffrire A. Di tutta la parola Erzherzog, A.  osserva che è difficile a pronunziare : « Erz » è senz’acca, « Herz »  con l’acca. Interpreto : « difficoltà » (A. presenta molte « difficoltà >  per quel che si riferisce ai suoi rapporti con la donna e alla vita  sessuale in genere). Erzherzog = arciduca, ricorda ancóra ad A. l’ar¬  ciduca Rodolfo d’Austria, la tragedia di Mayerling. Le associazioni  danno dunque : pene di cuore, difficoltà, tragedie amorose.   2) Rainer : associa soltanto a « rain », che pronunzia volutamente  aU’inglese e cui connette, con subitaneo trapasso, le « lacrime »  {rain = pioggia).    VARIA    Si aggiunga che « albergo » è un evidentissimo simbolo fem¬  minile.   Già da queste associazioni il < lapsus » appare chiaro: ca¬  rico di significati tristi e luttuosi per rinconscio, questo nome era  tra i più indicati ad essere rimosso. Esso toccava parecchi dei com¬  plessi e conflitti, già in parte analizzati, di A. : complesso di evi¬  razione, forte sentimento di colpa che gli creava ogni sorta di «dif¬  ficoltà » e di eventi spiacevoli di fronte alla donna...   Ma Tanalisi proseguì nei riguardi delle parole sostituitive, che  tutte, senza eccezione, contenevano l’elemento «er». Questo elemento  appare tre volte nel nome Erzherzog Rainer ed è evidentemente so¬  stitutivo di HerZy « cuore ».   A Berescid il soggetto non associa alcunché : si tratta di un  vocabolo ebraico di cui ignora il senso.   Chiaritogli il significato del termine (che vuol dire « in prin¬  cipio», prime parole dell’Antico Testamento), il soggetto, israelita,  dice che esso non gli ricorda alcunché di specifico, ma solo che il  marito della signora in discorso (divorziata) era un israelita. Gli  dico che la parola può forse riferirsi alla sua reazione contro le re¬  centi persecuzioni tedesche antisemite ; A. non respinge questa in¬  terpretazione, ma non ne é persuaso. Aggiunge che a suo avviso  il «principio» potrebbe riferirsi: a) al primo uomo che ha avuto  relazione con quella signora ; b) al principio in cui si trovava, al¬  l’epoca del suo viaggio a Vienna, la relazione tra la signora e lui.  Il significato del vocabolo Berescid gli era del resto già noto : si  trattava di una rimozione ulteriore.   A Greher A. associa un grande negozio omonimo di stoflFe per  signora ; associa femminilità, donna lussuosa, Greta Garbo, donna  fatale e funesta.   A strehen ( « tendere a qualche cosa aspirare » ) associa le proprie  lotte contro le tendenze istintive, le proprie aspirazioni.   A nero associa « morte », e niente altro.   Già formalmente connessi con la parola obliata, i vocaboli so¬  stitutivi confermano, come si vede, quale fosse la costellazione psi¬  chica da cui provenivano le inibizioni. E la breve analisi compiuta  (che qui non possiamo integrare con altri dati relativi al soggetto)  fornisce un’ulteriore riprova del determinismo dei « lapsus », postu¬  lato e dimostrato primamente da Freud. e, s.    — 2t7 

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