GRICE E PIERALISI
Luigi Speranza -- Grice e Pieralisi:
la ragione conversazionale o la teoria del segno – la scuola di Jesi -- filosofia
marchese -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Jesi). Filosofo italiano. Jesi, Ancona,
Marche. Abstract:
H. P. Grice: “Amazing how Pieralisi just thought whatever I later thought for
the Oxford Philosophical Society! I especially love the way his praecepta
predate my conversational maxims, the full set!” – Keywords: segno, segno
naturale, segno artificiale, segnare, agente segnante, segnatum. Esalta il valore della pace fra i
romani e fra tutte le creature. L’anima è presente non solo negl’esseri umani,
ma anche negl’altri animali, ai quali appunto l'anima conferisce come agl’uomini
un'esistenza eterna al di là della morte. Per tali motivi sottolinea la
necessità etica di trattare gl’animali con rispetto ed amore. De anima
belluarum: sopravvivenza? Una domanda, Rocco, Venezia. “Della filosofia
razionale speculativa parte soggettiva ossia la logica” (Pace, Roma); “La
filosofia razionale pratica; ovvero, dei doveri naturali” (Pace, Roma); “Sui
vizi capitali dell'insegnamento scientifico: riflessioni” (Pesar). Segno chiamo
una cosa qualunque che colla manifestazione di se indica una qualche altre
cosa. Col vedere che e quell oche dico “segno” si viene a sapere che sia anche
l’altro di cui e segno. Segno ARBITRARIO chiamo quell oche per libera
disposizione degl’uomini e stato destinato ad indicar la cosa che significa. Nel segno naturale l’eistenza sua
coll’esistenza di quell ova naturalmente congiunta. Il segno è rappresentativo
si sta in lugo della cosa che significa, la rappresenta, ne tiene le veci. Come
l’immagine de un uomo si pone in lugo dell’uomo. Ci sono V massime della
conversazione. La parola si adopre ad esprimere ci oche l’uso stablito vi
esprime. Si deve evitare la ambiguità: una parola che e equivoca non si adopria
almeno nei contribuzioni alla stessa conversazione, ora cosi, or cosa. Ora
nell’uno ora nell’altro dei suo significanti – o signati. Seppure la diversità
loro non è tale che togliesse ogni pericolo di equivocare. Adoprando un
vocabolo oscuro, che non è di uso e non e di quell’uso che se nuo vuol fare, si
fefnisca il senso nel quale se adopra, onde far nota che s’intende signare con
esso. IV nell’esporre le cosa o dimostrare la verità, la parola è usata nel
senso suo priprio, evitando tropi, figure, ed altre eleganze, che, se giovano
al bello, pregiudicano spesso al vero; essendoche eccitano l’immaginazione a
figurarise le cosa, anziche chiamo l’attenzione a vederle nell’esser loro ad a
conoscerle quali son. Se per la scrazesa dei termini è necessario usare una
stessa parola in un senso alquanto diverso, non si tracuri, per amore di brevità,
di aggiugere ad essa quant’altre parole sieno necessario perche il senso che si
vuole che abbia, riesca caro e preciso. Sezioni: ‘Sopra-sezione: il segno
dell’idea. Segno. Segno naturale, segno arbitrario. Segno manifestativo e
suppositivo o rappresentativo. Segno dell’idea, segno del pensiero. Il gesto –
segno del pensiero. Parola è un segno articolato. La parola ha un aspetto
fisico e un aspetto logico. Quanto considerate semplicemente nell’esere
materialmente è un segno fisico. Se viene considerate in quate e segno di
un’idea od esprime un pensiero, è presa formalmente – logicamente. Le parole
sono comune o propri, di uno o piu eseri, la parola ‘pietro’ e semplice, un
termine complesso e ‘uomo eminentemente virtuoso’, o semplicemente, un santo.
Termine categorematico e sincategorematico. Una parola che DA SE SOLA NULLA
SIGNIFICA (“He implies that and”), ma solamente se si aggiune ad altra, della
quale modifica la significazione specialemente in qualte all’estensione
dell’idea de cui e segno. Essempli de segno sincategorematico sono ‘ogni’ e
‘qualche’. ‘Leone’ permette una figura. Si usa ad indicare una spezie di
animale, una costellazione in forma di leone, o un uomo che si comporta come un
leone. Un termino analogo e ‘saludabile’ che si applica al cibo, al scremento, ed
al stilo di vita. Quando il segno è segno manfestativo d’una idea o segno
suppositivo della cosa rappresentata da esse. Il segno dunque tiene nella
conversazione il luogo della cosa della quali si parla, falle le loro veci, la
rappresentato. Questo loro officio chiamo la loro supposizione, lo stare cio
per le cose, il sustituirise, o, meglio, l’essere sostituiti ad essa. La
supposizione è materiale se il segno sta per se stesso materialmente preso. La
supposizone è formale se il segno e adoprato secondo il suo esser logico, se
sta per quello che chi parla ha destignato a segnare. ‘uomo’, dotato di
ragione. La supposizione formale puo essere semplice o logica reale. La
supposizione formale è logica si il segno sta per l’idea di cui è segno, e ch’è
la cosa da lui immediatamene espresso. ‘L’uomo e una specie’. La supposizione e
reale quando sta per la cosa stessa esistente nella natura sotto quella forma,
in cui l’essere è rappresentato dall’idea, di cui il segno è segno – L’uomo
vive. La supposizione puo esser reale, colletiva e distributiva. La
supposizione formale reale d’una parola puo essere colletiva o distributive. È
colletiva se la parola sta nel discorso per TUTTI e ciasccuno CUPULATIVAmente
gl’individuo di quell nome, ossia gl’essere che sonno nell’estensione dell’idea
dal segno espresso. Come se si dicesse, le parti equagliano il tutto. La
supposizione e distributiva se il termine sta per tutti e ciascuno
DISGIUNTIVAmente gl’esseri prappresentati dall’idea, di cui e segno, sta per
uno di esso, o queso o quell oche sia, e cosi sta per ognuno, ossia vale per
ognuno chi o che è detto delle cose rappresentate dalla idea significate al
segno. Le parti sono inferiori al tutto. Gl’uomini hanno forza minore di quella
d’un cavallo. C’è la possibilità intriseca dell’origine naturale dei segni. Non
pottrebe mai dimostrare dell’impossibilità in cui gl’uomini si arebero trovati
di costituirse un linguaggio per comuniare fra loro e manifestare
recipricamente i proppi pensiere. Sebeene molto e rilento e non senza gravi
difficoltà hanno tuttavia posti nella necessità di farlo putoto elevera a segni
delle cosa e costituirli cosi termini logici. Quelle che per una combinazione o
relazione e coll’aiuto d’un gesto hanno puotuo associare alle idea della cosa.
Nessuna ripugnanza in cio si vede, e finche ripugnanza non si vede, la
possibilità d’una cosa non puo essere a buon diritto negata. La parola serve
all’uomo mirabilmente per TRASFONDERE negl’altri le sue conosence, per mostrare
le ragione nelle quali egli ha scoperto l’essere di tante cosa, che
immediatamente non apparisicono e non si possoni in loro stesse vedere e
perceptire, per guidare in somma per sentiteri gia battuti alla conoscenza di
cose alle quali tutte ciascune da se solo sensa l’aiuto dell’altrui
intelligenza I cui acquisti gl imanifesta la praola non avvrebe trovato la via
di pervenire. Per intedere il discorso si tiene in cota tre fattori. I al senso
che colla definizione il parlante ha dichiarato di voler dare alla sua parola. II
a quello que aparisce DAL CONTESTO avvervi volute significare. III al CONCETTO
che si sa ch’egli puo avere delle cose di cui parla, perche nessuno puo volere
esprimere quell che non sa. Nome compiuto: Venceslao Pieralisi. Pieralisi. Keywords:
segnare, segnato, segnante. Refs.: Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, “Grice e Pieralisi”, The Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria,
Italia.
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